Da un metro quadrato di orto, il sedalo tre venti produce gambi freschi per zuppe e soffritti da settembre fino a marzo inoltrato. È una varietà tradizionale italiana, rustica e vigorosa, che non chiede irrigazione costante né protezioni elaborate contro il freddo. Chi coltiva orti familiari la sceglie da decenni perché cresce in qualunque terreno, resiste ai venti della pianura padana e ai rigori dell'inverno, e dal primo trapianto al primo raccolto basta pazienza e poca fatica. Non è una novità commerciale, ma una scelta di praticità.
Che cosa è il sedalo tre venti
Il tre venti è un sedalo a costa larga, a gambo pieno e foglia vigorosa. Non produce il cuore bianco del sedalo da sbiancamento, ma gambi verdi e robusti, ideali per chi cucina brodi, soffritti e zuppe. La pianta raggiunge i 60-70 centimetri di altezza e produce una base compatta che resiste ai venti forti, da cui il nome popolare. È una varietà che rimane nell'orto italiano dal dopoguerra, tramandata tra orti familiari, coltivata da chi sa che il gusto della zuppa dipende dal soffritto preparato con pazienza.
Dove e quando seminare
Si semina in semenzaio tra marzo e maggio, per trapianto in orto a distanza di 30-40 centimetri. Il sedalo tre venti accetta anche la semina diretta a maggio se il terreno è ricco di sostanza organica. Cresce bene a nord dei 500 metri di altitudine; in collina montana spunta più lentamente ma arriva lo stesso a maturità entro autunno. Preferisce terreni franchi, umidi ma drenati. Non ama i ristagni d'acqua, ma nemmeno la siccità. Una volta avviate le piante, la frequenza d'irrigazione può scendere a una volta alla settimana se piove.
Coltivazione senza capricci
Non ha nemici particolari se cresce in orto aperto. Il principale fastidio è l'oidio, la muffa bianca sulle foglie, che compare in estate umida; si controlla con aria e distanziamento tra le piante, raramente serve intervento. Le lumache e le afidi occasionali si tolgono con le dita o con lavaggi d'acqua. A inizio estate è utile una rincalzatura leggera di terriccio ai piedi della pianta, per tenere il terreno umido e fresco.
La varietà resiste bene al freddo. A ottobre e novembre, quando calano le temperature notturne sotto i 10 gradi, i gambi rimangono teneri e croccanti. Non va in riposo vegetativo come altre colture; continua a produrre lentamente fino a marzo, finché le notti non scendono sotto i 5 gradi per settimane consecutive.
Raccolta e uso in cucina
Si raccoglie recidendo i gambi esterni della pianta, dal basso verso l'alto, a partire da settembre. Ogni prelievo stimola la produzione di gambi nuovi dal cuore. Una pianta adulta fornisce 4-5 gambi alla settimana nel periodo di punta. In cucina il tre venti serve soffritti insieme a carota e cipolla, entra nelle zuppe di verdure dell'autunno, nei brodi di carne lunghi. I gambi esterni più verdi vanno bene per il brodo; i gambi del cuore, più chiari e teneri, si usano in pinzimonio o stufati leggeri.
Economia dell'orto familiare
Un pacco di semi costa tra 1,50 e 3 euro e produce 100-150 piantine da semenzaio. Una famiglia ne coltiva 8-12 piante, spendendo circa 15-20 centesimi a pianta. Il raccolto medio, da settembre a febbraio, copre la maggior parte del sedalo fresco che serve per zuppe e soffritti della stagione fredda. In assenza di acquisto al mercato, il risparmio è di 15-20 euro per stagione, numeri piccoli ma certi su tre-quattro anni di coltivazione.
La semina è il gesto da fare subito, tra qui giorni se siamo a marzo. Si usa terriccio universale in una cassetta bassa, semi sparsi, leggerissima copertura di terriccio, e una vaporizzazione d'acqua. In 10-15 giorni sbucano le piantine.
