Il prezzemolo arriva dall'area mediterranea e dal Medio Oriente, mentre il basilico proviene dall'Asia tropicale ed è noto in Europa fin dall'antichità, arrivato lungo le rotte commerciali con l'Oriente. Entrambi sono diventati simbolo della cucina italiana, sebbene la loro storia sia ben più cosmopolita. Una credenza molto diffusa tra i coltivatori amatoriali è che si tratti di piante "facilissime" e che bastino acqua abbondante e un po' di luce per farle prosperare. In realtà, prezzemolo e basilico hanno esigenze precise e soffrono rapidamente di errori di coltivazione, soprattutto quando coltivati in vaso.
Il prezzemolo presenta due principali varietà coltivate: il prezzemolo riccio (Petroselinum crispum var. crispum), con foglie ondulate e decorative, e il prezzemolo italiano a foglia piatta (Petroselinum crispum var. neapolitanum) più profumato e utilizzato dai cuochi. Il basilico offre più opzioni: il Genovese è la varietà regina per il pesto, il Napoletano ha foglie più grandi e sapore robusto, il Thai è piccolo e speziato. Il prezzemolo è una biennale che raggiunge 20-30 centimetri nel primo anno e fiorisce nel secondo, mentre il basilico è annuale e non supera i 40 centimetri. Entrambi presentano foglie ricche di vitamina C, vitamina K e antiossidanti, con il basilico che contiene inoltre eugenolo, un composto aromatico dalle proprietà antimicrobiche.
Il motivo principale per cui prezzemolo e basilico soffrono in balcone riguarda l'equilibrio idrico e la temperatura. Il prezzemolo, sebbene tolleri meglio l'umidità, non sopporta i ristagni radicali che provocano marcescenza: le radici entrano in ipossia e la pianta declina rapidamente. Il basilico è ancora più sensibile al freddo e all'eccesso d'acqua: ha radici superficiali che marciscono facilmente, e temperature sotto i 10°C lo paralizzano. Molti coltivatori commettono l'errore di innaffiare ogni giorno, pensando che le piante in vaso abbiano sete costante, quando in realtà il terriccio potrebbe già essere saturo. Un altro errore frequente è collocare il vaso in piena ombra: il basilico chiede almeno sei ore di sole diretto, mentre il prezzemolo si accontenta di quattro o cinque e in piena estate gradisce anzi l'ombra del pomeriggio.
Come coltivarle in casa
- Esposizione: posiziona i vasi in balcone rivolto a sud o sud-est, dove ricevono sole diretto per almeno 6-8 ore. Il prezzemolo, al contrario, in luglio e agosto sta meglio se protetto dal sole delle ore centrali.
- Innaffiatura: innaffia quando i primi 2 centimetri di terriccio sono asciutti al tatto. Non aspettare che si secchi completamente, ma evita il terreno zuppo. In estate richiede più acqua, in inverno molto meno.
- Terriccio: usa un mix leggero di torba, perlite e terriccio universale in parti uguali, oppure acquista una miscela già pronta per aromatiche. Assicurati che il vaso abbia fori di drenaggio sul fondo.
- Potatura e raccolta: pizzica regolarmente i germogli apicali del basilico per mantenerlo cespuglioso e ritardare la fioritura. Per il prezzemolo, raccogli le foglie esterne dal basso verso l'alto, lasciando il centro integro.
- Vaso: al basilico bastano 3-5 litri, cioè un contenitore largo 18-20 centimetri, purché non debba dividere lo spazio con altre piante. Il prezzemolo ne chiede uno più profondo, almeno 25-30 centimetri, perché sviluppa un fittone; essendo biennale, il secondo anno va a fiore e conviene riseminarlo.
Se la pianta inizia a ingiallire nonostante le innaffiature, il problema è quasi sempre il ristagno: togli il vaso dal sottovaso, lascia evaporare l'umidità in eccesso e usa un terriccio più drenante nel rinvaso. Pota tutte le parti marcescenti e sposta il vaso in un luogo più luminoso e ventilato. Il basilico può riprendersi da una situazione di sofferenza se lo si coglie in tempo: la capacità di ricrescita è eccellente finché la pianta non ha steli completamente lignificati.
La cimatura, il gesto che decide quanto dura la pianta. Il basilico è annuale e il suo obiettivo è fare semi: appena in cima ai fusti spunta la spiga dei fiorellini bianchi, tutta l'energia va lì e la produzione di foglie si ferma. Quelle che restano diventano più piccole e coriacee e l'aroma vira all'amaro. Il rimedio è semplice e va fatto ogni volta che compare: si pizzicano via le cime fiorali appena si formano, tagliando poco sopra una coppia di foglie. Così la pianta rimanda la fioritura e riparte a produrre germogli nuovi, e da ogni taglio ne escono due — il cespuglio si infoltisce invece di filare verso l'alto. È il motivo per cui un basilico cimato con costanza arriva a settembre inoltrato, mentre uno lasciato fiorire finisce a metà agosto.