Una sola foglia di Sansevieria può fornire il materiale per ottenere diverse nuove piante. È una possibilità interessante soprattutto quando abbiamo un esemplare adulto e possiamo prelevare una foglia senza modificare troppo l'aspetto della pianta madre.

La tecnica consiste nel tagliare la foglia trasversalmente in diverse sezioni e utilizzare ciascun pezzo come talea. Alla base delle sezioni che attecchiscono potranno svilupparsi radici e successivamente nuove piantine.

C'è però un particolare che può compromettere tutta l'operazione: ogni pezzo deve conservare lo stesso orientamento che aveva quando faceva parte della foglia. L'estremità originariamente rivolta verso la base della pianta dovrà essere quella inserita nel substrato.

Il periodo indicato dalla Royal Horticultural Society per propagare le Sansevierie è la primavera, da marzo a maggio, quando le piante riprendono la crescita dopo il riposo invernale.

Quale foglia scegliere

Per preparare le talee conviene partire da una foglia adulta, sana e ben sviluppata. Non ha molto senso scegliere proprio una porzione che presenta marciumi o evidenti danni: il materiale destinato alla propagazione deve partire nelle migliori condizioni possibili.

La foglia può essere recisa alla base utilizzando una lama o un altro utensile pulito e affilato. Durante l'operazione è consigliabile indossare i guanti: la RHS segnala infatti che la linfa delle Sansevierie può provocare irritazione cutanea.

Appena effettuato il taglio conviene appoggiare la foglia sul piano di lavoro senza perdere di vista il suo orientamento. Finché è intera è facilissimo riconoscere punta e base; quando sarà stata divisa in numerosi pezzi, invece, alcune sezioni centrali potrebbero sembrare quasi identiche.

È quindi utile organizzare il lavoro fin dall'inizio mantenendo tutti i pezzi nella stessa direzione. Questo piccolo accorgimento evita uno degli errori più facili da commettere nella propagazione per talea fogliare.

Preparare la talea

La RHS indica per le Sansevierie un procedimento molto preciso: la foglia adulta può essere tagliata trasversalmente in sezioni di circa 5 centimetri.

Una foglia sufficientemente lunga può quindi fornire diverse talee, ciascuna potenzialmente capace di dare origine a una nuova piantina. Non significa naturalmente che ogni singola sezione attecchirà: la propagazione vegetativa non garantisce il successo di tutte le talee preparate.

Durante i tagli bisogna continuare a conservare l'orientamento. Possiamo lasciare progressivamente le sezioni sul tavolo tutte nello stesso verso oppure utilizzare un piccolo accorgimento per distinguere la parte inferiore. L'importante è sapere, al momento della messa a dimora, quale estremità era rivolta verso la base della foglia madre.

Non bisogna interrare immediatamente le sezioni appena tagliate. La RHS raccomanda di lasciarle per uno o due giorni in un luogo asciutto, così che le superfici recise possano cicatrizzare.

Trascorso questo breve periodo, le talee sono pronte per essere sistemate nel substrato.

Nel terriccio

Per la messa a dimora serve un contenitore con un substrato adatto alla radicazione. La RHS suggerisce un compost senza torba per talee oppure una miscela composta in parti uguali da compost senza torba a base di terriccio e grit orticolo.

È a questo punto che l'orientamento conservato durante la preparazione diventa fondamentale. Ogni sezione deve essere inserita con l'estremità che nella foglia originaria era rivolta verso il basso.

La procedura specifica indicata dalla RHS prevede di inserire nel substrato circa metà della sezione. Non serve quindi seppellire completamente il pezzo: una parte rimane nel terriccio e l'altra emerge dalla superficie.

Il substrato viene avvicinato delicatamente alla talea in modo che rimanga sufficientemente stabile. Possiamo sistemare più sezioni nello stesso contenitore, evitando semplicemente di ammassarle tutte nello stesso punto.

Da una sola foglia possiamo così preparare contemporaneamente diverse talee senza dover sacrificare altre parti della pianta madre.

Quanta acqua

La talea non possiede ancora l'apparato radicale di una Sansevieria adulta e questo potrebbe far pensare che abbia bisogno di molta acqua. È proprio qui che bisogna evitare un eccesso.

La RHS indica di mettere le sezioni in compost umido. La sua guida generale alle talee fogliari avverte contemporaneamente che un substrato troppo bagnato può favorire il marciume.

Durante la radicazione conviene quindi mantenere il substrato leggermente umido, ma non saturo d'acqua. Il contenitore deve permettere all'acqua in eccesso di defluire e non deve trasformarsi in un ambiente permanentemente fradicio.

Non è utile seguire un calendario rigido del tipo "acqua ogni tre giorni". La velocità con cui il substrato perde umidità cambia con temperatura, contenitore e ambiente. È meglio controllarne realmente le condizioni prima di aggiungere altra acqua.

In questa fase l'obiettivo non è far crescere la talea più velocemente attraverso irrigazioni abbondanti, ma offrirle l'umidità necessaria senza creare condizioni favorevoli al deterioramento dei tessuti.

Dove sistemarla

Dopo la messa a dimora le talee devono essere sistemate in condizioni che favoriscano la radicazione. La RHS indica una soluzione molto concreta per la Sansevieria: il contenitore può essere collocato in un propagatore con calore dal basso di circa 18 °C.

In alternativa può essere chiuso all'interno di un sacchetto trasparente e mantenuto in una stanza calda. In questo caso bisogna naturalmente controllare periodicamente le condizioni delle talee e del substrato.

Per le talee fogliari la RHS raccomanda inoltre una posizione luminosa ma lontana dal sole diretto. Non è quindi necessario sistemare il vaso sotto i raggi più intensi nella speranza di accelerare il processo.

La combinazione che cerchiamo è semplice: buona luminosità, temperatura adeguata e substrato correttamente gestito. Una volta che le nuove piante saranno ben stabilizzate, potranno essere progressivamente gestite secondo le normali esigenze della Sansevieria.

Capire se ha radicato

Dopo aver preparato e interrato le sezioni arriva la fase nella quale serve soprattutto pazienza. Per un certo periodo può sembrare che nel vaso non stia accadendo nulla.

La tentazione è quella di afferrare una talea e tirarla fuori per controllare se sotto il substrato sono comparse le radici. È un controllo che può fare più danni che bene, perché rischia di disturbare proprio le giovani strutture che stanno iniziando a svilupparsi.

È meglio aspettare segnali visibili. Alla base delle sezioni che hanno attecchito potranno comparire nuove piantine. Saranno loro a mostrarci che la propagazione sta procedendo.

Nel frattempo possiamo controllare lo stato del materiale originario. Una talea ancora consistente non va interpretata nello stesso modo di una sezione che diventa molle o presenta evidenti fenomeni di decomposizione. La RHS raccomanda di eliminare rapidamente eventuali parti marce.

Quando le nuove piantine saranno sufficientemente sviluppate e ben stabilizzate potranno essere trasferite nei propri contenitori. Non è quindi necessario scavare continuamente: la nuova crescita finirà per rendere visibile ciò che è successo sotto il terriccio.

Da una foglia a diversi nuovi vasi, ma attenzione alle Sansevierie variegate

Il vantaggio di questa tecnica è evidente: una sola foglia può fornire diverse talee. Se più sezioni attecchiscono, potremo ottenere varie giovani piante da trasferire successivamente in contenitori separati oppure utilizzare per rendere più ricco un vaso.

Esiste però un'importante eccezione da conoscere prima di iniziare. Le Sansevierie variegate non sempre conservano attraverso la talea fogliare gli stessi colori e disegni della pianta madre.

La RHS avverte che questa tecnica funziona meglio con le forme non variegate, perché le talee di cultivar variegate tendono a produrre piante che ritornano al verde.

Iowa State University Extension spiega in particolare che cultivar con margini variegati come 'Laurentii' non vengono riprodotte fedelmente tramite sezioni fogliari, perché quella variegatura deriva da una chimera. Se vogliamo conservare il disegno della pianta madre, il metodo consigliato è la divisione.

Prima di tagliare una bella foglia variegata dobbiamo quindi decidere quale risultato vogliamo ottenere. Se invece utilizziamo una Sansevieria verde, una singola foglia può diventare il materiale di partenza per numerose talee: foglia sana, sezioni nel verso corretto, uno o due giorni di cicatrizzazione, substrato adatto, umidità controllata, luce e pazienza sono gli elementi su cui costruire la propagazione.