L'albero più vecchio di cui si conosca l'età con certezza ha quasi cinquemila anni, ma non è la pianta più vecchia: esistono organismi vegetali che vivono da decine di migliaia di anni, e uno nel Mediterraneo che potrebbe averne centomila. La differenza sta in una parola: individuo o clone. Un albero nato da un seme è un individuo, e si può contare gli anelli; un bosco di fusti nati dalla stessa radice è un solo organismo, e la sua età si stima. Chi cerca qual è la pianta più vecchia del mondo trova risposte diverse perché i siti mescolano le due cose. Qui si vedono entrambe, con le date, i nomi e gli studi che le hanno misurate, e con quello che resta incerto.
Qual è la pianta più vecchia del mondo fra gli individui
Fra gli alberi nati da un seme il primato è del pino dai coni setolosi, Pinus longaeva, che cresce fra i 2.800 e i 3.400 metri sulle White Mountains della California. L'esemplare più noto si chiama Matusalemme: Edmund Schulman dell'Università dell'Arizona lo ha carotato nel 1957 e ha contato circa 4.790 anelli, che oggi ne fanno quasi 4.860. La sua posizione esatta non è pubblica per proteggerlo. Nel 2012 Tom Harlan, dello stesso laboratorio di dendrocronologia, riferì di un secondo esemplare con 5.062 anelli su una carota prelevata negli anni Cinquanta, ma morì prima di pubblicare e il campione non è stato ritrovato: il dato circola, e non è verificato. Per rispondere a qual è la pianta più vecchia del mondo con un numero contato e non stimato, Matusalemme resta la risposta. Dietro ci sono un cipresso dell'Iran, il Sarv-e Abarkuh, stimato intorno ai quattromila anni senza carotaggio, e l'Alerce Milenario del Cile, un Fitzroya cupressoides che uno studio del 2022 di Jonathan Barichivich ha datato con un modello statistico a circa 5.400 anni: se confermato con una carota completa, sarebbe il nuovo primato, ma per ora è una stima con un margine di secoli. Chi si chiede qual è la pianta più vecchia del mondo fra gli individui ha quindi un vincitore certo e uno possibile. In Italia gli alberi più vecchi sono gli olivastri di Luras, in Sardegna, stimati fra i tremila e i quattromila anni senza una datazione diretta, e il Castagno dei Cento Cavalli sull'Etna, per cui le stime vanno da duemila a quattromila anni.
Qual è la pianta più vecchia del mondo fra i cloni
Molte piante non muoiono con il fusto: la radice resta viva e ne manda su un altro. Un organismo così può vivere finché il suolo lo regge, e le età diventano enormi. Old Tjikko, un abete rosso sulle montagne della Dalarna in Svezia, ha un tronco di poche centinaia di anni ma un apparato radicale che Leif Kullman dell'Università di Umeå ha datato al radiocarbonio nel 2008 a circa 9.550 anni: è la pianta clonale più vecchia con una datazione diretta. Pando, nello Utah, è un bosco di 47 mila fusti di pioppo tremulo nati tutti dalla stessa radice, su 43 ettari: la sua età non si può datare al radiocarbonio perché le radici vecchie marciscono, e le stime pubblicate vanno da 14 mila a 80 mila anni, con uno studio del 2024 di Rozenn Pineau e colleghi che, contando le mutazioni accumulate nel genoma, indica fra i 16 mila e gli 80 mila. E nel Mediterraneo vive il candidato più estremo: nel 2012 Sophie Arnaud-Haond e colleghi hanno pubblicato su PLOS ONE l'analisi genetica delle praterie di Posidonia oceanica, la pianta marina dei nostri fondali, e hanno trovato un solo clone esteso per quindici chilometri fra Formentera e Ibiza, con un'età stimata fra gli 80 mila e i 200 mila anni. Se si conta il clone, qual è la pianta più vecchia del mondo ha una risposta che cresce anche nelle acque italiane. Abbiamo raccontato l'albero più grande nell'articolo sulla sequoia gigante, che vecchia lo è meno di quanto si pensa: il General Sherman ha circa 2.200 anni. Per qual è la pianta più vecchia del mondo la Posidonia è la risposta con il numero più alto e con il margine più largo.
Come si misura, e perché i numeri ballano
Per un albero vivo si preleva una carota sottile con un trapano cavo e si contano gli anelli, uno per anno; nei pini setolosi gli anelli sono così stretti che in un centimetro ce ne stanno decine, e il conteggio si fa al microscopio incrociando le sequenze con quelle di alberi morti, che è il metodo della dendrocronologia. Funziona solo se il centro del tronco è conservato: nei cipressi e negli olivi il cuore marcisce e l'età si stima dalla circonferenza, con margini di secoli. Per i cloni si datano le radici al radiocarbonio, se ne restano di antiche, oppure si contano le mutazioni del DNA accumulate nel tempo, un orologio che va tarato e che dà intervalli larghi. Per questo, su qual è la pianta più vecchia del mondo, l'unica cifra con un margine di pochi anni è quella di Matusalemme, e tutte le altre sono forchette.
Le piante vecchie che non sono piante vive
Una categoria a parte è quella dei semi e dei tessuti che tornano a vivere. Nel 2008 Sarah Sallon e colleghi hanno pubblicato su Science la germinazione di un seme di palma da dattero trovato a Masada, in Israele, datato a circa duemila anni: la palma, chiamata Matusalemme anche lei, vive e ha fatto frutti. Nel 2012 Svetlana Yashina e colleghi hanno rigenerato su PNAS una pianta di Silene stenophylla da tessuti conservati nel permafrost siberiano per circa 32 mila anni, il tessuto vegetale più antico mai riportato in vita. Non sono la pianta più vecchia, perché la pianta che cresce oggi è giovane; sono la prova che il materiale vivo resiste più a lungo di qualunque albero. Nelle liste che rispondono a qual è la pianta più vecchia del mondo compaiono spesso, e vanno tenute a parte.
La risposta in una riga
Un individuo: il pino Matusalemme, circa 4.860 anni contati anello per anello. Un clone: la Posidonia delle Baleari, stimata fino a 200 mila anni, con Pando e Old Tjikko a seguire. Qual è la pianta più vecchia del mondo dipende da che cosa si chiama pianta, e la cosa notevole è che la risposta più grande cresce nel nostro mare.
