La casa era umida, piena di sacchi a pelo, stoviglie sparse, oggetti accatastati senza ordine. Un materassino gonfiabile per dormire. Niente segni di una vita regolare, nessuna traccia di scuola, quaderni, giochi. I bambini vivevano così, dentro una quotidianità sospesa. Attorno, il silenzio del bosco. Gibilmanna, con il suo santuario poco distante, e poi più su solo alberi e sentieri. Chi passa da quelle parti lo sa: basta poco per sparire alla vista. E lì, in quel pezzo di montagna, una piccola comunità si era chiusa su se stessa.
Cefalù, isolati nel bosco con un “santone”: due minori affidati ai servizi sociali
