Il vaso di basilico sul balcone viene quasi sempre riempito con il basilico genovese, la varietà a foglia grande che tutti conoscono. Non è però sempre la scelta più adatta, soprattutto dove il sole batte per molte ore e il terriccio si asciuga in fretta.

In queste condizioni il basilico greco (Ocimum basilicum var. minimum), riconoscibile per il cespo tondeggiante e le foglioline minute, tende a comportarsi meglio: mantiene una vegetazione compatta, soffre meno gli sbalzi idrici e permette una raccolta più regolare durante l'estate.

Questo non significa che debba sostituire sempre il genovese, che resta insuperabile per il pesto. In un balcone molto caldo, però, può rappresentare una soluzione più pratica e resistente.

Resiste meglio al caldo

Le foglie del basilico greco sono piccole e numerose, con una superficie di traspirazione complessivamente ridotta rispetto a quelle larghe e sottili del genovese. Nelle ore centrali delle giornate più torride questo si traduce in un afflosciamento meno marcato.

Il portamento a cuscino, inoltre, crea una sorta di autoombreggiamento: le foglie esterne proteggono quelle interne e il terriccio sottostante, che si scalda e si asciuga più lentamente.

Il genovese, con la sua vegetazione più aperta ed eretta, espone invece direttamente al sole sia le foglie sia la superficie del vaso, e nelle giornate oltre i 32-33 °C mostra più facilmente bordi bruciati e foglie appassite.

Richiede meno acqua

Una volta ben radicato, il basilico greco tollera con maggiore facilità brevi periodi di terriccio asciutto. Non significa che possa restare senz'acqua per giorni, ma che sopporta meglio un ritardo nell'irrigazione, situazione frequente in estate o nei fine settimana fuori casa.

Il genovese in vaso, soprattutto se coltivato in contenitori piccoli ed esposti a sud, arriva spesso a richiedere due irrigazioni al giorno nei periodi più caldi, pena l'appassimento immediato.

In entrambi i casi resta fondamentale evitare i ristagni: il basilico teme il substrato costantemente bagnato molto più della temporanea carenza d'acqua, e il marciume del colletto è la causa più comune di perdita improvvisa della pianta.

Va a seme più tardi

Il vero limite del basilico in vaso è la fioritura: quando la pianta emette le spighe fiorali, le foglie perdono aroma e la vegetazione rallenta.

Il basilico greco tende a mantenere più a lungo la fase vegetativa e, grazie ai numerosi getti laterali, continua a produrre foglie anche dopo le prime infiorescenze. La raccolta si prolunga così di diverse settimane.

Il genovese, se non viene cimato con regolarità, tende invece a salire rapidamente a fiore, soprattutto sotto stress da caldo o da secco. Con una cimatura costante il problema si controlla, ma richiede attenzione settimanale.

Ha meno manutenzione

Il basilico greco mantiene da solo una forma ordinata e sferica, senza bisogno di interventi frequenti. È sufficiente eliminare le spighe fiorali quando compaiono e proseguire con irrigazioni e concimazioni regolari.

Il genovese, per restare produttivo e non filare in altezza, va invece cimato sopra la coppia di foglie ogni volta che raggiunge i quattro o cinque palchi. È un'operazione semplice, ma continua.

Nessuna delle due varietà è comunque immune da problemi: eccessi d'acqua, scarso drenaggio e scarsa aerazione favoriscono peronospora e marciumi in entrambi i casi.

È perfetto al sole

Se il balcone riceve luce diretta per gran parte della giornata, il basilico greco trova condizioni favorevoli. L'ideale sono almeno 6 ore di sole al giorno, che garantiscono foglie piccole, fitte e molto aromatiche.

In posizioni troppo ombreggiate, al contrario, i fusti si allungano, il cespo perde compattezza e l'aroma si attenua sensibilmente.

Nelle regioni meridionali e sui balconi rivolti a sud può comunque essere utile una leggera ombreggiatura nelle ore centrali delle giornate più torride, soprattutto per le piantine appena trapiantate.

Il basilico greco rappresenta quindi una valida alternativa al genovese quando si cercano resistenza al caldo, minori esigenze idriche e una raccolta più lunga. Il genovese resta la varietà di riferimento per aroma e dimensione delle foglie, ma nelle esposizioni più difficili la varietà a foglia piccola offre spesso una gestione decisamente più semplice per tutta l'estate.