Sono 19 le città con il bollino rosso oggi, e il caldo dovrebbe rinforzarsi ancora fino a Ferragosto. Chi tiene le piante sul balcone si accorge subito della differenza: la terra dei vasi si asciuga in poche ore, le foglie si afflosciano nel pomeriggio, i fiori durano un giorno solo. La ragione è semplice e vale la pena saperla: sul balcone il calore arriva da tutte le parti.

Il muro alle spalle accumula il calore e lo restituisce fino a sera. Il pavimento scotta. Il vaso si scalda anche dai lati, e la terra dentro è poca. Una pianta in piena terra ha metri di suolo fresco sotto le radici; una in vaso ha pochi litri di terra che diventano tiepidi. Ecco i cinque gesti utili in questi giorni.

1. Spostali via dal sole del pomeriggio

È il gesto più efficace, e non costa nulla. Il sole che fa danno non è quello del mattino ma quello che picchia tra le due e le sei, quando anche il muro e il pavimento del balcone hanno già accumulato calore.

Basta portare i vasi in un punto ancora luminoso ma riparato in quelle ore. Se il balcone non ha zone d'ombra si usa un telo ombreggiante o una vecchia tenda, fissati in modo che filtrino la luce senza chiudere l'aria. Le piante che stanno peggio sono quelle appoggiate al muro esposto: quelle vanno spostate per prime.

2. Bagna al mattino presto, lenta e alla base

Il controllo si fa con un dito nella terra, nei primi centimetri. Se è asciutta si bagna, se è ancora fresca si aspetta. Sul balcone in questi giorni la verifica va fatta ogni giorno, anche due volte per i vasi piccoli.

L'acqua va data piano e alla base, mai sulle foglie sotto il sole. Un getto veloce scivola sulla superficie e se ne va dal foro di scolo senza bagnare nulla. Un filo lento invece scende e arriva alle radici. Il momento migliore è il mattino presto, prima che il balcone si scaldi. La sera si torna solo se la terra è davvero asciutta in profondità.

3. Copri quello che sta sotto

La terra nuda in un vaso al sole perde acqua in fretta. Uno strato di corteccia, argilla espansa, ghiaia chiara o anche foglie secche steso sopra rallenta l'evaporazione e tiene le radici più fresche.

È un intervento da fare adesso e non dopo, perché serve proprio nei giorni del picco. Va lasciato libero il punto dove il fusto entra nella terra. Sul balcone funziona bene anche l'argilla espansa chiara, che riflette la luce invece di assorbirla come fa la terra scura.

4. Avvicinali tra loro

È il trucco che quasi nessuno usa e che sul balcone funziona molto bene. Mettendo i vasi vicini si crea un piccolo ambiente più umido, perché l'acqua che ogni pianta traspira resta tra le foglie invece di disperdersi.

I vasi esterni fanno da scudo a quelli interni, e le piante più resistenti proteggono le più delicate. Conviene mettere al centro quelle che soffrono di più, come le felci e le piante d'appartamento portate fuori. Un gruppo compatto in un angolo ombreggiato regge il caldo molto meglio di vasi sparsi al sole.

5. Togli i fiori appassiti e controlla i sottovasi

Ogni fiore secco che resta sulla pianta del balcone consuma energia che in questi giorni serve altrove. Toglierli con le dita è un gesto leggero, che non apre ferite e alleggerisce il lavoro della pianta.

I sottovasi vanno guardati con attenzione. Un fondo d'acqua che resta tiepido per ore non disseta: fa marcire le radici e attira le zanzare. Si lascia solo se ci sono argilla o ghiaia a tenere il vaso sollevato, altrimenti si svuota. Sul balcone, in giornate come queste, conviene controllarli la sera.

Due cose invece si rimandano: concimare e potare. Con questo caldo le piante rallentano, non assorbono i nutrienti e ogni taglio apre tessuti che il sole brucia subito. Passato il picco si tolgono le foglie rovinate e si riprende con calma: il balcone torna verde più in fretta di quanto sembri adesso.