Il geranio arriva dall'Africa meridionale, dove cresce spontaneo nelle zone secche e soleggiate. La pianta sbarcò in Europa nel Seicento e diventò subito uno dei simboli del giardinaggio domestico, tanto che oggi è praticamente obbligatorio trovarne almeno uno su ogni balcone italiano. Una credenza diffusa vuole che i gerani siano piante che richiedono poco, quasi indistruttibili, e che vadano annaffiate tutti i giorni senza pensarci. Niente di più inesatto. Un geranio sofferente non è casi sfortunato: è il risultato di scarse conoscenze su come funziona davvero questa pianta.

Le varietà più comuni sono il geranio zonale, caratterizzato dal fiore doppio o semplice e dalle foglie con una fascia scura concentrica, e il geranio palustre, meno ingombrante e perfetto per i vasi sospesi. Esistono poi cultivar con fogliame variegato o profumato, molto ricercate dai collezionisti. Un geranio zonale adulto può raggiungere 60-80 centimetri di altezza, vive diversi anni se curato bene, e in primavera-estate produce fioriture continue di rosso, rosa, bianco o violetto. Dal punto di vista estetico offre quella continuità di colore che in balcone fa davvero la differenza, mentre le proprietà nutrizionali sono praticamente nulle, essendo una pianta ornamentale.

Il problema nasce quando la stagione cambia. Durante l'inverno i gerani vanno in riposo vegetativo, consumano poca acqua e conviene tenerli in un luogo fresco e luminoso, non riscaldato. In primavera, con l'arrivo del sole e delle temperature più miti, la pianta ricomincia a vegetare, ma se è stata lasciata al buio per mesi o se è stata tenuta in ambienti troppo caldi, avrà steli lunghi, deboli e poche foglie. Il meccanismo biologico è semplice: senza luce adeguata, le cellule si allungano in cerca di luminosità, indebolendo la struttura. Inoltre, l'eccesso di acqua invernale fa marcire le radici, mentre la mancanza di potatura concentra l'energia su rami già vecchi invece di favorire la ramificazione. Chi annaffia quotidianamente in primavera, senza considerare che il terreno è ancora freddo e assorbe lentamente l'acqua, provoca quello che in botanica si chiama ipossia radicale: le radici non respirano e marciscono.

Come coltivare i gerani in primavera

Se un geranio si presenta avvizzito e con foglie gialle in primavera, non è finita. Spostalo al sole diretto, riduci temporaneamente le annaffiature per una settimana, poi riprendi a innaffiare solo quando il terreno è asciutto in superficie. Dopo la potatura, avrà bisogno di 3-4 settimane per recuperare, ma la ricrescita sarà molto più compatta e fiorifero di prima.