La melanzana è originaria dell'Asia meridionale, dove cresce ancora la specie selvatica da cui discende quella che oggi coltiviamo in vaso. Dalla Cina e dall'India si diffuse prima nel Medio Oriente, poi in Africa del Nord, infine in Europa durante il Medioevo. Una credenza molto diffusa tra gli hobbisti è che le melanzane richiedano spazi enormi e che qualsiasi varietà possa produrre solo in piena terra. Falso: esistono cultivar compatte e ibride selezionate appositamente per il vaso, e producono regolarmente anche in balcone se gestite correttamente. Il secondo mito è che basti innaffiarle ogni giorno per ottenerle sane. In realtà, l'eccesso di acqua è tra le cause principali di fallimento.

Le varietà compatte più diffuse in commercio sono la 'Ping Pong' (frutti tondi e bianchi, grossi come palline da ping pong, da cui il nome), la 'Patio Baby' (pianta compatta, frutti piccoli e precoci, molto produttiva) e la 'Slim Jim' (adatta al vaso, frutti allungati e violetti riuniti a grappolo, meno di 50 centimetri di sviluppo). Esistono anche mini-melanzane bianche e viola striato, principalmente ornamentali ma commestibili. Una pianta adulta misura 40-60 centimetri in vaso, il ciclo colturale dura circa 120 giorni dalla semina al primo frutto, la fioritura inizia tra maggio e giugno nelle zone temperate. Le melanzane sono ricche di fibre, potassio e antociani (pigmenti antiossidanti che danno il colore scuro), e contengono pochissime calorie. Come in tutte le Solanacee, però, foglie e fusti contengono solanina e non vanno mai consumati né dati agli animali: si mangia soltanto il frutto.

Le melanzane si danneggiano quando le radici sono costrette in un terreno sempre fradicio: la mancanza di ossigeno nelle radici innesca marciume radicale e appassimento della pianta in pochi giorni. Allo stesso modo, se il vaso è troppo piccolo (meno di 20 litri), le radici non hanno spazio per svilupparsi e la pianta stenta. Un'altra causa comune è la scarsa luminosità: le melanzane richiedono almeno sei ore di sole diretto quotidiane, altrimenti bloccano la fioritura. Le temperature sotto i 15°C le mettono in sofferenza. Il calore eccessivo (oltre 35°C per lunghi periodi) riduce l'allegagione dei fiori, cioè la loro trasformazione in frutti. Gli hobbisti principianti spesso collocano il vaso all'ombra parziale e innaffiano senza controllare l'umidità del terreno, causando il fallimento in poche settimane.

Come coltivarla in casa e in balcone

Se la melanzana ha smesso di produrre o le foglie ingialliscono, controlla drenaggio e umidità del terreno. Elimina le foglie più basse per migliorare la circolazione d'aria e riduci l'innaffiatura se il substrato è ancora umido. Una pianta sofferente riprende in 10-15 giorni se togli la causa del danno. Se invece noti macchie scure su foglie e fusti, è probabile un'infezione fungina dovuta a umidità eccessiva: aumenta lo spazio tra le piante e applica un fungicida a base di rame.

Una nota sui trattamenti al rame. Il rame è ammesso in agricoltura biologica ma resta un fitofarmaco a tutti gli effetti: si accumula nel suolo, è sotto revisione europea proprio per questo, ed è tossico per la fauna del terreno. In giardino e sul balcone si possono usare solo prodotti autorizzati per impiego non professionale, che riportano in etichetta le colture ammesse, le dosi e il tempo di carenza, cioè i giorni che devono passare fra il trattamento e la raccolta. Si interviene solo quando la malattia c'è, mai in via preventiva a calendario, e mai su una coltura che non compare in etichetta.