Portulaca e tarassaco sono due erbette spontanee che crescono in vaso come nessun'altra verdura. La portulaca offre foglie carnose e salate, il tarassaco dà amaro dolce e fibre. Sul balcone, in uno spazio di pochi decimetri, accumuli tutto il raccolto necessario per insalate fresche, contorni cotti o zuppe. Bastano tre settimane di sole e acqua, niente di più.
Portulaca: la succulenta che mangi cruda
La portulaca è una pianta bassa, strisciante, con steli rossi e foglie piccole e carnose. Cresce veloce, non teme il caldo, prospera in vasi anche poco profondi. Riempie il contenitore in pochi giorni e produce foglie commestibili dopo due settimane.
In cucina la usi cruda, in insalata. Le foglie sono croccanti, leggermente salate, ricche di mucillagine che le rende piacevoli al palato. Non hanno il sapore dell'ortica né dell'amaretto del tarassaco: sono più neutre, versatili, adatte a chi non ama gli ortaggi amari.
In vaso riempito di terriccio standard, la portulaca non richiede trapianto. Semini i semi direttamente, leggeri, sulla superficie. Non li copri: hanno bisogno di luce per germogliare. A 20 gradi la germinazione arriva in una settimana. Una volta che le piantine hanno due foglie vere, diradile a 10 centimetri di distanza l'una dall'altra.
Sole pieno, sei ore minimo al giorno. Acqua quando il terriccio si asciuga in superficie. Non ama i ristagni, ma se il vaso drena bene non hai problemi. Raccogli le foglie staccandole delicatamente dal fusto. Se le asporti con regolarità, la pianta produce nuove foglie per mesi.
Tarassaco: amaro utile sulla tavola

Il tarassaco è più impegnativo della portulaca, ma regala sapore più caratteristico. Le foglie lunghe e frastagliate offrono un amaro che si addolcisce in cottura. Crudo, in insalata, il tarassaco giovane è meno pungente di quello che trovi a primavera nei campi.
In vaso coltivi il tarassaco da seme, con la stessa tecnica della portulaca. I semi hanno bisogno di luce, non li copri. La germinazione è più lenta, dieci-quindici giorni. Una volta emergono le foglioline, lasci solo le piantine più vigorose, una ogni 15 centimetri.
Il tarassaco cresce lento le prime tre settimane. Dal giorno 25 in poi inizia a produrre foglie raccolte. Puoi raccogliere le esteriori, che sono più vecchie e coriacee, o aspettare che il cespo raggiunga 15 centimetri di diametro e prelevare tre-quattro foglie alla volta dal centro.
Sole pieno accelera la crescita, ma il tarassaco tollera anche mezz'ombra. Acqua regolare, senza ristagni. Se il vaso è piccolo, innaffia tutti i giorni in estate.
Cosa scegliere: le differenze nel piatto
Portulaca e tarassaco occupano lo stesso vaso ma con ruoli diversi. La portulaca è contorno di tutti i giorni, foglia salata che accompagna insalate miste o piatti a base di pesce. Cruda conserva meglio la texture, anche dopo lavaggio.
Il tarassaco è verdura da cucina, da mangiare cotta. Lessato, saltato in padella con aglio e olio, diventa contorno nutriente. Anche in minestra cresce bene, addolcendosi nel brodo. In insalata, il tarassaco giovane di vaso è tollerabile, meno selvatico di quello che raccogli nei campi.
I vasi e il terriccio che servono davvero
Per portulaca basta un vaso da 15 centimetri di diametro, profondità 12 centimetri. Il tarassaco preferisce vasi da 20 centimetri di diametro e 15 di profondità, perché sviluppa una piccola radice fittonante.
Terriccio universale, senza eccessi di torba. Se lo mescoli con perlite o sabbia grossolana, migliora il drenaggio e le piante soffrono meno di ristagno. Riempi il vaso fino a due centimetri dal bordo.
Fori di drenaggio obbligatori. Se il vaso non ne ha, praticali tu con una punta nella base.
Quando seminare, quanto aspettare
Portulaca e tarassaco si seminano da marzo a agosto. Climi caldi permettono semine autunnali fino a settembre. In interno, sotto una finestra soleggiata, puoi seminare tutto l'anno, però la crescita invernale è più lenta, specie per il tarassaco.
Raccolto: portulaca dopo 20-25 giorni dalle prime foglie vere. Tarassaco dopo 35-40 giorni, poi continui a prelevare foglie per due-tre mesi.
Cura delle piante: niente di complicato
Non serve concime per le prime quattro settimane. Il terriccio contiene già nutrienti. Se coltivi oltre due mesi, un concime bilanciato a metà dosaggio ogni due settimane sostiene la produzione di foglie nuove.
Parassiti rari in vaso, soprattutto se il contenitore sta in balcone con aria. Se noti afidi sulla portulaca, uno spruzzo di acqua fredda basta a eliminarli.
Malattie da funghi solo se il vaso non drena o se innaffi le foglie anziché il terriccio. Lascia asciugare la superficie tra un'innaffiatura e l'altra.
Raccolta e conservazione
La portulaca si raccoglie al mattino presto, quando le foglie sono turgide di acqua. Staccale dal fusto con le dita o un coltellino piccolo. Lavale in acqua fredda, centrifugale con delicatezza e usale subito. Durano tre giorni in frigo, dentro un sacchetto di carta.
Il tarassaco si raccoglie quando le foglie hanno almeno 8-10 centimetri. Taglia il cespo intero al colletto con un coltellino, oppure prelevane tre-quattro foglie esteriori. Lava e conserva come la portulaca.
Semina a partire da oggi
Se i giorni sono soleggiati e la temperatura notturna non scende sotto 15 gradi, semina domani. Riempi due vasi di terriccio, innaffia leggermente, distribuisci i semi di portulaca su uno e del tarassaco sull'altro, senza coprirli. Metti i vasi in balcone al sole. Controlla l'umidità ogni mattina: il terriccio deve restare appena umido, non fradicio.
Dalla semina al primo raccolto passano tre settimane per la portulaca, quattro-cinque per il tarassaco. In maggio o giugno hai già due vasi di verdura fresca, raccolta ogni tre giorni, crescita continua fino a ottobre.
