Chi parte due settimane ad agosto si porta dietro lo stesso pensiero: le piante. E la risposta non è un sistema unico, perché dipende da quanti giorni resti via. Per un fine settimana basta annaffiare bene prima di uscire di casa e spostare i vasi in un punto fresco e riparato. Da una settimana in su serve altro.
Qui sotto ci sono cinque sistemi, ordinati dal più economico al più affidabile, con l'autonomia reale di ciascuno. E una cosa da fare che quasi nessuno fa: provarlo qualche giorno prima di partire. Serve a verificare che l'acqua esca alla velocità giusta, senza lasciare il terreno asciutto o inzupparlo.
1. La bottiglia capovolta
È il sistema più usato e costa zero. Si riempie d'acqua una bottiglia di plastica, si fanno due o tre fori nel tappo e uno sul fondo, poi la si infila capovolta nel vaso vicino al fusto.
Il foro sul fondo è quello che dimentica quasi tutti, ed è indispensabile: senza, la bottiglia va in pressione e non eroga più nulla. Prima di infilarla conviene smuovere un po' la terra, altrimenti i fori si tappano contro il terreno compatto. Autonomia: fino a due settimane per un vaso medio, meno se il vaso è grande o l'esposizione è al sole pieno.
2. La corda e la bacinella
Si mette una bacinella d'acqua accanto ai vasi, si immerge dentro un capo di una corda di cotone e si infila l'altro nel terriccio, a qualche centimetro di profondità. L'acqua risale per capillarità e passa nel terreno man mano che questo si asciuga.
Il vantaggio è che una bacinella può servire più vasi insieme, con una corda per ciascuno. L'autonomia dipende solo da quanta acqua ci sta nel contenitore: una bacinella capiente regge tranquillamente le due settimane. Va tenuta all'ombra, altrimenti evapora prima di essere assorbita.
3. I coni in terracotta
Sono piccoli coni porosi che si infilano nel vaso e si collegano con un tubicino a una bottiglia o a un serbatoio. La terracotta rilascia acqua solo quando la terra intorno è asciutta, quindi la pianta beve quando ha sete e non prima.
È il sistema più intelligente dei cinque e alcuni lo usano tutto l'anno, non solo in vacanza. La riserva dura settimane se il contenitore è grande. C'è però un difetto onesto da segnalare: regolare il flusso è difficile, e capita che una bottiglia si svuoti in poche ore o al contrario si blocchi del tutto per un tappo di terra. È il sistema che va provato prima con più attenzione degli altri.
4. Il gel di cellulosa
Sono flaconcini di acqua gelificata dentro un involucro di cellulosa, da interrare a due o tre centimetri di profondità dopo aver bagnato bene il vaso. I microrganismi del terreno consumano l'involucro poco alla volta e l'acqua esce gradualmente.
Le confezioni dichiarano fino a trenta giorni, ma l'autonomia reale sta tra i quindici e i venti, e varia molto con la temperatura, la grandezza del vaso e quanta acqua chiede quella pianta. È il sistema più comodo di tutti, non richiede montaggio, e per due settimane in appartamento è più che sufficiente.
5. I vasi con riserva d'acqua
Hanno un serbatoio nella parte bassa e cordoncini interni che portano l'acqua alle radici. La pianta assorbe quello che le serve, quando le serve.
È la soluzione più affidabile in assoluto, ma va preparata per tempo: bisogna travasare le piante nei giorni precedenti la partenza, e un travaso ad agosto sotto il caldo è uno stress in più. Ha senso per chi si assenta spesso, non per una vacanza sola. Chi ha molti vasi può usare in alternativa una stuoia capillare: un tappeto umido collegato a una riserva, su cui si appoggiano i vasi.
Cosa fare comunque prima di partire
Nessuno dei cinque sistemi funziona se le piante restano dove sono. Vanno spostate lontano dal sole diretto, in un punto luminoso ma riparato, perché all'ombra consumano molta meno acqua.
Conviene anche raggrupparle: vicine creano tra loro un'aria più umida e si asciugano più lentamente. Chi ha piante da appartamento può metterle tutte insieme in bagno, sopra un asciugamano bagnato o una stuoia, lasciando un po' di luce: al buio completo non vanno mai lasciate. E prima di uscire si tolgono fiori appassiti e boccioli, che consumano acqua senza servire a nulla.
Un'ultima cosa che vale più di ogni sistema: annaffiare bene la sera prima di partire, in profondità e lentamente. Un terreno bagnato fino in fondo parte con quindici giorni di vantaggio rispetto a uno inumidito in superficie.
