La Calathea arriva dalle foreste pluviali del Sudamerica, in particolare dalla Colombia, dal Brasile e dall'Ecuador. In Occidente è diventata popolare solo negli ultimi decenni, e oggi è considerata uno degli status symbol del giardinaggio casalingo. Una credenza diffusa tra i principianti è che sia una pianta facile perché "sta in casa senza sole", ma non è così. In realtà, la Calathea è una delle piante da interno più capricciose che si possono coltivare, e chi la compra al vivaio spesso la vede appassire nel giro di poche settimane.
Esistono oltre 50 specie di Calathea, ma le più diffuse negli appartamenti italiani sono la Calathea orbifolia, con foglie ampie e verde scuro rigato di bianco; la Calathea crocata, che produce fiori arancioni; e la Calathea makoyana, dal disegno più irregolare e affascinante. Raggiungono altezze che vanno dai 30 cm ai 60-90 cm a seconda della varietà e delle condizioni colturali. Non hanno un vero periodo di fioritura drammatico, anche se alcune specie producono fiori piccoli e colorati. Il loro principale fascino è estetico: le foglie si muovono ogni mattina e ogni sera, ripiegandosi verso l'alto al calar del sole, un comportamento che i botanici chiamano nictinastia.
Questo movimento è proprio il segnale che la pianta comunica il suo stato di sofferenza o di benessere. La Calathea muore lentamente quando le radici marciscono per eccesso di umidità nel terreno, quando l'aria dell'appartamento è troppo secca, quando la temperatura scende sotto i 15 gradi, o quando riceve troppa luce diretta. Ha bisogno di un ambiente molto umido, come quello di una foresta tropicale, mentre la maggior parte delle case italiane in inverno scende al 30-40 di umidità relativa. Inoltre, è sensibile al calcare nell'acqua del rubinetto: le annaffiature con acqua ricca di minerali causano macchie scure alle estremità delle foglie e il lento indebolimento della pianta. Gli errori più comuni del coltivatore casalingo sono tre: innaffiare troppo, collocarla in un angolo buio sperando che le piace l'ombra totale, e dimenticare che il ristagno è letale.
Come coltivarla in casa e mantenerla sana
- Luce: posizionala in una stanza luminosa, ma lontano dai raggi diretti del sole. Una finestra a est o a nord è ideale. Riceve comunque la luce di cui ha bisogno per muovere le foglie, senza soffrire di scottature.
- Annaffiatura: mantieni il terreno costantemente umido, ma non zuppo. Usa acqua priva di calcare, preferibilmente raccolta da pioggia, distillata o bollita raffreddato. Annaffia quando il dito nel terreno sente ancora un po di umidità.
- Terriccio: prepara un mix leggero e drenante con torba, perlite e corteccia fine. La Calathea non ama i terreni compatti che trattengono acqua stagnante.
- Umidità: nebulizza le foglie ogni 2-3 giorni con uno spruzzino o posiziona il vaso su un sottovaso con palline di argilla e un po d'acqua, in modo che l'umidità risalga verso le radici senza bagnare il terreno.
- Rinvaso: cambia il vaso in primavera solo se le radici fuoriescono dai drenaggi. La Calathea preferisce restare leggermente ristretta in vaso piuttosto che avere spazio vuoto.
Se la tua Calathea ha le foglie secche alle punte, non è morta. Taglia le parti danneggiate con forbici pulite, aumenta l'umidità intorno alla pianta e cambia l'acqua con cui la innaffi. Potrebbe recuperare in poche settimane. Se invece noti che i movimenti delle foglie sono sempre più lenti e pigri, significa che sta soffrendo: verifica il drenaggio del vaso e il livello di umidità dell'aria.
