La valeriana officinale (Valeriana officinalis) è una pianta erbacea perenne dal profumo caratteristico, coltivata da secoli per le proprietà delle sue radici. Chi desidera coltivarla scoprirà che non è capricciosa: cresce bene sia in orto sia in vaso, purché trovi condizioni di base corrette. Questo articolo spiega come garantirle le cure necessarie dalla semina alla raccolta.

Una precisazione che evita malintesi al momento dell'acquisto: in Italia "valeriana" è anche il nome comune della Valerianella locusta, la piccola insalata invernale che altrove si chiama songino o gallinella. Sono piante di generi diversi e con usi diversi: una si mangia in insalata, l'altra si coltiva per la radice. Qui si parla della seconda.

Dove posizionare la valeriana

La valeriana ama le posizioni luminose, ma tollera bene anche la mezz'ombra. In pieno sole cresce robusta, soprattutto nelle regioni più fredde; in aree calde dell'Italia meridionale, una leggera ombra pomeridiana la protegge dal calore eccessivo estivo. La pianta non teme affatto il freddo, ma non aspettarti che resti verde: è un'erbacea perenne, in autunno la parte aerea ingiallisce e scompare del tutto, e il rizoma passa l'inverno sottoterra per ricacciare in primavera. Sparire, per lei, è il comportamento normale e non un segnale di morte.

Il terreno e il drenaggio

La valeriana non è esigente, ma preferisce un terriccio fertile e ben drenato. In orto, prepara il suolo aggiungendo compost maturo o humus per arricchirlo. Se il terreno è argilloso e compatto, incorpora sabbia e materiale organico per favorire il passaggio dell'acqua: le radici marciscono facilmente se il suolo trattiene troppa umidità.

In vaso, usa un composto leggero: miscela in parti uguali terriccio universale, sabbia e compost maturo. Il vaso deve avere fori di drenaggio sul fondo e un diametro di almeno 25-30 centimetri, che però vanno considerati il minimo assoluto. La valeriana officinale non è una pianticella da davanzale: in piena vegetazione supera il metro e può arrivare a un metro e mezzo, con ombrelle di fiorellini bianchi o rosati in cima. Se l'obiettivo è la radice, più il contenitore è profondo, meglio è.

Come seminare e moltiplicare

La valeriana si propaga per semi o per divisione delle radici. Ecco i metodi principali:

Innaffiatura e umidità

La valeriana preferisce un terreno costantemente umido ma non zuppo. Innaffia regolarmente: in primavera ed estate ogni 2-3 giorni, a seconda delle piogge e della temperatura; in autunno e inverno riduci le bagnature. La pianta mostra chiaramente i segnali di sofferenza: se le foglie ingialliscono e appassiscono, diminuisci l'acqua; se le foglie diventano secche e fragili, aumentala.

In vaso, controlla con il dito l'umidità del terriccio prima di innaffiare: se i primi 2 centimetri sono asciutti, è il momento di irrigare.

Concimazione e cure

La valeriana non necessita di concimazioni abbondanti. Un apporto di compost maturo o di concime granulare bilanciato (tipo NPK 10-10-10) in primavera e un altro in estate è sufficiente. Se usi fertilizzante liquido diluito, applicalo ogni 3-4 settimane durante la stagione di crescita. Attenzione a non esagerare con l'azoto: spinge la pianta a fare foglie a scapito della radice, che è poi la parte che interessa.

Rimuovi regolarmente le foglie appassite o danneggiate per evitare l'insorgenza di malattie fungine. Se noti attacchi di afidi o ragnetto rosso, intervieni con un getto d'acqua deciso sulla pagina inferiore delle foglie, oppure con sapone molle di potassio diluito, sempre di prima mattina così che il fogliame asciughi entro sera.

Rinvaso e mantenimento

In vaso, rinvasa la valeriana ogni anno all'inizio della primavera, oppure ogni due anni se la pianta non cresce molto. Scegli un contenitore solo leggermente più grande del precedente. Sostituisci il terriccio esaurito con una miscela fresca e pota i fusti appassiti.

Raccolta delle radici

Le radici di valeriana si raccolgono dopo il secondo anno di coltivazione, quando la pianta ha accumulato la maggiore concentrazione di principi attivi. In autunno (settembre-ottobre) o in primavera (marzo-aprile), estrai delicatamente la pianta con uno scavino, lava rapidamente le radici sotto l'acqua corrente senza lasciarle a bagno, e mettile ad asciugare all'ombra, in un luogo ventilato e a temperatura inferiore ai 40°C. Il sole diretto e il calore eccessivo degradano proprio i composti volatili per cui la radice viene raccolta: un essiccatoio, o un forno alla temperatura minima con lo sportello socchiuso, vanno bene; il davanzale al sole no. Una volta secche, conservale in contenitori ermetici al riparo da umidità e luce.

Due avvertenze prima di usarle. La prima riguarda le persone: la valeriana ha un effetto sedativo reale, non simbolico, e per questo interagisce con l'alcol, con i sonniferi e con gli ansiolitici, potenziandone gli effetti. Non va assunta prima di mettersi alla guida o di usare macchinari, e chi segue una terapia farmacologica, è in gravidanza o allatta ne parli prima con il medico. La seconda riguarda i gatti: l'odore della radice li attira quanto e più dell'erba gatta, e un vaso di valeriana su un balcone frequentato da gatti di quartiere rischia di essere scavato e rovesciato con regolarità. Chi la coltiva sa che a volte il problema non è farla crescere, è difenderla.

Errori comuni da evitare

L'errore più frequente è l'eccesso d'acqua: la valeriana soffre il ristagno idrico più di qualunque altra avversità. Evita di posizionare il vaso su piatti pieni d'acqua e assicura drenaggio rapido. Inoltre, non piantare troppo fitto: vista la mole che raggiunge, la valeriana vuole 30-40 centimetri fra una pianta e l'altra, distanza che consente una crescita equilibrata e riduce i problemi fungini.

E le foglie?

Vale la pena chiarirlo, perché la confusione è frequente: nella valeriana officinale la parte utilizzata è la radice con il rizoma, non la foglia. Le foglie non contengono i composti per cui la pianta è conosciuta e non hanno un uso tradizionale in tisana. Si possono asportare le cime durante la stagione per contenere la pianta, ma vanno considerate scarto, non raccolto.

Domande frequenti sulla valeriana

Quanto tempo impiega la valeriana a crescere fino al raccolto?

Dal seme, la pianta raggiunge maturità in 18-24 mesi. Partendo da rizomi già sviluppati, il tempo si dimezza. Le foglie si usano già dal primo anno, mentre le radici si raccolgono in sicurezza dal secondo anno in poi.

La valeriana è una pianta perenne o annuale?

È perenne: con le giuste cure, la stessa pianta continua a produrre foglie e nuove radici per 3-4 anni o più. Dopo questo periodo, è opportuno rinnovare le colture con nuove piantine.

Posso coltivare la valeriana sul balcone in vaso durante l'inverno?

Sì. Anche se la crescita rallenta con il freddo, la valeriana resiste bene. In zone con inverni miti, continua a vegetare lentamente. Nelle aree con gelo intenso, proteggi il vaso avvolgendolo con tela in fibre naturali oppure trasferisci il contenitore vicino a una parete esposta a sud.