A settembre il giardino dovrebbe spegnersi. Le fioriture estive si esauriscono, le foglie cominciano a cambiare, e l'aspettativa è che da qui in avanti non succeda più niente fino a marzo. Poi compaiono i crisantemi, gli aster si aprono tutti insieme, il sedum passa dal verde al rosa e l'anemone giapponese comincia proprio adesso.

Non è un ritardo né un'anomalia. Alcune specie hanno la propria fioritura naturale in questa stagione, e la producono rispondendo a un segnale preciso: la lunghezza della notte. Sono piante che fioriscono quando il buio supera una certa durata, e per questo non potrebbero farlo in primavera.

Distinguere queste specie dalle rifiorenti estive cambia il modo di gestirle, e spiega anche perché il crisantemo comprato in vaso spesso non ripeta la fioritura l'anno successivo. Sono sei punti.

Cosa scoprirai

Il fotoperiodo e il conteggio del buio

Le piante misurano la durata del giorno e della notte attraverso pigmenti sensibili alla luce, e usano questa informazione come calendario. È un sistema più affidabile della temperatura, che in autunno può oscillare parecchio da un giorno all'altro.

Alcune specie fioriscono quando le notti diventano lunghe: sono le cosiddette piante a giorno corto, e il crisantemo è l'esempio più noto. Il segnale che le attiva non è la quantità di luce ma la durata ininterrotta del buio.

Ne consegue che queste specie non possono fiorire in primavera, quando le giornate si allungano: la loro finestra è dopo l'equinozio, quando il rapporto fra luce e buio si inverte.

Perché una luce notturna azzera tutto

Il dettaglio pratico più importante deriva dal fatto che il conteggio riguarda il buio continuo. Un'interruzione, anche breve, riporta il conteggio a zero.

Su un balcone questo significa che un lampione stradale, una luce esterna lasciata accesa, un'insegna o le finestre illuminate di un appartamento possono impedire o ritardare la fioritura di un crisantemo collocato lì vicino.

Il fenomeno è sfruttato deliberatamente nella coltivazione professionale, dove l'illuminazione notturna e la sua interruzione vengono usate per far fiorire i crisantemi in qualunque periodo dell'anno.

Se una pianta a giorno corto vegeta bene ma non fiorisce, la prima cosa da verificare è quindi la presenza di luce artificiale durante la notte, e la soluzione è spostarla in una posizione realmente buia dopo il tramonto.

Le specie a fioritura autunnale vera

Il crisantemo è la più diffusa e la più legata alla stagione, con esigenze semplici: posizione luminosa, substrato drenante, annaffiature regolate sullo stato del terriccio.

Gli aster fioriscono in massa fra settembre e ottobre, vogliono pieno sole e sopportano bene il freddo. Il sedum spettabile passa dal verde al rosa e poi al bruno, resta decorativo anche a fiori secchi e chiede pochissima acqua.

L'anemone giapponese fiorisce a fine estate e in autunno, preferisce la mezz'ombra fresca e in pieno sole soffre nelle regioni più calde. Il ciclamino apre il proprio ciclo proprio quando le temperature calano e prosegue per tutto l'inverno in posizione luminosa e riparata.

A queste si aggiungono le bulbose autunnali, come il colchico e lo zafferano ornamentale, che fioriscono prima di emettere le foglie e vanno messe a dimora nella tarda estate.

Le rifiorenti, che sono un'altra cosa

Rose, salvie ornamentali, gaure e diverse perenni estive producono fiori anche in autunno, ma non sono piante a fioritura autunnale: sono specie a fioritura prolungata o rifiorenti, che ripetono il ciclo se le condizioni lo consentono.

La differenza è pratica. Una rifiorente produce la seconda ondata solo se durante l'estate è stata mantenuta in vegetazione, alleggerita dei fiori appassiti e non lasciata andare a seme. Se ha completato la fruttificazione, si ferma.

Sulle rose questo significa eliminare regolarmente i fiori sfioriti tagliando sopra una foglia ben sviluppata; sulle salvie, accorciare le infiorescenze esaurite per stimolare nuovi getti.

Le concimazioni azotate in questa fase vanno però sospese: produrrebbero vegetazione tenera che non farà in tempo a lignificare prima dei primi freddi.

Il crisantemo forzato in vivaio

Il crisantemo comprato già fiorito in vaso viene prodotto controllando artificialmente il fotoperiodo, in modo che arrivi in vendita nel momento previsto e con la pianta compatta e carica di boccioli.

Quella compattezza è ottenuta anche con trattamenti di contenimento della crescita, i cui effetti si esauriscono. L'anno successivo, in condizioni naturali, la stessa pianta cresce più alta, più rada e fiorisce in un periodo diverso da quello in cui era stata acquistata.

Non è un difetto della pianta né un errore di coltivazione: è la differenza fra una fioritura programmata in serra e una fioritura naturale in balcone. Chi vuole conservarla deve mettere in conto una pianta dall'aspetto diverso.

Per mantenerla, dopo la fioritura si accorciano i fusti, si tiene il vaso in posizione riparata e luminosa e si riducono le annaffiature, riprendendo la gestione ordinaria con la ripresa vegetativa.

Come prolungare la fioritura

La rimozione dei fiori appassiti è l'intervento più efficace e va fatto con continuità, staccando anche il peduncolo: finché restano sulla pianta, questa investe nella produzione di seme invece che di nuovi boccioli.

Il secondo fattore è il riparo dalla pioggia battente, che sulle corolle piene come quelle del crisantemo provoca marciumi rapidi. Una posizione sotto un cornicione o addossata al muro prolunga sensibilmente la durata.

Il terzo è la ventilazione: le fioriture autunnali coincidono con l'aumento dell'umidità, e piante troppo fitte o accostate trattengono acqua fra il fogliame, con la comparsa di muffe.

Le annaffiature vanno regolate sullo stato del substrato, che in questa stagione asciuga molto più lentamente: mantenere il ritmo estivo è la causa più frequente di problemi radicali.

A fioritura conclusa, le specie perenni vanno accorciate, protette alla base nelle zone più fredde e lasciate riposare senza concime fino alla ripartenza. Il giardino che sembrava spegnersi, in realtà, stava solo cambiando gruppo di protagonisti.