La canasta è una lattuga riccia francese pensata per chi coltiva in spazi stretti. Il balcone di una casa in città basta: il vaso giusto, il terriccio drenante e il sole del mattino producono raccolti freschi per tre o quattro mesi. Non serve estirpare la pianta intera. Si raccolgono le foglie esterne quando sono grandi abbastanza, le interne continuano a crescere. Questo è il metodo del taglio continuo, lo stesso usato dagli orticoltori professionisti per i mercati rionali.

Perché la canasta funziona sul balcone

La canasta ha foglie molto ricce, frastagliate, quasi pizzo. Crescono dal centro verso l'esterno in una rosetta compatta che non sfonda gli spazi ridotti. Un vaso di 20-25 centimetri di diametro basta per una pianta adulta. Se il balcone è largo un metro, ci stanno tre o quattro vasi uno accanto all'altro.

Matura veloce. Dalle prime foglie raccoglibili passano venti, ventitré giorni dal trapianto. A giugno, luglio, agosto un'insalata riccia come la canasta cresce quasi da sola con il caldo e l'umidità. Perfino un balcone esposto a ovest, dove batte il sole pomeridiano, funziona se si innaffia bene.

Il gusto è delicato, quasi dolce. Non ha l'amarezza di altre cicorie. Le foglie esterne sono leggermente più robuste, quelle del cuore rimangono tenere anche dopo una settimana di raccolta. Cruda in insalata rimane croccante.

Il vaso e il terriccio giusti

Serve un contenitore con fori di drenaggio. La plastica funziona, terracotta mantiene il fresco più a lungo nei mesi caldi. Profondità minima venti centimetri: le radici della insalata non scendono troppo, ma non devono nemmeno compattarsi.

Il terriccio deve essere leggero e trattenere un po' di umidità. Una miscela di torba, perlite e compost maturo funziona bene. Se usi solo compost da giardino rischi che il suolo si compatti e marcisca. Meglio mescolare: tre parti compost, due parti torba, una parte perlite.

Sul fondo metti uno strato di cocci o ghiaia di due centimetri. Non è opzionale. L'acqua in eccesso scende e la radice non marcisce in ristagni.

Quando seminare, quando trapiantare

La canasta si semina da fine marzo fino a settembre. In primavera, se il balcone è in ombra fino alle dieci del mattino, parti da seme diretto nel vaso. In vaso semina tre o quattro semi, poi diradhi quando emergono, lasciando la piantina più vigile.

In estate conviene comprare le piantine già nate. Semmare a maggio non ha senso se il tuo balcone cuoce a quaranta gradi. Attendi agosto, quando le notti si allungano e il caldo cala un poco. A settembre la canasta germina e cresce perfettamente.

Se trapianti una piantina di quattro, cinque foglie, conta trenta giorni prima della prima raccolta seria. Una manciata di foglie si stacca già alla seconda, terza settimana, ma il vero raccolto arriva quando la rosetta è densa.

Come raccogliere, come farla durare

Raccogli al mattino presto, quando le foglie sono turgide di acqua notturna. Stacca dal basso verso l'alto, prendendo solo le foglie che si rompono senza sforzo. Se resistono, non sono ancora pronte. Lascia il cuore intatto, i tre, quattro centimetri centrali che continueranno a crescere.

Ogni tre giorni in estate puoi tornare a raccogliere. In primavera e autunno i tempi si allungano a quattro, cinque giorni. Una pianta di canasta produce in media centocinquanta grammi di foglie fresche a ciclo completo, se la innaffi corretto e non la esponi a stress.

L'acqua è la chiave. Innaffia quando il terriccio è asciutto in superficie, ma il dito che affonda trova umidità a due centimetri di profondità. In agosto conviene bagnare ogni giorno, al tramonto, per non scaldare le radici con acqua fredda al sole alto.

Nemici e protezione

Gli afidi amano le insalate ricce. Se noti piccoli insetti verdi o neri sulle foglie nuove, spruzza acqua con qualche goccia di sapone di Marsiglia. È il metodo più veloce, non toglie le foglie e rimane entro i limiti biologici di una coltivazione domestica.

Le lumache vanno raccolte a mano la sera. Un vaso sul balcone non ha predatori naturali: tocca a te. Metti sotto il vaso della rame, che le lumache non amano attraversare.

Il marciume radicale arriva se innaffi sempre allo stesso orario e il drenaggio non funziona. Cambia il giorno dell'irrigazione, controlla che i fori non siano intasati, svuota il sottovaso.

Quando cambiare pianta, quando finisce il ciclo

Dopo sessanta, settanta giorni di raccolta continua la pianta avvecchia. Il cuore inizia a salire verso l'alto, le foglie vecchie ingialliscono, il ritmo di crescita cala. È il momento di liberare il vaso, vuotare il terriccio nel bidone del compostaggio, lavare il contenitore e ricominciare.

Non vale la pena attendere che fiorisca e faccia semi sul balcone. Il fiore consuma energie che non producono insalata. Se vuoi semi, tieni da parte una pianta già a giugno quando ancora è robusta. Due mesi dopo hai le spighe secche piene di semi piccoli neri. Ma è un progetto a parte, più da curiosità che da raccolto pratico.

Prossima settimana: la prima semina

Se siamo in marzo o aprile, compra un vaso di venticinque centimetri, prepara il terriccio leggero, bagna bene e semina tre semi di canasta a mezzo centimetro di profondità. Copri con un piatto di vetro fino alla germinazione, che arriva in cinque, sette giorni. Poi tolgo il vetro, metto in luce piena, innaffio ogni due giorni. A maggio stacchi le prime foglie.

Se è agosto o settembre, è ancora meglio. Compra una piantina di canasta al vivaio, mettila nel vaso preparato come descritto, innaffia bene e attendi tre settimane. A settembre e ottobre il balcone produce insalata come nessun supermercato sa fare.