A fine luglio il balcone è nel pieno dell'assedio. Gli afidi ricoprono i germogli teneri, le cocciniglie si attaccano sotto le foglie, i parassiti sembrano ovunque. L'istinto immediato è correre a comprare un insetticida e spruzzarlo su tutto, per liberarsene una volta per tutte.
Ed è esattamente l'errore peggiore. Perché il veleno a tappeto non distingue: uccide i parassiti, ma anche i loro nemici naturali. E siccome gli afidi si riproducono molto più in fretta dei loro predatori, dopo un trattamento chimico l'infestazione spesso torna peggiore di prima. I nonni lo sapevano senza aver studiato entomologia: certi insetti non si toccano, perché lavorano per te. Ecco i sette da riconoscere e proteggere.
1. La coccinella: la regina dell'orto
È la più conosciuta e la più preziosa. La coccinella è una macchina divora-afidi: una sola, nell'arco della sua vita, può mangiarne fino a 5.000. E non solo lei: anche le sue larve sono predatrici formidabili.
Qui sta l'errore più comune. La larva di coccinella non somiglia per niente all'adulto: è un insetto allungato, grigio-nero con macchie arancioni, che molti scambiano per un parassita e schiacciano. È invece il predatore più vorace di tutti. Impara a riconoscerla: proteggere quella larva vale più di qualsiasi trattamento.
2. Il sirfide: la finta vespa innocua
A prima vista sembra una piccola vespa gialla e nera, e per questo viene uccisa per paura. In realtà è del tutto innocuo: non ha pungiglione, e quella livrea è solo un travestimento per spaventare i predatori. Lo riconosci perché "vola fermo", sospeso a mezz'aria come un elicottero.
Il sirfide è un doppio alleato. Da adulto impollina i fiori come un'ape; da larva è una delle armi più efficaci contro gli afidi, seconda solo alla coccinella: una singola larva ne può divorare fino a 700 prima di diventare adulta. La femmina depone le uova proprio in mezzo alle colonie di afidi, così le larve nascono già a tavola.
3. La crisopa: gli "occhi d'oro"
È un insetto delicato, verde tenue, con grandi ali trasparenti e occhi dorati che le danno il nome. L'adulto è inoffensivo e quasi etereo, ma le sue larve sono soprannominate "leoni degli afidi" per la loro voracità.
Le larve di crisopa non si limitano agli afidi: attaccano anche cocciniglie, acari e tripidi, tre dei parassiti più fastidiosi delle piante da balcone. Amano gli angoli con vegetazione varia e un po' di umidità, e sono tra gli ospiti più graditi che una fioriera possa avere.
4. Le api e i bombi: senza di loro niente frutti
Sul balcone tendiamo a temerli per la paura della puntura, ma api e bombi sono i lavoratori più insostituibili di tutti. Trasportando il polline di fiore in fiore, permettono la riproduzione delle piante e la formazione dei frutti.
Se coltivi zucchine, pomodori, fragole o peperoncini in vaso, senza questi impollinatori non raccoglieresti nulla: i fiori cadrebbero senza allegare. I bombi, quei goffi insetti pelosi e ronzanti, sono spesso ancora più efficienti delle api su molte colture. Lasciali lavorare in pace: non sono aggressivi se non disturbati.
5. La forbicina: temuta ma preziosa
La forbicina, o forfecchia, con le sue "pinze" posteriori fa una brutta impressione e viene eliminata a vista. In realtà quelle pinze sono innocue per l'uomo, e l'insetto è un utile predatore notturno: di notte esce a caccia di afidi, uova di parassiti e piccoli insetti.
Ha un solo difetto, che può occasionalmente rosicchiare qualche petalo o frutto molto maturo, ma il bilancio è ampiamente a suo favore. I nonni le offrivano riparo con un semplice vasetto rovesciato riempito di paglia, il loro nascondiglio preferito.
6. La mantide religiosa: la cacciatrice
A fine estate la mantide è adulta e ben visibile, immobile tra le foglie in posa di preghiera. È una predatrice generalista: cattura e mangia praticamente qualsiasi insetto le passi a tiro, parassiti compresi.
Trovarne una sul balcone è un segno di buona salute dell'ecosistema. Non va mai disturbata: è totalmente innocua per l'uomo e tiene sotto controllo un'ampia gamma di ospiti indesiderati.
7. Il ragno: non è un insetto, ma è un alleato
Tecnicamente non è un insetto, ma merita il posto perché è uno dei difensori più sottovalutati. Le sue ragnatele tra i vasi catturano zanzare, mosche, falene e moltissimi parassiti volanti.
Distruggere ogni ragnatela che si forma sul balcone significa rinunciare a una rete di protezione gratuita e continua. Basta lasciarne qualcuna negli angoli meno in vista per ridurre sensibilmente gli insetti dannosi.
Come proteggerli, secondo la saggezza dei nonni
Riconoscerli è metà dell'opera; l'altra metà è creare le condizioni perché restino. La prima regola è la più importante: bandire gli insetticidi a tappeto. Anche i rimedi naturali come olio di neem e sapone molle vanno usati solo in caso di emergenza vera e in modo localizzato, perché danneggiano anche le larve degli insetti utili.
Poi si attirano con i fiori giusti. I sirfidi e le coccinelle adorano calendula, tagete, aneto, finocchio, coriandolo e camomilla: qualche vaso di questi fiori vicino alle piante da proteggere richiama i predatori proprio dove servono. Un piccolo "albergo per insetti", una cassetta con canne e paglia in un angolo del balcone, offre rifugio a coccinelle, crisope e forbicine.
Infine, un angolo un po' selvatico: una ciotola d'acqua bassa con qualche sasso per far bere gli impollinatori, e la rinuncia all'ossessione dell'ordine perfetto. I nonni non avevano pesticidi e tenevano comunque gli orti rigogliosi, perché lasciavano che fosse la natura a difendersi da sola. Sul balcone, mezzo secolo dopo, la lezione vale ancora.
