La luna piena di agosto è passata all'alba del 28. Da oggi comincia la fase calante, e nelle campagne era proprio questo il momento in cui si metteva mano ai cespugli sfioriti. La lavanda, che a fine agosto ha ormai perso il colore delle spighe, rientrava fra le piante da sistemare in questi giorni.

La ragione della scelta era pratica prima che simbolica. Con la luna calante si potava, si raccoglieva ciò che doveva conservarsi e si evitava di seminare. Che la fase lunare influisca davvero sulla pianta è cosa non dimostrata, ma il calendario che ne derivava collocava gli interventi nel momento agronomicamente giusto: fine estate, prima che le temperature scendano.

Perché la lavanda va accorciata adesso

Un cespuglio lasciato senza potatura tende a spogliarsi alla base e a lignificare. Il legno vecchio della lavanda non ricaccia: se si taglia troppo in basso, su una parte ormai secca, quel ramo non produce più. È l'errore più comune e il motivo per cui molti cespugli dopo qualche anno diventano radi e scomposti al centro.

Le nonne intervenivano quando le spighe erano ormai scolorite e la pianta aveva finito di dare. Accorciavano gli steli fioriti fermandosi sulla parte ancora verde, senza scendere nel legno. Il risultato era una forma tondeggiante e compatta, che l'anno successivo rifioriva su tutta la superficie.

Cosa si faceva delle spighe raccolte

Nulla veniva buttato. Le spighe, anche quelle già sbiadite, si legavano in mazzetti e si appendevano a testa in giù in un luogo asciutto e al riparo dalla luce diretta. Il buio serviva a non far perdere il colore, la corrente d'aria a evitare che ammuffissero.

Una volta secchi, i fiori si sbriciolavano nei sacchetti di tela da mettere fra la biancheria. Era l'uso più diffuso: la lavanda tiene lontane le tarme dai tessuti di lana, e nelle case senza armadi chiusi era una difesa concreta per i capi invernali che si stavano per tirare fuori.

Gli steli spogli non finivano nel fuoco subito. Si tenevano da parte e si bruciavano nel camino d'inverno, qualche stelo alla volta, per il profumo che lasciavano nella stanza.

Gli altri usi in casa

Oltre ai sacchetti per la biancheria, la lavanda secca entrava in cucina e nelle pulizie. Qualche fiore finiva nell'aceto lasciato a riposare, che poi serviva per lucidare i vetri e i mobili. Nelle dispense si mettevano rametti fra i sacchi di farina e legumi, dove l'odore aiutava a tenere lontani gli insetti. E si conservava sempre un mazzetto intero, appeso in cucina, da sfregare fra le mani quando si voleva profumare la stanza.

Il resto del cespuglio

Dopo la potatura si passava alla base. Si toglievano le foglie cadute e le erbe cresciute intorno al colletto, perché la lavanda soffre l'umidità ferma alla base più del freddo. Nelle zone dove l'inverno è rigido si rincalzava un po' di terra intorno al piede, senza coprire i rami.

Non si concimava. La lavanda dà il meglio su terreni poveri, e un apporto di azoto a fine estate spingerebbe una vegetazione tenera che il primo freddo danneggia. Chi la coltiva in vaso trova anche qui la stessa indicazione: da adesso l'acqua si riduce e si sospende il concime.

Cosa resta valido

Il calendario lunare non ha una spiegazione agronomica accertata, ma la finestra che indicava per la lavanda è corretta. Potare a fine agosto, subito dopo la fioritura, lascia alla pianta il tempo di chiudere i tagli e irrobustirsi prima dell'inverno. Aspettare l'autunno inoltrato significa esporre ferite fresche al freddo.

Chi ha più cespugli può fare come si faceva allora: prima quelli in pieno sole, che hanno finito di fiorire per primi, e negli ultimi giorni quelli in posizione più riparata, dove le spighe reggono qualche giorno in più.

Se il cespuglio è ormai vecchio e spoglio al centro, la potatura di fine agosto non basta a recuperarlo. In quel caso conviene valutare una talea da rami dell'anno, come si faceva per rinnovare le siepi senza comprare piante nuove. Chi coltiva in contenitore trova indicazioni utili anche in lavanda in vaso sul balcone: il segreto per farla durare anni, mentre sulle ragioni dell'esposizione si può leggere perché la lavanda ama il sole pieno.