Il balcone fiorito di una casa italiana difficilmente manca di petunie. Ci sono da decenni, così familiari che quasi dimentichiamo di avere a che fare con una pianta forestiera, nata molto lontano dall'Europa. La petunia (Petunia x hybrida) è una delle grandi storie di viaggio botanico: un fiore che ha percorso oceani, è stato trasformato da coltivatori e ibridatori, e ha infine conquistato il gusto dei giardinieri europei e italiani come pochi altri fiori hanno saputo fare.

L'origine in America del Sud

La petunia è originaria dell'America del Sud, in particolare dalle regioni del Brasile e dell'Argentina. Il genere Petunia appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa delle patate, dei pomodori e del tabacco. I botanici europei scoprirono questa pianta nel corso dei viaggi di esplorazione dei secoli XVII e XVIII, quando specie vegetali dalle Americhe iniziavano a raggiungere i giardini europei. Le prime petunie europee discendono principalmente da due specie selvatiche: la Petunia violacea e la Petunia nyctaginiflora, che furono ibridate ripetutamente dai coltivatori lungo il corso dell'Ottocento. Questi incroci produssero le prime forme intermedie, dai quali poi derivarono le moderne varietà ibride.

L'arrivo in Europa e la diffusione

Durante il XVIII e il XIX secolo, le petunie iniziarono a circolare tra gli orti botanici europei e i giardini dei collezionisti di piante rare. La loro diffusione fu inarrestabile: il fiore era facile da coltivare, resistente, capace di fiorire per mesi, e soprattutto offriva una gamma di colori vivaci e attraenti. Nel corso dell'Ottocento, i coltivatori europei, e specialmente inglesi e francesi, cominciarono a selezionare le forme migliori e a creare ibridi nuovi con fiori sempre più grandi, colorati e duraturi. La petunia moderna, quella che conosciamo oggi, è in gran parte il risultato di questo lavoro sistematico di incrocio e selezione che durò per decenni.

Come nasce la varietà che coltiviamo oggi

Le petunie attuali sono il prodotto di una lunga evoluzione controllata. Quello che coltivatori e giardinieri hanno fatto è stato sottoporre queste piante a pressioni selettive molto forti: sceglievano i fiori più grandi, i colori più intensi, le piante più compatte e ordinate, e le incrociavano tra loro, generazione dopo generazione. Nel tempo, questa pratica ha creato forme molto diverse dalle petunie selvatiche originarie. Oggi esistono varietà nane, a fiore grande, a fiore piccolo, bicolori, con margini ondulati o con striature. Ci sono petunie uniformi, pendenti, a corona doppia. Le moderne linee di selezione sono il frutto di ricerche genetiche e agronomiche che non avrebbero sorpreso i botanici del passato, ma che hanno raggiunto livelli di complessità impensabili nel Settecento.

Un fiore che sfida le aspettative del giardiniere

Una curiosità poco nota è che molti giardinieri credono che le petunie modiche siano meno rustiche e robuste di quelle più semplici. In realtà, non è sempre così. Sebbene le forme ibridate selezionate per i caratteri ornamentali più spettacolari possano richiedere più attenzione alla coltivazione, la petunia rimane una pianta sorprendentemente tollerante rispetto a molti altri fiori da balcone. Resiste bene ai periodi di siccità, non teme il caldo, e se le condizioni sono favorevoli riesce a mantenersi in fiore da maggio fino ai primi freddi. La ragione di questa robustezza genetica risiede proprio nell'origine: i suoi progenitori selvatici crescevano in ambienti difficili dell'America del Sud, caratterizzati da alternanze di umidità e aridità, da temperature estreme. Questo patrimonio genetico ancora risiede nelle varietà coltivate attuali, nascoste sotto i fiori doppi e i colori saturi.

Ogni volta che collochiamo una petunia nel nostro vaso sul balcone, o che la trapiatiamo nell'aiuola, accogliamo una storia di centocinquanta anni di viaggi, di ibridazioni, di scelte botaniche pazienti. Il fiore che sboccia è il risultato di decisioni prese da coltivatori europei e poi americani, di semi scambiati tra orti botanici, di professionalità tramandata di generazione in generazione tra chi coltiva le piante. La petunia non è nata nei nostri giardini, ma li ha adottati con una dedizione che pochi altri fiori hanno mai dimostrato.