Sono uno dei frutti più dolci e succosi di fine estate, ricchi di vitamine e dal sapore inconfondibile: i fichi d'India. Maturano proprio in questo periodo, tra agosto e settembre, ma hanno un difetto che scoraggia in tanti: quelle spine, soprattutto le minuscole e infide setole quasi invisibili che si conficcano nelle dita.
Quelle piccole spine si chiamano glochidi, sono tipiche dei cactus e sono particolarmente insidiose perché quasi invisibili e difficili da togliere una volta nella pelle. Ma niente paura: con i trucchi giusti, pulire i fichi d'India è più facile e sicuro di quanto si pensi. Ecco 7 metodi collaudati per gustarli senza pungersi.
1. La regola d'oro: guanti robusti (mai a mani nude)
Il primo metodo è anche la regola fondamentale da cui non si scappa: non toccare mai i fichi d'India a mani nude. Serve un buon paio di guanti spessi e resistenti, meglio se da giardinaggio o da lavoro.
Attenzione a una cosa importante: i comuni guanti in lattice o nitrile da cucina spesso non bastano, perché le spine più sottili li attraversano. Meglio quelli in pelle o pelle sintetica, robusti. Sono indispensabili sia in fase di raccolta sia durante la pulizia, finché la buccia non è stata rimossa.
2. L'ammollo in acqua: il metodo più efficace
Ecco il trucco più semplice e usato di tutti. Si mettono i fichi d'India in una bacinella con acqua tiepida e si lasciano in ammollo per circa un'ora (bastano anche 40-50 minuti), rigirandoli di tanto in tanto.
Il contatto prolungato con l'acqua ammorbidisce le spine e ne fa cadere la maggior parte, rendendo la pulizia successiva molto più facile e sicura. È il metodo che risolve gran parte del problema con il minimo sforzo: dopo l'ammollo, la buccia è quasi pronta da togliere.
3. Il getto d'acqua corrente
Una variante rapida, da fare prima o dopo l'ammollo. Si mettono i frutti in un colino o scolapasta e si passano sotto il getto forte dell'acqua corrente per qualche minuto.
La pressione dell'acqua stacca meccanicamente buona parte delle spine dalla buccia. È perfetto come primo passaggio per eliminare le spine più grosse e i residui, prima di procedere con l'ammollo o la sbucciatura.
4. Il metodo delle nonne: sbatterli nel colino
Ecco un trucco della tradizione, semplice e geniale. Dopo l'ammollo, si scolano i fichi in un colino di metallo e si sbattono con movimenti circolari contro le pareti del recipiente.
Lo sfregamento contro il metallo del colino fa staccare le spine rimaste attaccate alla buccia. Dopo questa operazione, si dà un ultimo risciacquo sotto l'acqua corrente e i frutti sono pronti da sbucciare in sicurezza. Un gesto vecchio come il mondo, ma efficacissimo.
5. Strofinare con un panno ruvido o una spazzola
Un altro metodo pratico, soprattutto dopo aver ammorbidito le spine con l'acqua. Si strofina la buccia con un panno ruvido, uno straccio spesso o una spazzola a setole dure.
L'attrito rimuove le spine ormai ammorbidite e i glochidi più ostinati. Sempre indossando i guanti, si passa il panno su tutta la superficie del frutto, prestando attenzione alle due estremità dove le spine tendono a concentrarsi. Un metodo utile per una pulizia extra prima di sbucciare.
6. La bruciatura leggera (il metodo tradizionale del Sud)
Nelle zone dove i fichi d'India crescono spontanei, esiste un metodo antico: passare velocemente i frutti sopra una fiamma o della paglia bruciata, per incenerire le spine superficiali. Un tempo si facevano rotolare i fichi appena raccolti sull'erba o su terreno sabbioso.
È un metodo efficace ma va usato con molta prudenza, per non scottarsi e non cuocere il frutto. Per questo, per l'uso casalingo, restano più sicuri e pratici i metodi con l'acqua. Lo citiamo perché fa parte della tradizione contadina di raccolta di questo frutto.
7. Sbucciare in sicurezza con forchetta e coltello
L'ultimo metodo è quello per la fase finale, la sbucciatura vera e propria, ed è il gesto classico che tutti dovrebbero conoscere. Una volta tolte le spine con i metodi precedenti, si infilza il frutto con una forchetta per tenerlo fermo senza toccarlo, e con un coltello ben affilato si tagliano le due estremità.
Poi si pratica un taglio longitudinale nella buccia, da un'estremità all'altra, e si apre la scorza facendo scivolare fuori la polpa intera. Con la forchetta che tiene fermo il frutto, le mani non toccano mai la buccia spinosa. È il metodo delle nonne, sicuro e infallibile.
Qualche consiglio in più per la raccolta
Se hai la fortuna di raccoglierli direttamente dalla pianta, ci sono due accorgimenti preziosi. Cogli i frutti nelle ore fresche della giornata, il mattino presto o la sera, usando guanti robusti o un apposito raccoglitore con manico telescopico. E soprattutto evita le giornate ventose: il vento può far volare le spine più piccole sul viso e negli occhi, con il rischio di farsi male.
E se, nonostante tutte le precauzioni, qualche spina finisce comunque nella pelle? Niente panico: le più sottili si tolgono con una pinzetta, oppure con un vecchio trucco, applicando un po' di nastro adesivo o cera sulla zona e staccandolo con decisione, che porta via i glochidi più superficiali. Con questi metodi, quel frutto tanto spinoso quanto delizioso non farà più paura, e potrai gustartelo in tutta la sua dolcezza.
