Prendi un melone retato e guardalo da vicino. Sulla buccia ci sono centinaia di linee chiare che si incrociano, si interrompono e ripartono fino a formare una specie di rete. Sembrano quasi disegnate sulla superficie, ma basta passarci delicatamente un dito per accorgersi che sono in rilievo.

Quelle strane linee non sono una decorazione aggiunta quando il melone è ormai maturo. Si formano durante la crescita del frutto e dietro il loro aspetto si nasconde un processo sorprendente: la superficie può sviluppare minuscole fessurazioni e il melone reagisce creando tessuto protettivo nelle zone interessate.

Ma la rete racconta almeno altre due cose interessanti. Ci aiuta a capire perché alcuni meloni hanno la buccia ruvida mentre altri rimangono lisci e, osservata insieme ad altri segnali, può fornire informazioni sulla maturazione. Non significa però automaticamente che più rete equivalga a un melone più dolce.

COSA SCOPRIRAI

1. La rete compare mentre il melone sta crescendo

La prima cosa interessante è che il reticolo non compare tutto insieme. Si sviluppa progressivamente mentre il frutto aumenta di dimensioni.

Durante l'accrescimento, la parte interna del melone aumenta rapidamente di volume e la superficie deve assecondare questa espansione. Nei meloni predisposti alla retatura possono formarsi piccolissime fessure negli strati più esterni.

All'inizio sono difficili da vedere. Con il proseguire dello sviluppo diventano più estese e alcune finiscono per incontrarsi. È così che comincia progressivamente a prendere forma quella rete irregolare che osserviamo sul frutto maturo.

Gli studi condotti sulla formazione della retatura hanno seguito proprio questo processo, osservando come le fessure superficiali e la successiva risposta dei tessuti contribuiscano alla costruzione del caratteristico reticolo.

Quindi quelle linee che vediamo sul melone adulto sono anche una traccia di ciò che è successo alla sua superficie durante la crescita.

2. Quelle linee sono legate a un processo di riparazione

Questa è probabilmente la parte più sorprendente.

Quando la superficie si fessura, il frutto non rimane semplicemente aperto. I tessuti sottostanti reagiscono e nella zona interessata viene costruita una barriera protettiva.

Durante questo processo si sviluppano cellule con pareti che presentano sostanze come suberina e lignina. Il risultato è un tessuto resistente che contribuisce a proteggere la zona nella quale si è verificata la fessurazione.

È anche per questo che, toccando la rete di alcuni meloni, la sensazione è molto diversa da quella della normale superficie della buccia. Le linee possono sembrare ruvide, secche e quasi sugherose.

Possiamo quindi immaginare il reticolo come il risultato visibile di moltissimi piccoli eventi avvenuti durante lo sviluppo: la superficie si espande, compaiono microfessure e il frutto reagisce proteggendole.

Quello che a prima vista potrebbe sembrare un difetto è dunque una caratteristica normale dei meloni retati.

3. La rete può aiutare a osservare la maturazione, ma non dice tutto

La terza cosa interessante riguarda una domanda molto pratica: guardando quella rete possiamo capire se il melone è buono?

Una retatura ben sviluppata può essere uno degli elementi utilizzati per valutare lo sviluppo e la maturità commerciale di alcune tipologie di melone. Ma bisogna evitare una scorciatoia molto diffusa: pensare che il frutto con più linee sia necessariamente quello più dolce.

“Più rete = più zucchero” non è una regola affidabile.

L'aspetto della retatura dipende innanzitutto dalla varietà e dalle caratteristiche con cui il frutto si sviluppa. Due meloni differenti possono quindi presentare reti diverse senza che sia possibile stabilire la loro dolcezza semplicemente contando le linee.

La rete va osservata insieme ad altri indizi di maturazione propri della tipologia di melone che abbiamo davanti.

Perché alcuni meloni non hanno nessuna rete

A questo punto viene spontaneo chiedersi perché alcuni meloni abbiano una superficie coperta quasi completamente dal reticolo mentre altri siano perfettamente lisci.

Non dipende semplicemente dal fatto che un frutto sia più maturo dell'altro.

Esistono differenti gruppi e varietà di Cucumis melo e la capacità di sviluppare la retatura è fortemente legata alle loro caratteristiche genetiche e alla struttura della superficie del frutto.

Gli studi che hanno confrontato meloni retati e non retati hanno rilevato differenze nella cuticola e nei tessuti superficiali. In alcuni tipi la superficie è predisposta a sviluppare le fessurazioni e la successiva reticolatura durante l'espansione; in altri la buccia mantiene invece un aspetto molto più uniforme.

Un melone liscio, quindi, non è un melone al quale manca la rete: può essere semplicemente una tipologia che non deve produrla.

Cosa guardare quando scegli un melone

Se la rete da sola non basta, possiamo comunque osservare il frutto nel suo insieme.

Nei meloni retati è utile guardare anche il colore di fondo della buccia sotto il reticolo. A seconda della tipologia, con l'avanzare della maturazione le tonalità possono passare dal verde verso colori più crema o giallastri.

Anche il profumo può offrire un'indicazione: nei meloni aromatici maturi può diventare evidente soprattutto avvicinandosi alla zona del peduncolo.

In alcune tipologie è importante anche il modo in cui il frutto si separa dalla pianta. Durante la maturazione può formarsi una zona di distacco che rende progressivamente più facile la separazione dal tralcio.

Non esiste quindi un unico dettaglio capace di garantire da solo che il melone sarà dolcissimo. È molto più utile mettere insieme diversi segnali e conoscere la tipologia che stiamo acquistando.

La prossima volta prova a toccare quelle linee

C'è un modo semplicissimo per ricordarsi cosa rappresenta quella rete. La prossima volta che hai davanti un melone retato, osservalo prima di tagliarlo e passa delicatamente un dito sulla superficie.

Sentirai che le linee chiare non sono soltanto un cambiamento di colore. Sono una struttura diversa dalla parte liscia della buccia.

E a quel punto quelle strane linee raccontano tutte insieme le tre cose che abbiamo scoperto: si sono sviluppate durante la crescita, sono collegate alla risposta della superficie alle microfessure e possono accompagnare la maturazione senza essere, da sole, una misura della dolcezza.

Quella rete che siamo abituati a vedere ogni estate sul banco del fruttivendolo è quindi molto meno banale di quanto sembri. È quasi una piccola mappa rimasta sulla buccia che racconta come il melone è cresciuto prima di arrivare sulla nostra tavola.