Il geranio (Pelargonium, da non confondere con i Geranium perenni delle bordure) è tra le piante da balcone e da interno più coltivate, amato per la sua resistenza e la generosità nella fioritura. Sotto quel nome si vendono in realtà piante diverse: gli zonali, con la caratteristica fascia scura sulla foglia e i fiori raccolti a palla, che sono i più comuni; i parigini o edera, dai fusti ricadenti, adatti alle cassette da ringhiera e più sensibili al caldo estremo; e gli imperiali, dai fiori grandi e maculati, che fioriscono soltanto in primavera e vogliono posizioni più fresche. Le cure di base sono le stesse, ma conviene sapere quale si ha in mano. Curarlo non richiede competenze particolari, ma soltanto l'attenzione a pochi aspetti fondamentali: luce, acqua, drenaggio e concimazione. Chi segue queste regole ottiene una pianta sana e fiorita per molti mesi dell'anno.

L'esposizione: luce e calore per fioriture continue

Il geranio è una pianta che ama il sole e non teme le temperature elevate. Collocarlo in un luogo ben illuminato è il primo passo per garantire una buona crescita e abbondanti fioriture. L'ideale è un davanzale rivolto a Sud o a Ovest, dove riceve almeno sei, preferibilmente otto ore di luce diretta al giorno.

In ombra, il geranio tende a sviluppare fusti lunghi e flosci, produce meno fiori e diventa più vulnerabile alle malattie fungine. Durante l'inverno, se la casa è poco luminosa, è opportuno spostare la pianta in prossimità di una finestra ben esposta. Il geranio sopporta bene le temperature estive anche molto calde, mentre teme il freddo: sotto i 5°C rallenta e soffre, e una gelata anche leggera lo uccide, perché i fusti carnosi sono pieni d'acqua. Nelle zone a inverno rigido conviene quindi ricoverarlo prima delle prime gelate, in un locale fresco e luminoso intorno ai 5-10°C, riducendo molto le innaffiature. Al Sud e sulle coste, dove il gelo non arriva, i gerani restano tranquillamente all'aperto tutto l'anno.

Irrigazione: il principale errore è l'eccesso d'acqua

L'acqua è il fattore più delicato nella cura del geranio. La pianta preferisce un regime idrico moderato: il terriccio deve asciugarsi leggermente tra un'innaffiatura e l'altra. Un substrato sempre fradicio favorisce il marciume radicale, causa frequente di morte della pianta.

Durante la stagione vegetativa (primavera ed estate), irrigare quando il terriccio è asciutto al tatto, solitamente ogni due o tre giorni a seconda del clima. Meglio poco che troppo. L'acqua in eccesso deve poter defluire dal fondo del vaso: il drenaggio è essenziale. In autunno e inverno, ridurre drasticamente le irrigazioni. Se la pianta è in riposo vegetativo in casa, potrebbe bastare un'innaffiatura ogni sette o dieci giorni.

Usare acqua a temperatura ambiente, possibilmente non calcarea. Versare l'acqua direttamente nel terriccio, evitando di bagnare le foglie, che potrebbero sviluppare macchie fungine.

Terriccio e rinvaso

Il geranio cresce bene in un terriccio universale di qualità, preferibilmente arricchito con sabbia o perlite per migliorare il drenaggio. Un substrato sciolto e aerato è fondamentale per evitare i ristagni idrici che danneggiano le radici.

Il rinvaso si effettua in primavera, quando la pianta comincia a vegetare attivamente. Trasferirla in un vaso solo leggermente più grande del precedente (uno o due centimetri di diametro in più è sufficiente). Un vaso troppo ampio comporta rischi di ristagno idrico. Se il geranio è già di grandi dimensioni e fiorisce bene, il rinvaso non è necessario ogni anno.

Concimazione e nutrienti

Durante il periodo di crescita e fioritura (da marzo a settembre), il geranio beneficia di una concimazione regolare. Somministrare un concime bilanciato, leggermente più ricco di potassio per favorire i fiori, ogni due o tre settimane. Seguire sempre le dosi consigliate sulla confezione per evitare eccessi.

In autunno e inverno, sospendere la concimazione o ridurla drasticamente se la pianta continua a vegetare leggermente in casa. Un eccesso di azoto favorisce la crescita vegetativa a scapito della fioritura.

Potatura e mantenimento

La potatura regolare mantiene il geranio compatto e fiorifero. In primavera, accorciare i fusti di circa un terzo della loro lunghezza, eliminando il legno secco o danneggiato. Durante tutta la stagione, togliere con costanza i fiori appassiti, operazione che stimola la produzione di nuovi boccioli.

Rimuovere anche le foglie ingiallite o danneggiate. Questa manutenzione migliora la circolazione dell'aria intorno alla pianta e riduce il rischio di malattie.

Malattie e parassiti comuni

Il geranio è resistente, ma non immune da problemi. Il più serio, in Italia, è la farfallina del geranio (Cacyreus marshalli), un piccolo lepidottero arrivato dal Sudafrica negli anni Novanta e ormai diffuso ovunque: le larve entrano nei boccioli e poi scavano gallerie dentro i fusti, che anneriscono e si svuotano finché interi rami collassano di colpo. Si riconosce spezzando uno stelo sospetto, che appare cavo e pieno di rosura. Non è un problema di cure sbagliate: i fusti colpiti vanno tagliati sotto la galleria e buttati via, non compostati, e nelle infestazioni pesanti si ricorre a un prodotto a base di Bacillus thuringiensis o a un insetticida specifico, intervenendo alla comparsa delle prime farfalline.

Fra le malattie, la più tipica è la ruggine del geranio (Puccinia pelargonii-zonalis), che sulle zonali forma pustole brune disposte in cerchi concentrici sulla pagina inferiore delle foglie: si asportano le foglie colpite e si smette di bagnare il fogliame. Compaiono poi l'oidio, quando l'ambiente è umido e poco ventilato, il marciume radicale da innaffiature eccessive e drenaggio insufficiente, e il ragnetto rosso in condizioni di calore secco, che lasciano foglie punteggiate e opache.

Prevenzione: assicurare una buona ventilazione, evitare l'umidità eccessiva sulle foglie, non eccedere con l'acqua e controllare i fusti ogni volta che si tolgono i fiori appassiti, perché è così che si intercetta la farfallina prima che faccia danni seri.

Moltiplicazione per talea

Il geranio è facile da riprodurre da talea. In primavera, prelevare talee lunghe circa dieci centimetri da fusti sani, tagliarle con una lama pulita e farle asciugare per qualche ora. Inserirle in un terriccio leggero e umido, mantenere la temperatura intorno ai 20°C e il substrato leggermente umido. Radicano in due o tre settimane. Questa tecnica consente di rinnovare la pianta e ottenere nuovi esemplari da piante madri particolarmente belle.

Domande frequenti

Il geranio perde foglie gialle: cosa fare?

Le foglie gialle sono spesso segno di innaffiature eccessive o drenaggio insufficiente: ridurre l'irrigazione, verificare i fori di scolo del vaso e assicurare una buona ventilazione; se il marciume è avanzato, rinvasare in terriccio fresco. Vanno però distinti altri due casi. Se l'ingiallimento riguarda solo le foglie più basse e vecchie mentre la pianta continua a crescere in cima, è semplice invecchiamento e basta toglierle. Se invece la foglia ingiallisce fra le nervature restando verde lungo le venature, è clorosi ferrica, tipica di chi innaffia con acqua molto calcarea, e si corregge con un concime che contenga ferro chelato.

Il geranio non fiorisce: perché?

Una fioritura scarsa dipende più spesso da insufficiente luce o da concimazione carente. Spostare la pianta in una posizione più luminosa e iniziare una concimazione regolare. Anche la potatura primaverile stimola la fioritura successiva.

Il geranio può stare in casa tutto l'anno?

Sì, se la casa è ben illuminata e ventilata. D'inverno ridurre le irrigazioni e la concimazione. Se l'ambiente è scarsamente illuminato, la pianta soffrirà. In questo caso, è meglio coltivarla in una serra fredda o portarla in una stanza più luminosa durante i mesi invernali.

Una nota sulla tossicità. Il Pelargonium è lievemente tossico per cani e gatti, che masticandone le foglie possono avere vomito e inappetenza. Non è una pianta pericolosa, ma se in casa c'è un animale che rosicchia conviene tenerla fuori portata.