Il pomodoro datterino ha origine in Campania, dove la tradizione contadina lo ha selezionato per decenni fino a perfezionare la forma allungata e il sapore dolce che lo contraddistinguono. A differenza dei pomodori da mensa più grandi, il datterino è stato inizialmente coltivato come pomodorino da orto privato, ideale per famiglie che volevano raccogliere a grappoli. Negli ultimi quarant'anni ha guadagnato popolarità anche negli orti urbani e sui balconi grazie alla sua adattabilità. Una credenza diffusa è che il pomodoro in vaso produca meno e per meno tempo rispetto all'orto: in realtà il datterino smentisce completamente questa idea, generando da una singola pianta ben curata tra i 3 e i 5 chilogrammi di frutti in una stagione.

Esistono diverse linee di datterino coltivate oggi. La varietà più classica, quella del salernitano, ha frutti di 20-30 grammi ciascuno, allungati e leggermente costoluti, con buccia sottile e polpa densa. Altre selezioni come il datterino rosso intenso o il datterino nero presentano tonalità diverse ma mantengono le medesime caratteristiche di compattezza e prolificità. La pianta, a ciclo indeterminato, raggiunge altezze controllabili tra i 120 e i 150 centimetri in vaso, mentre in piena terra supera i due metri. La fioritura inizia a maggio e prosegue fino a fine agosto, permettendo raccolte continue da giugno fino ai primi freddi di novembre. I frutti contengono circa il 4 per cento di zuccheri totali e hanno un basso contenuto di acidità, il che li rende ideali sia per il consumo fresco che per salse veloci.

Il motivo principale per cui il pomodoro datterino in vaso viene coltivato male è l'underestimation delle necessità idriche in contenitore. Le radici in vaso soffrono più rapidamente l'alternanza tra siccità e eccesso di umidità perché il suolo si asciuga in fretta al caldo, ma ristagni l'acqua se il drenaggio è insufficiente. Il datterino in vaso ha radici concentrate in uno spazio ridotto: senza un terriccio poroso e un vaso con fori di drenaggio adeguati, la pianta soffre marciumi radicali che bloccano la produzione. Un altro errore comune è sottovalutare l'esposizione al sole: il datterino ha bisogno di almeno 8 ore giornaliere di luce diretta per produrre frutti concentrati e dolci. Se coltivato in mezzombra, la pianta crescerà ma produrrà poco e con rese dilazionate nel tempo. Infine, molti coltivatori casalinghi non sostengono la pianta con pali o gabbie: il peso dei grappoli in vaso, senza supporto, spezza facilmente i rami carichi di frutti.

Come coltivarla in casa

Se la pianta inizia a ingiallire o produce poco, verifica subito il drenaggio del vaso e la frequenza di irrigazione. Il datterino è resistente e recupera rapidamente se le cause dello stress vengono risolte. Una pianta che ha subito un calo di produzione a luglio riprenderà a fruttificare in agosto se ri-equilibrata. Non abbandonare la coltivazione: il raccolto di settembre e ottobre compensa gli errori estivi.