Ad agosto le melanzane sono al culmine della stagione, protagoniste di parmigiane, caponate e grigliate. Ma capita a tutti: si porta a casa una bella melanzana dalla buccia lucida, la si taglia, e dentro si trova una polpa spugnosa, piena di semi scuri e amara, che rovina il piatto.

Il problema è che il difetto non si vede da fuori, o almeno così sembra. In realtà i contadini e le nonne sapevano leggere cinque segnali precisi che, messi insieme, dicono se una melanzana sarà dolce e soda oppure amara e semosa, prima ancora di prendere il coltello. Bastano gli occhi e le mani. Ecco i cinque segreti.

1. Il peso: leggera è meglio

È il segreto più controintuitivo, e anche il più affidabile. Prendi la melanzana in mano e valutane il peso rispetto alla dimensione: quella buona deve risultare leggera per la sua taglia.

Il motivo è tutto qui: sono i semi ad aggiungere peso. Una melanzana che sembra pesante come un sasso, sproporzionata rispetto alla grandezza, è piena di semi, e i semi sono la principale causa dell'amaro. Al contrario, una melanzana leggera ha polpa densa, compatta e con pochi semi. Tra due melanzane della stessa dimensione, i nonni sceglievano sempre la più leggera.

2. La cicatrice sul fondo: il segreto che pochi conoscono

Questo è il trucco da intenditori, quello che quasi nessuno conosce. Sul fondo della melanzana, nel punto opposto al picciolo, c'è una cicatrice, la piccola macchia chiara lasciata dal fiore. La sua forma rivela il sesso del frutto e, con esso, la quantità di semi.

Se la cicatrice è ovale, allungata, quasi a fessura, la melanzana ha meno semi ed è più dolce. Se invece è tonda e profonda, come un piccolo cerchio, il frutto contiene più semi e rischia di essere più amaro. È un dettaglio minuscolo, ma per i contadini era una delle prime cose da guardare: bastava girare la melanzana sul fondo.

3. La buccia: lucida e tesa

La buccia è la carta d'identità della freschezza, e la freschezza c'entra con l'amaro più di quanto si pensi. Deve essere liscia, tesa e lucida, con un colore viola profondo e uniforme, senza macchie né ammaccature.

Il segnale d'allarme è la buccia opaca, spenta o raggrinzita: indica una melanzana vecchia, raccolta da giorni, e una melanzana non fresca diventa amara con il tempo. Le macchie scure o le zone molli sono un chiaro segno di deterioramento. La regola dei nonni era semplice: se la buccia non riflette la luce, lasciala sul banco.

4. La prova del dito

Il quarto segreto si fa con un gesto solo, e dice tutto sulla maturazione. Si preme delicatamente con un dito sulla buccia e si osserva cosa succede.

Se la polpa oppone una leggera resistenza elastica e l'impronta torna subito su, la melanzana è al punto giusto: soda ma non dura. Se invece il dito lascia un segno che resta, il frutto è troppo maturo, la polpa dentro sarà molliccia e con ogni probabilità amara. Se al contrario è dura come un sasso, non è ancora pronta. La consistenza giusta è quella di mezzo.

5. Il picciolo verde e la dimensione giusta

L'ultimo segreto unisce due indizi che si leggono insieme. Il picciolo, il gambo verde in cima, deve essere proprio così: verde, sodo e ben attaccato. Se è secco, marrone o ammuffito, la melanzana è stata raccolta da tempo. Un picciolo fresco e turgido è sinonimo di raccolta recente.

Poi la dimensione, la regola d'oro che riassume tutte le altre: meglio piccole o medie che enormi. Le melanzane giganti sono le più vecchie e sviluppate, quindi le più ricche di semi e le più amare. I nonni preferivano sempre esemplari di taglia contenuta, con la polpa giovane e tenera.

E se è comunque amara? Il rimedio della nonna

Anche con tutti gli accorgimenti, può capitare che una melanzana risulti un po' amara, soprattutto le varietà più antiche e i frutti di fine stagione. Qui interviene il gesto tradizionale per eccellenza: la salatura.

Si taglia la melanzana a fette o a cubetti, si dispone in uno scolapasta con un pizzico di sale grosso tra gli strati, si copre con un peso e si lascia spurgare per 30-60 minuti. Il sale richiama l'acqua di vegetazione, quella che contiene le sostanze amare, che cola via. Poi si sciacqua, si strizza delicatamente e si asciuga. È il segreto con cui le nonne rendevano dolce e digeribile qualsiasi melanzana, e con cui, oltretutto, la polpa assorbe meno olio in cottura.

Con questi cinque segnali al momento dell'acquisto e la salatura come rete di sicurezza, l'amaro della melanzana diventa un ricordo. Come dicevano i vecchi ortolani, la buona cucina comincia al banco del mercato, molto prima di accendere i fornelli.