C'è un momento, nella vita di una Cycas, che ha qualcosa di spettacolare. Dal centro della pianta, all'improvviso, spunta un ciuffo di nuovi getti: sottili, arrotolati su se stessi, ancora chiusi come una mano serrata. È il famoso "pennacchio", la nuova corona di foglie che sta per nascere. Ma è anche il momento in cui chi possiede questa pianta comincia a preoccuparsi: quei getti sembrano strani, ricoperti di una peluria color ruggine, teneri e molli, e sembra che non vogliano aprirsi mai. Eppure basta sapere poche cose per accompagnare la Cycas in questa fase delicata e godersi, settimana dopo settimana, lo spettacolo delle sue nuove foglie che si dispiegano.
La prima cosa da capire è che la Cycas non cresce come le altre piante. Non produce foglie di continuo, ma concentra tutto in un'unica emissione, chiamata flush: da un giorno all'altro emette insieme tutta la nuova corona. All'inizio le giovani fronde sono verticali, chiare e coperte da un fitto strato di peluria dorata o color ruggine. Attenzione: quella peluria non è un parassita né una malattia, come molti temono, ma una protezione del tutto naturale che sparisce da sola man mano che le foglie si aprono. Nel giro di alcune settimane le fronde si distendono verso l'esterno, si induriscono e assumono la classica forma arcuata (come spiegano bene gli esperti di Cycas). Serve solo pazienza e qualche accortezza.
Il segreto numero uno: la luce
Il trucco più importante di tutti, quello che il fioraio conosce bene, è uno solo: la luce. La Cycas è una pianta di pieno sole, e durante il flush ha un bisogno assoluto di luce forte per costruire foglie compatte, rigide e sane. Se riceve poca luce, le nuove fronde emergono pallide, allungate e deboli, con le foglioline troppo distanziate, e nei casi peggiori si piegano verso il basso prima ancora di finire di aprirsi. Il problema, una volta che le foglie si sono indurite, non si corregge più. Ecco perché il primo consiglio è spostare la pianta dove riceve più sole possibile: all'aperto, in estate, è l'ideale.
Le mani lontane dal centro
Poi ci sono le cose da non fare, altrettanto importanti. Non toccare i pennacchi per cercare di aprirli con le mani: sono tenerissimi e si deformano con un nulla. Non tagliare il ciuffo centrale perché sembra strano, perché apriresti una ferita nel punto più delicato della pianta, quello da cui nasce tutta la crescita. E soprattutto non versare mai acqua nel centro della corona: tra quei tessuti fitti e poco aerati l'acqua ristagna e favorisce i marciumi, che possono rovinare l'intera emissione. L'acqua va data solo sul terriccio, intorno alla zolla.
Il caldo è tuo alleato
C'è poi la questione del calore, alleato prezioso in questa fase. Le temperature alte dell'estate sono proprio ciò che aiuta i pennacchi ad aprirsi in fretta e bene: il caldo accelera tutto il processo in modo naturale. Per questo il periodo estivo è il migliore per assistere a un flush riuscito. Sul fronte acqua, il segreto è l'equilibrio: si innaffia il terreno, si lascia asciugare parzialmente il substrato prima di bagnare di nuovo, e si tiene sempre il sottovaso vuoto, senza ristagni. Una pianta né assetata né affogata è una pianta che apre bene le sue foglie.
Il trucchetto in più del fioraio
Un ultimo trucchetto da fioraio riguarda le foglie vecchie. Molti coltivatori, quando arriva la nuova corona, rimuovono le fronde più vecchie e basse, ormai inclinate verso il basso: questo, secondo una diffusa scuola di pensiero, dà forza alle foglie nuove e le aiuta ad aprirsi meglio dalla sommità. Il taglio va fatto alla base, con cesoie pulite e affilate, solo sulle foglie evidentemente vecchie o secche. Senza esagerare, però: le fronde verdi, per quanto basse e inclinate, sono le uniche fabbriche di energia che la pianta ha, e una Cycas spogliata mentre sta costruendo la corona nuova si ritrova a farlo con le riserve e basta. E se noti che sono proprio le foglie nuove a uscire gialline, con le foglioline arricciate, deformi e più corte del normale, quasi sempre non è ferro: nelle cicadee questo quadro preciso, che i vivaisti chiamano frizzle top, è la carenza di manganese, e si corregge con solfato di manganese distribuito sul terriccio secondo le dosi in etichetta. È l'errore diagnostico più comune su questa pianta, perché l'istinto porta tutti a pensare al ferro.
In conclusione
Insomma, aiutare i pennacchi della Cycas ad aprirsi non richiede pozioni magiche, ma solo qualche gesto giusto: tanta luce, calore, acqua misurata e le mani lontane dal centro. Rispetta i tempi della pianta e lei ti ripagherà con una corona nuova, ordinata e rigogliosa, di quelle che fanno sembrare la tua Cycas appena uscita dal vivaio.
Una nota sulla tossicità. La Cycas è velenosa in ogni sua parte, e non alla maniera blanda di tante ornamentali: contiene cicasina, una sostanza che danneggia il fegato in modo grave e spesso irreversibile. I semi, quelle palle arancioni che compaiono al centro delle piante femminili, sono la parte più concentrata, e bastano uno o due semi rosicchiati per uccidere un cane; il tasso di mortalità negli avvelenamenti canini da Cycas è alto anche con le cure veterinarie. Vale anche per l'uomo, e i bambini piccoli sono attratti proprio dai semi colorati. Se hai animali o bambini, tieni la pianta fuori portata, raccogli subito semi e foglie caduti, e usa i guanti quando tagli le fronde vecchie.