Ferragosto è passato e per il basilico comincia un'altra fase. La pianta ha dato il massimo tra luglio e i primi di agosto, adesso tende a fiorire e a chiudere il ciclo. I gesti che la tengono produttiva sono quattro e si tramandano da sempre.

Ma quest'anno se ne aggiungono altri tre, dettati dal meteo. Da domani l'anticiclone cede e arrivano i primi temporali, con un calo delle temperature tra i quattro e i sette gradi al Nord e sull'Adriatico. Per una pianta abituata a tre settimane di caldo secco è un cambio brusco, e va gestito.

I primi due gesti: fiori via e taglio dall'alto

Il basilico a fine agosto monta a fiore. Spuntano le spighette bianche in cima ai rametti e da quel momento la pianta sposta tutto verso i semi: le foglie rallentano e diventano amare.

Vanno tolte subito, pizzicandole con le dita appena compaiono. Il secondo gesto riguarda il modo di raccogliere: mai le foglie grandi dal basso, sempre la cima del rametto tagliata appena sopra una coppia di foglie. Da quel nodo partono due germogli nuovi e il basilico si infoltisce invece di spogliarsi.

Il terzo: la talea per averlo in casa

È il gesto che quasi nessuno fa più e che permette di non ricomprare la piantina a maggio. Si taglia un rametto sano di dieci centimetri, si tolgono le foglie basse e si mette in un bicchiere d'acqua sul davanzale.

Nel giro di una decina di giorni spuntano le radici, e a quel punto si travasa in un vasetto con terriccio leggero. Fine agosto è il momento giusto perché la pianta è ancora in piena vegetazione. Un basilico nato da talea adesso passa l'inverno in casa vicino a una finestra luminosa e riparte in primavera.

Il quarto: conservare il raccolto

Se si cimano i fiori si raccoglie molto, e quel basilico va conservato subito perché fresco dura pochissimo. I due metodi tradizionali sono entrambi validi e si scelgono in base all'uso.

Il congelamento è il migliore per l'aroma: foglie lavate e asciugate bene, tritate, messe negli stampini del ghiaccio con un filo d'olio. Il sale è più antico: foglie intere e asciutte alternate a strati di sale grosso in un barattolo di vetro. L'essiccazione all'aria invece sul basilico funziona male e fa perdere quasi tutto il profumo.

Il meteorologo dice di ridurre l'acqua

Qui comincia la parte che riguarda questa settimana in particolare. Con il cedimento dell'anticiclone le temperature scendono e l'evaporazione cala, quindi un vaso che fino a ieri chiedeva acqua ogni giorno adesso può reggerne due.

Continuare con il ritmo di luglio significa lasciare il terriccio bagnato più a lungo del necessario, e in una pianta che rallenta il rischio è il marciume delle radici. Il metodo resta lo stesso: dito nella terra, si bagna solo se i primi centimetri sono asciutti. Cambia soltanto la frequenza con cui la risposta è affermativa.

Foglie asciutte e vasi al riparo

Il secondo avvertimento riguarda la pioggia. Il basilico teme l'acqua sulle foglie molto più di quanto tema la sete, perché una foglia umida a lungo diventa terreno per peronospora e muffa grigia. Con i temporali e l'umidità che sale, il rischio si moltiplica.

Si bagna quindi solo la terra, mai il fogliame, e mai la sera. Chi ha il basilico in vaso ha un vantaggio in più: nei giorni di temporale forte lo può spostare sotto una tettoia. Sono previste anche grandinate in alcune regioni, e per una pianta dalle foglie tenere come questa la grandine è il danno peggiore in assoluto.

Il calendario di questi giorni è questo: fiori via ogni due giorni, taglio dall'alto, una talea per l'inverno, il raccolto in freezer. E poi meno acqua, mai sulle foglie, vaso al riparo se il cielo si fa scuro. Con questi sette gesti il basilico arriva tranquillamente a fine settembre.