Quando il balcone guarda a sud e prende il sole pieno per gran parte della giornata, scegliere cosa piantare diventa una piccola sfida. I gerani, le surfinie e le petunie funzionano sempre, ma sono anche le scelte che si vedono ovunque, e per chi cerca un balcone con un po' più di carattere esistono fiori poco conosciuti per balcone al sole altrettanto resistenti al caldo, capaci di reggere anche le estati più torride, ma decisamente meno scontati.
Sono piante che molti vivaisti tengono in fondo al bancale e che spesso vengono ignorate proprio perché poco conosciute, anche se per un terrazzo assolato sono spesso scelte più intelligenti delle solite. Eccone otto da considerare, divise per portamento e per uso, con i consigli pratici per farle vivere bene anche dove il sole picchia forte.
- Le cascanti per chi vuole l'effetto fioriera
- Le rustiche di origine africana
- Le tappezzanti che amano il caldo secco
- I rampicanti per chi ha una ringhiera o un grigliato
- Qualche accortezza per farli durare
Le cascanti, per chi vuole l'effetto fioriera
La Bidens ferulifolia è una pianta che meriterebbe molto più spazio sui balconi italiani. Produce una vera cascata di fiorellini gialli a forma di stellina, fiorisce dalla primavera fino ai primi freddi senza chiedere praticamente nulla, e sopporta benissimo il caldo. È annuale nei climi più freddi, ma in Sicilia e nel sud Italia può tornare l'anno successivo se ben riparata. Vuole sole pieno, terreno ben drenato e annaffiature regolari ma non eccessive: con queste condizioni ricopre vasi e fioriere di una nuvola dorata che dura mesi.
La Calibrachoa somiglia a una petunia in miniatura ma è una pianta diversa, più compatta, con fiorellini a campanella che si producono in quantità impressionante. Esiste in decine di colori — albicocca, viola scuro, giallo, bicolore — e regge il sole molto meglio della cugina petunia, soprattutto nelle versioni più recenti selezionate dai vivaisti olandesi. È perfetta per i vasi appesi e per le balconette esterne.
Le rustiche di origine africana
Tra le piante più sottovalutate ci sono le Gazanie, originarie dell'Africa meridionale. Producono grandi fiori a margherita dai colori accesissimi — giallo, arancio, rosso fuoco, spesso con striature contrastanti al centro — che si aprono solo quando c'è il sole e si richiudono nelle ore serali e nelle giornate nuvolose. Amano il caldo torrido, tollerano benissimo la siccità e in un clima soleggiato continuano a fiorire fino a settembre e ottobre. Occupano poco spazio e sono ideali anche per balconi piccoli.
La Lantana camara è un'altra pianta africana e centroamericana che si trova spontanea perfino in Sicilia e Sardegna. I suoi fiori a trombetta riuniti in piccoli mazzetti cambiano colore mentre maturano — dal giallo passano all'arancio e poi al rosso, spesso convivendo tutti insieme sulla stessa infiorescenza. Resiste benissimo alla siccità, attira farfalle e api e più sole riceve più fiorisce. L'unico difetto è che teme il gelo, quindi nei climi più rigidi va ricoverata in inverno.
L'Agapanthus, conosciuto anche come giglio africano, è una bulbosa perenne che produce in estate grandi ombrelle di fiori blu o bianchi su steli alti e slanciati. Una volta acclimatato richiede pochissima acqua, si sviluppa bene anche con poco terreno e sopporta perfettamente l'esposizione prolungata al sole. Le varietà 'Northern Star' e 'Purple Cloud' sono tra le più adatte alla coltivazione in vaso e regalano un effetto scenografico che pochi altri fiori riescono a dare.
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Le tappezzanti che amano il caldo secco
La Portulaca grandiflora, conosciuta anche come "fior di seta" o "porcellana", è una succulenta tappezzante che produce fiorellini simili a piccole rose in tonalità accesissime — rosa shocking, giallo, arancio, bianco. I fiori si aprono solo in piena luce e si richiudono al tramonto, quasi che la pianta volesse seguire il sole. Richiede pochissima acqua, ama il terreno povero e sabbioso e fiorisce instancabilmente per tutta l'estate. È la pianta perfetta per chi parte spesso in vacanza e teme di trovare il balcone secco al ritorno.
Il mesembriantemo, sempre dalla famiglia delle succulente, ha foglie carnose e fiori dai colori fluorescenti che ricoprono completamente la pianta nelle giornate di sole. Anche questa apre i fiori solo con la luce diretta e li chiude la sera. È perfetta per fioriere basse molto esposte, dove forma un tappeto compatto che resiste anche alle temperature più alte.
I rampicanti per chi ha una ringhiera o un grigliato
Il Plumbago auriculata, conosciuto anche come gelsomino azzurro o piombaggine, è un rampicante sempreverde con fiori celesti delicatissimi che produce per tutta l'estate. Può essere lasciato ricadere dal terrazzo per un effetto cascata oppure legato a un sostegno per coprire pareti e grigliati. Ama il sole pieno e il caldo, ma nei climi freddi va ricoverato in inverno in serra o in un ambiente riparato. È uno di quei fiori che fanno girare la testa ai passanti perché in pochi sanno riconoscerlo.
La Mandevillea, infine, è un rampicante che fiorisce da maggio fino ai primi freddi autunnali con grandi fiori a trombetta — rosa, rossi, bianchi a seconda della varietà — di un'eleganza tropicale. Richiede pochissima acqua, basta annaffiarla saltuariamente con un irrigatore, e regala un effetto da giardino esotico anche su un balcone urbano.
Qualche accortezza per farli durare
Su un balcone molto esposto al sole, anche le piante più rustiche soffrono se si commettono alcuni errori. Il primo è il vaso troppo piccolo o di colore scuro: il terriccio in un contenitore nero esposto a sud può superare i 50 gradi nelle ore centrali, cuocendo letteralmente le radici. Meglio vasi di terracotta chiara o ceramica, possibilmente larghi, che mantengono la temperatura più stabile.
Il secondo errore è annaffiare nelle ore più calde: l'acqua fredda sulle radici surriscaldate provoca uno shock termico, mentre quella sulle foglie al sole pieno può bruciarle. Meglio bagnare la sera, dopo il tramonto, o molto presto al mattino. Una pacciamatura di sassolini chiari, ciottoli o lapillo vulcanico sopra il terriccio aiuta a mantenere l'umidità e abbassa la temperatura del substrato di qualche grado prezioso.
Come combinarli per un effetto giardino mediterraneo
Combinare due o tre di questi fiori poco conosciuti per balcone al sole in uno stesso angolo può trasformare uno spazio anonimo in un piccolo giardino vivo e colorato. Una composizione vincente potrebbe prevedere una Lantana eretta al centro, circondata da Portulaca tappezzante che ricopre la base del vaso, e con un Plumbago che si arrampica sulla ringhiera retrostante: tre piante con esigenze simili — sole pieno, poca acqua, terreno drenante — ma con portamenti e colori complementari.
Un'altra accoppiata interessante è Agapanthus e Gazanie: il blu degli uni esalta i toni caldi delle altre, e fioriscono nello stesso periodo. Per i vasi appesi, infine, Bidens e Calibrachoa creano cascate di colore che durano da maggio fino ai primi freddi, con quel tocco di originalità che le solite scelte non sanno dare.
