Il geranio è una delle piante più amate per decorare balconi, davanzali e terrazzi durante la bella stagione, grazie alle sue fioriture generose e colorate.

Una precisazione utile prima di parlare di concime, perché spiega parecchie cose: il geranio da balcone non è un Geranium. Botanicamente è un Pelargonium, genere sudafricano imparentato ma distinto, che teme il gelo e va ricoverato in inverno. I Geranium veri sono le perenni rustiche dei nostri prati e delle bordure, che stanno all'aperto tutto l'anno e hanno esigenze del tutto diverse: chi cerca informazioni con il nome sbagliato finisce spesso per applicare al proprio vaso i consigli dell'altra pianta.

Uno degli aspetti più importanti ma spesso sottovalutati riguarda proprio la concimazione, fattore che incide direttamente sulla quantità di fiori, sulla durata della fioritura e sulla salute generale della pianta nel corso dell'estate.

Un apporto di nutrienti regolare e ben dosato permette al geranio di fiorire senza interruzioni; vediamo insieme come fare.

Quanto e ogni quanto concimare

Durante il periodo di piena attività, che va indicativamente da aprile a settembre, il geranio va concimato con regolarità. La frequenza ideale è di una volta ogni 7-10 giorni con un concime liquido diluito nell'acqua di irrigazione.

Le dosi vanno sempre rispettate seguendo le indicazioni riportate sulla confezione: in genere si parla di pochi millilitri di prodotto per litro d'acqua. Più concime non significa più fiori, anzi: un eccesso può danneggiare le radici.

Nelle fasi di massima fioritura estiva, quando la pianta consuma molte energie, è possibile mantenere la cadenza settimanale, mentre con l'arrivo dell'autunno le somministrazioni vanno progressivamente ridotte fino a sospenderle in inverno.

È importante che la concimazione non sia mai casuale. Un geranio nutrito a intervalli irregolari produce fioriture altalenanti, con momenti di abbondanza alternati a fasi di stallo.

Perché il geranio ha bisogno di tanto nutrimento

Il successo della fioritura dipende in gran parte dalla disponibilità costante di nutrienti. Il geranio è infatti una pianta molto generosa, che produce fiori in continuazione e per farlo consuma grandi quantità di energie.

In vaso, lo spazio per le radici è limitato e il terriccio esaurisce rapidamente le proprie riserve. Senza un apporto regolare di concime, la pianta riduce la fioritura per concentrarsi sulla sopravvivenza.

Un nutrimento adeguato sostiene anche la produzione di nuovi boccioli, garantendo quel ricambio continuo di fiori che rende il geranio così decorativo per tutta la stagione.

Quando invece la pianta riceve poco o nessun concime, i segnali sono evidenti: foglie ingiallite, fioriture rade e steli sempre più deboli, fino al rallentamento quasi totale della crescita.

Quale concime scegliere

Per i gerani è consigliato un concime specifico per piante fiorite, ricco di potassio, l'elemento che favorisce in modo diretto la formazione e la durata dei fiori.

Un buon concime per la fioritura ha in genere un titolo con potassio elevato rispetto all'azoto: sulle etichette dei prodotti per gerani si trovano formulazioni del tipo 10-10-20 o 15-10-25, dove l'ultimo numero, il potassio, è nettamente il più alto. L'azoto, se in eccesso, stimola la crescita di foglie a scapito dei fiori, dando piante rigogliose ma poco fiorite.

Controlla anche che il prodotto contenga ferro chelato e microelementi. Le foglie che ingialliscono fra le nervature restando verdi lungo le venature non sono affamate di azoto: è clorosi ferrica, frequentissima nei gerani innaffiati con acqua molto calcarea, e si corregge con il ferro, non aumentando la dose di concime generico.

Esistono anche concimi a lenta cessione in granuli o bastoncini, comodi perché rilasciano gradualmente i nutrienti per diverse settimane. Possono essere abbinati al concime liquido nei periodi di massima fioritura, sempre senza esagerare con le quantità.

Come somministrare il concime correttamente

La concimazione potrebbe sembrare un'operazione banale: basta versare il prodotto. In realtà una corretta somministrazione prevede alcuni accorgimenti fondamentali.

La regola più importante è non concimare mai su terreno asciutto. Le radici secche assorbono il concentrato in modo aggressivo e rischiano di bruciarsi. Bagna leggermente la pianta prima, oppure diluisci il concime nell'acqua dell'irrigazione abituale.

Evita inoltre di concimare nelle ore più calde della giornata: meglio intervenire al mattino presto o alla sera, quando le temperature sono più miti e la pianta è meno stressata.

Durante la stagione è utile eliminare regolarmente i fiori appassiti: questa operazione, unita alla concimazione, spinge la pianta a produrre nuovi boccioli invece di consumare energie per i fiori ormai esauriti.

Mantieni infine un'irrigazione regolare ma senza ristagni: un terreno troppo bagnato ostacola l'assorbimento dei nutrienti e favorisce malattie alle radici.

L'errore più comune da evitare

L'errore più frequente è esagerare con le dosi, convinti che più concime significhi più fiori. In realtà un eccesso danneggia le radici e può portare alla cosiddetta bruciatura, con foglie secche e margini scuri.

Un secondo errore diffuso è dimenticare di concimare per lunghi periodi, ricominciando solo quando la pianta mostra già segni di sofferenza: a quel punto recuperare una fioritura piena diventa molto più difficile.

C'è però un caso in cui il concime non c'entra nulla, e conviene saperlo per non insistere invano. Se gli steli anneriscono e si svuotano dall'interno, e la pianta collassa a settori nonostante le cure, il responsabile è quasi sempre la farfallina del geranio (Cacyreus marshalli), un lepidottero arrivato dal Sudafrica e ormai diffuso in tutta Italia, le cui larve scavano gallerie dentro i fusti. Si riconosce spezzando uno stelo colpito, che si presenta vuoto e pieno di rosura. In quel caso si tagliano e si buttano via i fusti infestati, e nessuna dose di potassio potrà sostituire quell'intervento.

Costanza nelle somministrazioni, dosi corrette e un concime ricco di potassio sono quindi gli ingredienti per avere gerani rigogliosi e fioriti senza sosta per tutta l'estate.

Una nota sulla tossicità. Il Pelargonium è lievemente tossico per cani e gatti, che masticandone le foglie possono avere vomito e inappetenza. Non è una pianta pericolosa, ma se in casa c'è un animale che rosicchia conviene tenerla fuori portata.