Il pothos, nome scientifico Epipremnum aureum, proviene dalle isole della Polinesia francese, dove cresce spontaneamente nelle foreste tropicali. Nell'Ottocento è stato importato in Europa dai botanici occidentali e da allora è diventato una delle piante d'appartamento più diffuse al mondo. La sua fama di pianta "indistruttibile" l'ha resa popolarissima negli uffici e nelle case, ma una credenza ancora molto diffusa sostiene che ogni pianta verde vada annaffiata abbondantemente e quotidianamente. Niente di più sbagliato, soprattutto per il pothos, che risente gravemente dei ristagni d'acqua.
Esistono diverse varietà di pothos, ciascuna con caratteristiche estetiche leggermente diverse. La cultivar "Marble Queen" presenta foglie bianche e verdi in un bellissimo contrasto; la "Golden Pothos" è quella più comune, con fogliame verde scuro sfumato di giallo; la "Neon" colpisce per il colore giallo lime quasi fluorescente. Tutte queste varietà crescono fino a 2-3 metri di lunghezza quando coltivate come rampicante, anche se in vaso rimangono più compatte. Il ciclo biologico del pothos è continuo: non ha un vero periodo di riposo e può fiorire durante l'anno, anche se in casa difficilmente produce fiori. Le foglie cuoriformi sono quello che attrae di più gli amanti di piante d'interni.
Il motivo principale per cui il pothos inizia a ingiallire e a marciare è l'eccesso di acqua. Questa pianta ha radici aeree che assorbono l'umidità direttamente dall'aria e dal terreno, ma non tollerano ambienti costantemente bagnati. Quando le radici rimangono immerse nell'acqua più di due o tre giorni consecutivi, iniziano a marcire, e i funghi proliferano nel substrato. Oltre all'annaffiatura sbagliata, il pothos soffre di scarsa illuminazione: anche se cresce in zone d'ombra, una luce indiretta ma decente lo aiuta a mantenersi vigoroso e dai colori brillanti. Temperature troppo basse, sotto i 13 gradi, lo espongono a stress vegetativo e rallentano la crescita.
Come coltivarla in casa
- Esposizione: posizionalo vicino a una finestra con luce indiretta. Se l'ufficio ha solo luci artificiali, andrà comunque bene, ma crescerà più lentamente.
- Annaffiatura: innaffia solo quando il terriccio è asciutto al tatto. In inverno bastano due volte al mese; in estate ogni 7-10 giorni. Se vedi le foglie gialle traslucide, stai annaffiando troppo.
- Terriccio: usa un substrato leggero e drenante, miscelato con perlite o corteccia. Il drenaggio è fondamentale perché l'acqua scorra via rapidamente.
- Potatura: se vuoi mantenerlo folto e ordito, taglia le punte dei rami ogni 2-3 mesi. Questo stimola la ramificazione laterale.
- Rinvaso: cambia il vaso ogni 12-18 mesi, solo se noti che l'acqua fatica a drenare. Non usare vasi troppo grandi.
Se il tuo pothos è già sofferente, con foglie appassite e fusti molli, non è perso. Togli la pianta dal vaso, elimina il terriccio bagnato dalle radici con delicatezza, pota i rami marci e rinvasala in terriccio fresco e asciutto. Per i primi due settimane non innaffiare affatto: lascia che si riprenda. Se le radici sono totalmente nere e marcescenti, salva almeno un ramo con 2-3 nodi, mettilo in un bicchiere d'acqua per un mese finché non spuntano radici bianche, poi trasferisci in terriccio. Il pothos ricresce da pochissimo.
