Quando una Pianta Ragno adulta comincia a produrre lunghi steli arcuati e ricadenti, possono comparire piccole copie della pianta madre. Hanno già foglie proprie e, crescendo, possono iniziare a mostrare anche le prime radici.
È proprio questo materiale che possiamo utilizzare per ottenere nuove piante. Chlorophytum comosum, il nome botanico della Pianta Ragno, si propaga infatti facilmente attraverso queste piantine prodotte sui lunghi steli, spesso chiamati anche stoloni.
Non dobbiamo quindi tagliare una foglia della pianta madre e neppure dividere necessariamente il cespo. In questo caso è la stessa Pianta Ragno a prepararci il materiale di propagazione e a lasciarlo pendere oltre il bordo del vaso.
Le piantine possono essere separate e messe direttamente nel substrato oppure fatte radicare prima in acqua. Il sistema è semplice perché partiamo da una piccola rosetta già formata e dobbiamo soprattutto aiutarla a sviluppare un apparato radicale indipendente.
Quali piantine scegliere
Non tutte le piccole rosette presenti sui lunghi steli si trovano necessariamente nello stesso stadio di sviluppo. Alcune possono essere appena comparse, mentre altre possiedono già diverse foglie e possono mostrare alla base l'inizio delle radici.
Per rendere più semplice la propagazione conviene scegliere una piantina ben formata. La Royal Horticultural Society consiglia di utilizzare plantule di buone dimensioni che abbiano già sviluppato le proprie radici quando si sceglie di farle attecchire direttamente nel compost.
North Carolina State University Extension descrive lo stesso fenomeno: sui lunghi stoloni della Pianta Ragno si formano fiori e plantule e, maturando, le piccole piante possono sviluppare radici aeree.
Non abbiamo quindi motivo di avere fretta e staccare la prima minuscola rosetta appena comparsa. Se sullo stesso stelo sono presenti più piantine, possiamo scegliere quelle maggiormente sviluppate e lasciare ancora crescere le altre.
Osservare la base della rosetta è particolarmente utile: una piantina già provvista delle proprie radici è pronta per essere sistemata direttamente nel substrato. Esiste però anche la possibilità di separare una plantula e far sviluppare ulteriormente le radici in acqua.
Preparare la piantina
La propagazione della Pianta Ragno richiede molta meno preparazione rispetto a una normale talea di ramo. La piccola rosetta possiede già le proprie foglie e non dobbiamo dividerla in sezioni o eliminare gran parte del fogliame.
Quando abbiamo scelto la piantina da propagare possiamo separarla dal lungo stelo che la collega alla pianta madre, evitando di danneggiarne la base e le eventuali giovani radici.
La RHS indica due possibilità. Le plantule possono essere messe direttamente in un vaso con compost oppure, dopo essere state separate, collocate in acqua affinché le radici possano svilupparsi prima del trasferimento nel terriccio.
Non è quindi obbligatorio passare dall'acqua. Se abbiamo scelto una plantula ben sviluppata e provvista delle proprie radici, possiamo sistemarla direttamente nel nuovo vaso.
Non serve neppure lasciare asciugare per giorni il punto di separazione come può accadere con le talee di alcune piante succulente. In questo caso il materiale di propagazione è già una piccola pianta formata che deve soprattutto stabilire il proprio apparato radicale nel nuovo ambiente.
Nel terriccio
Prepariamo un piccolo contenitore con fori di drenaggio e un substrato adatto alla coltivazione delle piante d'appartamento. La RHS consiglia per la Pianta Ragno un compost multiuso senza torba.
Creiamo una piccola cavità e sistemiamo la base della plantula nel substrato, facendo in modo che le radici siano correttamente a contatto con il compost. Avviciniamo poi delicatamente il terriccio per mantenere stabile la giovane pianta.
Non bisogna seppellire la rosetta. Le foglie devono rimanere sopra il livello del substrato: sono le radici e la loro zona di origine a dover trovare posto nel terriccio.
Possiamo preparare un piccolo vaso per ciascuna piantina oppure utilizzare più plantule per ottenere successivamente un contenitore dall'aspetto più pieno, lasciando comunque spazio sufficiente alla crescita delle singole rosette.
Esiste poi l'alternativa dell'acqua. La RHS conferma che gli "spiderlings" possono essere separati e collocati in un recipiente con acqua; quando le radici si sono allungate, possono essere trasferiti singolarmente nei propri vasi.
Quanta acqua
Durante l'attecchimento dobbiamo evitare di trasformare il nuovo vaso in un ambiente costantemente fradicio. La Pianta Ragno apprezza una certa disponibilità d'acqua, ma questo non significa che le radici debbano rimanere immerse in un substrato saturo.
Dopo la messa a dimora possiamo inumidire il compost e lasciare defluire l'acqua in eccesso. Successivamente manteniamo il substrato moderatamente umido durante l'attecchimento, evitando che rimanga fradicio o che il vaso resti nell'acqua.
La RHS raccomanda infatti di annaffiare regolarmente la Pianta Ragno, ma di non lasciarla in un compost impregnato d'acqua. L'acqua eventualmente accumulata nel sottovaso o nel coprivaso deve essere eliminata.
Non serve seguire un calendario rigido. Temperatura, dimensioni del vaso e condizioni dell'ambiente modificano la velocità con cui il substrato perde umidità. Conviene quindi controllare realmente il terriccio prima di aggiungere altra acqua.
Quando la giovane pianta sarà stabilizzata, potremo progressivamente gestire l'irrigazione come per gli altri esemplari di Chlorophytum.
Dove sistemarla
Una volta messa nel proprio vaso, la giovane Pianta Ragno va sistemata in una posizione luminosa senza sottoporla improvvisamente a un sole diretto molto intenso.
La Pianta Ragno è piuttosto adattabile e la RHS la descrive come capace di crescere sia in ambienti interni luminosi sia con livelli di luce più bassi. Il sole forte può però provocare danni al fogliame, soprattutto nelle forme variegate.
Una posizione con buona luce indiretta permette quindi di seguire facilmente le prime fasi della nuova pianta senza sottoporla inutilmente a condizioni estreme.
Per Chlorophytum comosum la RHS indica la coltivazione come pianta d'appartamento, sotto vetro oppure in ambiente privo di gelo e, idealmente, sopra i 10 °C.
Quando la plantula avrà stabilito il proprio apparato radicale potrà essere trattata progressivamente come una normale Pianta Ragno adulta.
Capire se ha radicato
Per controllare se la propagazione sta funzionando non dobbiamo estrarre periodicamente la piantina dal vaso. Le giovani radici devono avere il tempo di colonizzare il nuovo substrato senza essere continuamente disturbate.
Uno dei segnali più semplici è la ripresa della crescita. Una plantula che rimane vitale e comincia a produrre nuove foglie sta progressivamente diventando indipendente dalla pianta madre.
Anche la stabilità nel vaso aumenta con lo sviluppo dell'apparato radicale. Possiamo sfiorare delicatamente la giovane pianta senza tirarla: con la crescita delle radici tenderà a essere meglio ancorata al substrato.
Se invece abbiamo scelto la propagazione iniziale in acqua, possiamo osservare direttamente l'allungamento delle radici. Quando sono sufficientemente sviluppate, la piantina può essere trasferita nel compost.
Non serve quindi estrarla dal terriccio per cercare conferme. Nuova crescita e progressiva stabilità sono segnali molto più utili e non rischiano di danneggiare le radici appena formate.
Da uno stelo ricadente a nuovi vasi di Pianta Ragno
Quando una Pianta Ragno adulta produce numerose plantule possiamo scegliere di lasciarle pendere, conservando il caratteristico effetto a cascata, oppure utilizzarne alcune per creare nuovi esemplari.
Le giovani rosette radicate possono essere sistemate singolarmente in piccoli vasi oppure riunite in un contenitore più ampio per ottenere con il tempo un effetto più ricco. I vasi sospesi sono particolarmente adatti al Chlorophytum perché permettono ai lunghi steli di ricadere liberamente.
C'è però un dettaglio interessante da conoscere se vogliamo che la pianta madre continui a produrre nuove plantule. North Carolina State University Extension segnala che la loro formazione è influenzata anche dal fotoperiodo: stoloni e plantule sono favoriti da giornate più corte e notti lunghe e ininterrotte. La stessa fonte avverte inoltre che un'eccessiva fertilizzazione può ridurre la produzione delle plantule.
Non serve quindi aumentare il concime nella speranza di ottenere più "figli". La produzione delle giovani piante dipende dalla fisiologia e dalle condizioni nelle quali cresce l'esemplare madre.
Per moltiplicarla, invece, il procedimento resta estremamente semplice: plantula ben sviluppata, separazione dal lungo stelo, radici nel substrato, umidità senza ristagno, buona luce indiretta e tempo per attecchire. Gran parte del lavoro è già stato fatto dalla Pianta Ragno: noi dobbiamo soltanto dare alla sua piccola copia un vaso nel quale continuare a crescere.
