Quando lo sguardo scorre su un vasto campo di girasoli, tutti rivolti nella stessa direzione, raramente viene in mente che questa pianta è un'ospite relativamente recente nel paesaggio europeo. E vale la pena chiarire subito un equivoco: i capolini aperti non seguono affatto il sole. A inseguirlo sono i boccioli e le piante ancora giovani, che di giorno ruotano da est a ovest e di notte tornano indietro; quando il fiore si apre, il fusto si irrigidisce e resta puntato a est per tutto il resto della stagione. È il motivo per cui un campo in fioritura guarda tutto dalla stessa parte anche a mezzogiorno.
Il girasole, con il suo nome scientifico Helianthus annuus, non è una pianta originaria del nostro continente. Viene dal Nord America, e in Europa è arrivato passando dal Messico e dalla Spagna.
L'origine americana del girasole
Il girasole non è una creazione europea né asiatica, ma il Messico non è il suo luogo di nascita: è la tappa da cui è partito verso di noi. La specie selvatica cresce in tutto il Nord America, e la domesticazione è documentata negli attuali Stati Uniti orientali, dove semi di dimensioni già coltivate compaiono nei siti archeologici da oltre quattromila anni. Da lì la coltivazione scese verso sud e raggiunse la Mesoamerica.
Gli Aztechi, molto più tardi, conoscevano bene questa pianta: la chiamavano chimalxochitl, fiore-scudo, e ne usavano i semi, ricchi di grassi e proteine, oltre a impiegarla nei contesti rituali. Il fiore era associato al sole e alle divinità solari, e questo bastò perché i missionari spagnoli la guardassero con sospetto. L'olio, invece, non c'entra: la spremitura dei semi di girasole è un'invenzione molto posteriore, e nell'America precolombiana i semi si mangiavano tostati o macinati in farina.
Il viaggio in Europa attraverso i conquistadores
Fu il grande scambio biologico tra i due mondi, innescato dai viaggi di Cristoforo Colombo e dai conquistadores spagnoli, a trasportare il girasole dalle Americhe all'Europa. Nel sedicesimo secolo, la pianta giunse in Spagna, dove trovò condizioni climatiche favorevoli. Da questo punto di partenza europeo, il girasole si diffuse rapidamente verso l'Italia, la Francia e i Paesi Bassi, affascinando coltivatori e curiosi con la sua inusuale bellezza e la sua capacità di adattarsi a climi diversi. La pianta conquistò anche la corte di re e principi, diventando un simbolo di esotismo e ricchezza, e apparendo nei giardini ornamentali dell'aristocrazia europea accanto ad altre meraviglie botaniche importate dal Nuovo Mondo.
Come il girasole trasformò l'Europa e il mondo
Per quasi tre secoli, però, in Europa il girasole restò soprattutto un ornamento: bello, alto, curioso, ma senza un uso agricolo che ne giustificasse la coltivazione estensiva. La svolta arrivò dalla Russia, nell'Ottocento. La Chiesa ortodossa vietava diversi grassi durante i lunghi digiuni quaresimali, ma l'olio di girasole, ricavato da una pianta nuova e non contemplata dalle regole, non rientrava fra quelli proibiti: bastò questo per farne un consumo di massa. I selezionatori russi passarono poi decenni ad aumentare la resa in olio dei semi, e furono le loro varietà a tornare in America e a diffondersi in tutto il mondo.
Per questo tanti associano il girasole alla Russia e all'Ucraina, e non è una percezione del tutto sbagliata: la pianta è americana, ma il girasole da olio che conosciamo oggi è in buona parte una creazione dell'Europa orientale.
Una credenza da sfatare: il girasole non è europeo
È diffusa l'idea che il girasole sia una pianta tradizionale dell'Europa, soprattutto della Russia e della Francia meridionale. Questa convinzione è comprensibile perché il girasole è oggi coltivato massicciamente in queste regioni e fa parte del paesaggio quotidiano. Tuttavia, è un'illusione storica. Il girasole è un dono del continente americano, portato qui dagli spagnoli nel cinquecento. Prima di quella data, nessun contadino europeo aveva mai visto questo fiore. Il fatto che la pianta si sia così perfettamente integrata nel paesaggio agricolo europeo, e che le culture locali l'abbiano adottata come propria, non ne cambia l'origine: le praterie e le valli assolate del Nord America, dove è stata coltivata per millenni prima che qualcuno, da questa parte dell'oceano, ne sospettasse l'esistenza.
Oggi, quando coltiviamo il girasole nel nostro giardino o acquistiamo l'olio di girasole al supermercato, per quanto questi prodotti sembrino europei, tocchiamo in realtà la storia di un incredibile viaggio botanico. Un viaggio che ha unito due mondi e che continua a nutrire milioni di persone. Il girasole che cresce nel vaso sul nostro balcone o nei vasti campi che si estendono sino all'orizzonte porta dentro di sé la memoria di mille anni di civiltà mesoamericana, il coraggio dei navigatori spagnoli che attraversarono l'oceano, e la pazienza dei contadini europei che, generazione dopo generazione, hanno imparato a coltivare e ad amare una pianta nata dall'altra parte del mondo.
