Il geranio parigino, nome scientifico Pelargonium peltatum, arriva dalle zone costiere del Sudafrica e si è diffuso in Europa a partire dal 1700. A differenza del cugino zonale (quello con le foglie macchiate), questa specie ha fusti sarmentosi e naturalmente ricadenti, perfetta per decorare ringhiere e balconate. Una credenza popolare molto diffusa sostiene che basti innaffiare ogni giorno per mantenerlo sempre rigoglioso: in realtà è il contrario. Il geranio parigino resiste bene alla siccità e soffre più di frequente se il terreno rimane costantemente bagnato. Non è quindi una pianta per chi vuole dedicarvi tempo ogni giorno, ma per chi sa aspettare.
Le selezioni più diffuse in Italia sono quelle del gruppo Rosebud, che producono fiori doppi e paffuti come minuscole rose, e la storica 'Ville de Paris', dai fusti lunghissimi e dalla fioritura instancabile. Entrambe raggiungono lunghezze che vanno dai 60 centimetri fino a un metro o più se coltivate in vaso sospeso. La fioritura parte da maggio e prosegue fino ai primi freddi autunnali, con picchi di intensità nelle giornate soleggiate. I fiori compaiono in grappoli e vanno dal rosa al bianco, dal rosso al viola secondo la cultivar, ma sempre con un'eleganza sobria che rende questa pianta preferibile al geranio zonale per chi ama uno stile meno vistoso. Come tutti i Pelargonium, anche questo è lievemente tossico per cani e gatti se le foglie vengono masticate.
I danni maggiori arrivano da chi non comprende il rapporto che questa pianta ha con l'acqua e la luce. Le radici del geranio parigino sono sottili e sensibili al marciume: se il substrato drena male e rimane umido, le radici marciscono e la pianta muore in pochi giorni. Inoltre, cresce bene solo in piena luce diretta, almeno 6-8 ore quotidiane. Metterlo all'ombra causa diradamento dei fusti e pochi fiori. La temperatura ideale è tra 15 e 25°C: sotto i 5°C rallenta la crescita e sospende la fioritura, e il gelo lo uccide, quindi al Nord va ricoverato in un locale fresco e luminoso da novembre a marzo, sopra i 30°C ha bisogno di più acqua ma sempre moderatamente. Gli errori classici del giardiniere casalingo includono l'uso di terriccio universale troppo compatto, l'innaffiatura abbondante pensando di fare bene, e la mancanza di rinvaso stagionale che stanca le radici.
Come coltivarla in casa e sul balcone
- Esposizione. Pieno sole per almeno 6-8 ore al giorno. Se il balcone guarda a sud o a ovest, il geranio parigino sarà felicissimo. Evita le zone ombreggiate o troppo ventose che possono danneggiare i fiori.
- Innaffiatura. Attendi che il terreno sia quasi asciutto prima di innaffiare di nuovo. Durante l'estate, una volta ogni 3-4 giorni è sufficiente. In inverno spazi ancora di più. Usa acqua a temperatura ambiente e bagna il terreno, non le foglie.
- Terriccio e vaso. Usa una miscela che drena molto: terriccio universale mescolato al 30% con perlite o sabbia. Il vaso deve avere fori di drenaggio e un sottovaso da svuotare dopo ogni innaffiatura. Un vaso da 20-25 centimetri di diametro è ideale per un ramo ricadente.
- Potatura. Alla fine dell'inverno, prima della ripresa vegetativa, accorcia i rami di circa un terzo. Questo stimola la ramificazione e una fioritura più abbondante. Rimuovi i fiori appassiti per prolungare la fioritura.
- Rinvaso e concime. Rinvasa ogni primavera in un contenitore leggermente più grande. Durante la fioritura, usa un concime liquido bilanciato ogni 15 giorni. Non esagerare: un apporto moderato mantiene la pianta più resistente.
Se il geranio parigino inizia a perdere foglie o i fusti diventano sottili e lunghi, probabilmente non riceve abbastanza luce. Spostalo in un'area più soleggiata e attendi due-tre settimane. Se invece le foglie ingialliscono e il terreno è bagnato, riduci l'innaffiatura e controlla il drenaggio. Una pianta sofferente si riprende in 4-6 settimane con le giuste condizioni, purché le radici non siano completamente marcite. Nel dubbio, estrai la pianta dal vaso e verifica: le radici sane sono bianche e croccanti, quelle marce sono scure e morbide.
La farfallina del geranio. Il Cacyreus marshalli è oggi la prima causa di gerani rovinati in Italia, e il suo danno viene quasi sempre scambiato per un errore d'acqua: i boccioli seccano senza aprirsi, i getti si spezzano di netto, e dentro il fusto si trova una galleria vuota con la larva. Va intercettato presto, dai piccoli fori nei boccioli, perché quando la pianta collassa è troppo tardi: il controllo si fa a mano, spezzando un fusto sospetto per vedere se è cavo e togliendo subito boccioli e getti colpiti. Se la causa è l'insetto, innaffiare di più o spostare il vaso non serve a nulla.