Fino al 12 agosto, giorno di luna nuova, la luna sarà in fase calante. Nel calendario contadino è il tempo delle radici, delle potature e delle talee: la fase in cui la linfa scende e la pianta si presta ai lavori che guardano alla stagione successiva. Per le rose è il momento più importante dell'estate.

Le nonne, davanti a un roseto a inizio agosto, sapevano che pochi gesti fatti adesso decidono tutto: se le rose torneranno a regalare una fioritura ricca a settembre, oppure resteranno spoglie fino alla primavera. Come sempre, la luna era il promemoria; il vero motivo dei loro gesti era pratico, e chi coltiva rose lo conferma ancora oggi. Ecco cosa fare, con un'avvertenza importante da chiarire subito.

Prima di tutto: quale potatura (e quale no)

C'è un equivoco da sciogliere, perché sbagliarlo rovina il roseto. In questi giorni non si fa la potatura drastica, quella che accorcia i rami a due o tre gemme: quella è la potatura invernale, si fa tra fine gennaio e febbraio, e farla adesso sarebbe un grave errore.

La potatura di inizio agosto è una potatura verde, leggera, di pulizia e rimonta. Serve a stimolare la seconda fioritura senza indebolire la pianta. È esattamente ciò che le nonne facevano d'istinto: un intervento delicato, non un taglio deciso.

1. Togliere i fiori appassiti, nel modo giusto

È il gesto principale, e vale solo per le rose rifiorenti (le moderne, gli ibridi di Tea, le rose inglesi), cioè quelle che rifioriscono più volte. Togliere i fiori appassiti impedisce alla pianta di produrre semi e la spinge invece a preparare nuovi boccioli.

Il modo corretto non è staccare la corolla secca, ma recidere lo stelo sopra la prima foglia completa a cinque foglioline rivolta verso l'esterno, dove si trova una gemma sana. Si asporta così circa un terzo del ramo fiorito. Il taglio va fatto netto e obliquo, appena sopra la gemma: così l'acqua piovana scivola via e non ristagna, prevenendo le malattie.

Un'eccezione che le nonne conoscevano: le rose che producono le bacche decorative (i cinorrodi rossi d'autunno), come la rosa rugosa, non si toccano. Lasciando i fiori, si formano i frutti ornamentali che colorano il giardino da settembre.

2. Pulire il roseto: succhioni, secco e foglie malate

La seconda cura è la pulizia, e in agosto è fondamentale. Vanno eliminati per primi i succhioni: quei getti vigorosi che spuntano dalla base, sotto il punto d'innesto. Si riconoscono perché hanno foglie più chiare e piccole, spesso con sette foglioline invece di cinque. Se lasciati crescere, rubano forza alla rosa e col tempo la soffocano.

Poi si tolgono i rami secchi, quelli deboli e incrociati, e soprattutto le foglie malate: la macchia nera e l'oidio, il mal bianco, trovano in questo periodo il loro massimo. Le foglie colpite vanno raccolte e allontanate, mai lasciate a terra, dove i funghi continuano a diffondersi. Un roseto arieggiato e pulito è la prima difesa contro le malattie.

3. Le talee: moltiplicare le rose in luna calante

Ecco la cura che appartiene in pieno allo spirito della fase calante, e che le nonne praticavano proprio ora. Da metà luglio a metà agosto è il periodo migliore per moltiplicare le rose per talea, e la tradizione la voleva in luna calante.

Si preleva un rametto semilegnoso e robusto, lungo 10-15 centimetri, si eliminano le foglie basse, si immerge la base in ormone radicante e si interra per due terzi in un vaso con torba e sabbia in parti uguali. Tenuto all'ombra e umido, in qualche settimana radica. È il modo con cui interi roseti si sono tramandati di casa in casa, senza mai comprare una pianta nuova.

4. Acqua alla base, mai sulle foglie

La regola d'oro dell'irrigazione, che per le rose vale doppio proprio ora. L'acqua va data alla base, al mattino presto, senza mai bagnare il fogliame. Le foglie umide, specie di sera, sono l'innesco perfetto della macchia nera e dell'oidio, le due malattie che più affliggono i roseti d'estate.

Con il caldo di inizio agosto le rose hanno bisogno di acqua regolare e profonda, meglio poche irrigazioni abbondanti che tante superficiali: così le radici scendono in profondità, dove il terreno resta fresco.

5. Il concime: solo verso fine mese

Qui la tradizione indica anche i tempi. Nel pieno del caldo non si forza la pianta; ma verso la fine di agosto, quando le temperature iniziano a calare, si somministra un concime specifico per rose che hanno terminato la fioritura. Serve a preparare e sostenere la fioritura autunnale.

Un accorgimento che le nonne conoscevano: in questa fase si evita l'eccesso di azoto, che spingerebbe getti teneri e acquosi, deboli davanti ai primi freddi. Meglio un concime equilibrato, che irrobustisce la pianta invece di stimolarla a crescere in fretta.

Cosa non fare in questi giorni

Riassumendo lo spirito della fase: niente potatura drastica (è da fine inverno) e niente rinvasi in pieno caldo, che sommerebbero lo stress delle radici a quello delle alte temperature. Il rinvaso delle rose in vaso si rimanda all'autunno.

Per il resto, le cure di questi giorni sono quelle leggere e pazienti che i nostri nonni dedicavano al roseto: togliere ciò che è appassito, tenere pulito, dare acqua alla base e aspettare. La ricompensa arriva a settembre, quando le rose, alleggerite e riposate, tornano a fiorire come se fosse ancora giugno. La luna nuova del 12 agosto, in fondo, era solo il segno sul calendario per non arrivare in ritardo.