Il 29 luglio la luna è piena, e da stasera comincia a calare. Nel calendario contadino si apre la fase calante, e per le zucchine arriva il momento di una manutenzione attenta: la pianta ha già prodotto per settimane, comincia a stancarsi, e con le notti che a poco a poco si fanno più umide l'oidio, il temuto mal bianco, è pronto a farsi avanti.
Le nonne, davanti a una pianta di zucchine a fine luglio, sapevano esattamente cosa fare per portarla produttiva fino a settembre. Come sempre, la luna era il promemoria; il vero motivo dei loro gesti era pratico, e l'agronomia moderna lo conferma quasi punto per punto.
1. Raccogliere spesso, e raccogliere piccole
È la regola d'oro, quella che decide tutto. Le zucchine vanno raccolte giovani e spesso, quando sono ancora piccole e prima che i semi al loro interno si sviluppino.
Il motivo è nella natura stessa della pianta. Lo scopo della zucchina è produrre semi maturi: se le si lascia ingrossare anche solo un frutto fino a diventare gigante, la pianta considera raggiunto il suo obiettivo e smette di produrre. Le nonne passavano tra le piante ogni uno o due giorni, cogliendo tutto ciò che era pronto: era il modo per costringere la zucchina a continuare a fiorire e fruttificare. Dimenticarne una che diventa enorme è l'errore che ferma il raccolto.
2. Togliere le foglie vecchie, poche alla volta
Qui sta il gesto più importante di questi giorni, ed è anche la prima difesa contro l'oidio. Si eliminano le foglie più vecchie, ingiallite o troppo grandi, quelle basse a contatto con l'umidità.
Sono le prime a ospitare il mal bianco e, con la loro ombra, tolgono luce e aria ai frutti in sviluppo. Toglierle migliora la circolazione dell'aria e fa arrivare il sole alle zucchine. C'è però una misura da rispettare, che le nonne conoscevano d'istinto: non più di due o tre foglie per volta. Spogliare la pianta di colpo la stressa ed espone i frutti alle scottature. Meglio poco e spesso, sempre al mattino presto.
3. Acqua solo alla base, mai sulle foglie
La regola che le nonne ripetevano come un comandamento, e che vale doppio adesso che le notti diventano umide. La zucchina ha bisogno di molta acqua, spesso ogni giorno nei periodi caldi, ma va data sempre alla base, mai sul fogliame.
L'acqua sulle foglie, soprattutto di sera o nelle giornate umide, è l'innesco perfetto dell'oidio. Si irriga al mattino presto, dirigendo il getto sul terreno, senza bagnare le grandi foglie. L'ideale è un impianto a goccia, che mantiene il suolo umido senza toccare la pianta. E attenzione ai ristagni: troppa acqua ferma marcisce le radici quanto la siccità le secca.
4. Sollevare i frutti da terra
Un piccolo accorgimento che le nonne facevano senza pensarci e che salva molti frutti. Le zucchine che restano appoggiate sul terreno umido tendono a marcire dal lato a contatto, o a diventare focolaio di muffa.
Basta infilare sotto ogni frutto in crescita una manciata di paglia, un coccio o una tavoletta, così che non tocchi direttamente la terra. Lo stesso vale per i frutticini abortiti, quei piccoli peponi gialli e molli alla base che non si sono impollinati: vanno tolti subito, perché diventano rapidamente un punto di partenza per i marciumi.
5. La difesa della nonna contro il mal bianco
Quando le prime chiazze bianche e farinose compaiono sulle foglie, la tradizione aveva già la sua risposta, e resta valida oggi tra i rimedi consentiti anche in agricoltura biologica. Il più classico è il bicarbonato: un cucchiaino sciolto in un litro d'acqua, spruzzato sulle foglie nelle ore fresche, alza il pH della superficie fogliare e ostacola il fungo.
Prima ancora del rimedio viene la pulizia: le foglie colpite vanno rimosse immediatamente e allontanate, mai lasciate a terra dove il fungo continua a diffondersi. Le nonne tenevano l'orto pulito da residui ed erbacce proprio per questo, e associavano alle zucchine fiori come il tagete e il nasturzio, che aiutano a tenere lontani gli insetti.
Un consiglio in più, e cosa non fare
C'è un'ultima saggezza che riguarda i fiori. Oltre ai frutti si possono raccogliere anche i fiori maschili, quelli con il gambo sottile e senza il piccolo frutto alla base: prenderli non riduce il raccolto, perché sono quelli che non diventeranno mai zucchine. I fiori femminili, invece, si lasciano: da lì nasce il frutto.
E un avvertimento, perché la tradizione qui va corretta: la zucchina non si cima come si fa col pomodoro o col cetriolo. La pianta fiorisce sui nuovi getti, e un taglio drastico dell'apice ridurrebbe la produzione. L'unica eccezione arriva a fine agosto, quando conviene fermare la crescita per concentrare le forze sui frutti già presenti, che con l'autunno alle porte fanno ancora in tempo a maturare. Fino ad allora, la regola delle nonne resta la più semplice: raccogliere spesso, tenere l'orto pulito e non bagnare mai le foglie.
