Dopo il plenilunio del 29 luglio, la luna ha iniziato a calare e continuerà a farlo fino alla luna nuova del 12 agosto. Nel calendario contadino questa è la fase più concreta e laboriosa del mese: il tempo in cui, si diceva, la linfa scende verso il basso e la pianta concentra le energie nelle radici.
La scienza non ha mai confermato l'influsso della luna, e molti di questi lavori hanno un motivo pratico ancora più forte della fase lunare. Ma la tradizione, in questi giorni, indicava con precisione cosa fare e cosa rimandare. Ecco le sette attività dei nonni per la luna calante di inizio agosto, e le quattro cose da evitare.
Le 7 cose da fare
1. Seminare gli ortaggi da radice
È l'operazione simbolo della fase calante. Carote, ravanelli, rape, barbabietole: tutto ciò che cresce sottoterra si semina ora, perché la tradizione vuole che la linfa discendente favorisca lo sviluppo delle radici.
C'è anche un motivo concreto e più forte: il caldo comincia a cedere. Le carote sopra i 28 gradi non germinano, e i ravanelli seminati in piena canicola vanno a seme diventando legnosi e piccanti. Con le temperature che scendono, tornano a crescere bene. Se questi primi giorni sono ancora roventi, conviene attendere l'ultimo quarto del 6 agosto.
2. Fare le talee
La luna calante era considerata la fase migliore per moltiplicare le piante per talea. Rosmarino, salvia, gerani, rose: si preleva un rametto e lo si mette a radicare, e la tradizione sosteneva che in questa fase le talee attecchissero con più forza, con tutta l'energia proiettata verso le radici.
È il momento giusto anche perché molte piante, a inizio agosto, hanno rami semilegnosi perfetti per la moltiplicazione. Una pianta gratis per l'anno prossimo, con un solo rametto.
3. Potare alberi, siepi e viti
La potatura è il lavoro per eccellenza della luna calante. Con la linfa che scende, si diceva, i tagli fanno perdere meno "sangue" alla pianta. La vite è l'esempio classico: potata in questa fase "piange" meno, cioè perde meno linfa dai tagli.
Vale la solita cautela per il periodo: parliamo di potature leggere e verdi, non drastiche, e mai nelle ore roventi. Le potature importanti restano da fine stagione. Ora si tolgono succhioni, rami secchi e si contengono gli allungamenti.
4. Raccogliere ciò che va conservato
Qui la tradizione è precisa e ancora oggi seguita: tutto ciò che deve durare a lungo si raccoglie in luna calante. Aglio, cipolle da serbo, patate: colti ora, si conservano meglio e più a lungo.
Lo stesso vale per i pomodori da conserva: raccolti nei primi giorni di luna calante, si diceva, danno una salsa meno acquosa e più conservabile. È il periodo in cui l'orto entra ufficialmente nel tempo delle bottiglie e delle scorte per l'inverno.
5. Essiccare le erbe aromatiche
Chi raccoglie le aromatiche per l'inverno taglia adesso. Timo, maggiorana, origano, melissa: si raccolgono e si mettono a essiccare all'ombra, in un luogo asciutto e ventilato, mai al sole diretto che disperde gli oli essenziali.
La tradizione riservava alla calante la raccolta delle erbe destinate alla conservazione, mentre quelle da usare fresche si coglievano in crescente. In ogni caso, a inizio agosto molte aromatiche sono al culmine, appena prima o durante la fioritura.
6. Estirpare le erbacce
Un lavoro poco nobile ma prezioso, e la tradizione lo colloca proprio ora. In luna calante, dicevano i nonni, le erbe infestanti strappate ricrescono più lentamente. Vero o no, di sicuro è il momento giusto per liberare l'orto dalle malerbe che con il caldo e l'acqua sono esplose.
Togliere le erbacce ora significa anche togliere concorrenza idrica alle piante coltivate, un vantaggio concreto in un periodo in cui l'acqua è preziosa.
7. Trapiantare e travasare
I trapianti fatti in luna calante, secondo la tradizione, hanno più successo: la piantina, con l'energia proiettata verso il basso, si ancora meglio al terreno con le radici. È il momento per mettere a dimora le piantine di cavolo, finocchio, sedano e porro preparate in semenzaio.
Attenzione però al caldo: se i giorni sono ancora torridi, ogni trapianto è uno stress. Meglio farlo la sera, con la terra fresca, e proteggere le piantine dal sole dei primi giorni. Se la canicola è forte, si rimanda alla seconda metà di agosto.
Le 4 cose da evitare
1. Seminare gli ortaggi da foglia delicati
La fase calante non è considerata ideale per le insalate e gli ortaggi da foglia a ciclo rapido, che in questa fase tenderebbero, secondo la tradizione, ad andare più facilmente a seme. Questi si prediligevano in crescente. Le semine da foglia importanti si rimandano al ritorno della luna crescente, dopo il 12 agosto.
2. Fare gli innesti
Gli innesti, dice la tradizione, riescono meglio in luna crescente, quando la linfa sale e favorisce la saldatura tra le due piante. In calante l'energia va verso le radici, non verso l'unione dei tessuti aerei. Chi innesta aspetta la fase opposta.
3. Raccogliere i frutti da mangiare subito
C'è una distinzione fine che i nonni conoscevano. I frutti destinati al consumo immediato — pesche, fichi, i primi grappoli d'uva da tavola — si raccoglievano preferibilmente in crescente, quando erano considerati più turgidi e profumati. In calante si raccoglie ciò che va conservato, non ciò che si mangia subito. Una regola più simbolica che pratica, ma parte della tradizione.
4. Le potature drastiche sotto il sole
Anche se la calante è la fase delle potature, i tagli importanti non vanno fatti nei giorni di caldo estremo. Non è una questione di luna ma di buonsenso: una grossa ferita di potatura, sotto il solleone, cicatrizza male e stressa una pianta già provata dalla siccità. I tagli decisi si rimandano a quando il caldo cala, verso fine stagione.
In fondo, la luna era un promemoria
Come sempre con il calendario lunare, il valore di queste indicazioni sta più nel ritmo che negli influssi. La luna calante di inizio agosto coincide con un momento reale dell'orto: il caldo che inizia a cedere, i raccolti da mettere via, le semine autunnali che si avvicinano. I nonni usavano la luna come un grande calendario in cielo, che ricordava cosa fare e quando. E in questi primi giorni di agosto, tra radici da seminare e scorte da conservare, di cose da fare nell'orto ce ne sono davvero tante.
