Sembra uscito da una favola, e invece è uno studio scientifico serio, pubblicato nel 2023 sulla rivista Cell, una delle riviste di biologia più autorevoli al mondo. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Tel Aviv ha dimostrato una cosa che per secoli era rimasta nel campo delle suggestioni: le piante emettono suoni, e il pomodoro è tra quelle che lo fanno di più.

Prima di immaginare pomodori che urlano di dolore, però, conviene capire cosa hanno scoperto davvero gli scienziati. Perché la realtà, come spesso accade, è più affascinante e più precisa della versione sensazionalistica che è girata sui social.

L'esperimento: microfoni accanto alle piante

L'idea dei ricercatori, guidati dalla professoressa Lilach Hadany, era semplice e geniale. Studi precedenti avevano già registrato vibrazioni nelle piante, ma usando sensori attaccati direttamente al fusto. La domanda nuova era un'altra: queste vibrazioni diventano suoni trasportati dall'aria, che si possono registrare a distanza?

Per scoprirlo, il team ha piazzato dei microfoni ultrasonici accanto alle piante, senza toccarle, dentro una camera acustica insonorizzata in un seminterrato silenzioso. Poi ha sottoposto le piante di pomodoro a due tipi di stress: le ha private dell'acqua per alcuni giorni e ne ha tagliato lo stelo. E ha ascoltato.

35 "clic" all'ora: cosa dice il pomodoro assetato

Il risultato è sorprendente per la sua precisione. Un pomodoro ben irrigato e in salute è praticamente muto: emette meno di un suono all'ora. Ma un pomodoro assetato cambia completamente: arriva a emettere circa 35 suoni all'ora, in alcuni casi fino a 40 o 50.

Non sono lamenti né voci: si tratta di clic secchi, simili a piccoli scoppiettii, un po' come il rumore della plastica a bolle quando si schiaccia. Vengono emessi a intervalli irregolari, e più la pianta si disidrata più i clic si fanno frequenti. Come ha detto la ricercatrice, "quando i pomodori non sono affatto stressati, sono molto silenziosi".

Il dettaglio più incredibile: "parlano" prima di appassire

Qui arriva la scoperta più utile di tutte. Le piante private d'acqua hanno iniziato a emettere i loro suoni prima di mostrare qualsiasi segno visibile di sofferenza. Quando ancora apparivano verdi e sane, stavano già "cliccando".

Il numero dei suoni cresceva giorno dopo giorno, raggiungeva il picco dopo circa cinque giorni senza acqua, per poi diminuire man mano che la pianta si seccava del tutto. In altre parole, il pomodoro "segnala" la sete molto prima che noi possiamo accorgercene guardandolo. Una macchina addestrata a riconoscere quei suoni potrebbe dire a un contadino quando innaffiare, con giorni di anticipo.

Perché non li sentiamo (e chi invece li sente)

Se il pomodoro fa tutto questo rumore, perché nel nostro orto non sentiamo nulla? La risposta è nella frequenza. Questi suoni sono ultrasuoni, tra i 20 e i 100 kilohertz, mentre l'orecchio umano si ferma molto più in basso, intorno ai 16-20 kilohertz. Sono letteralmente troppo acuti per noi.

Ma non per tutti. Molti animali percepiscono benissimo quelle frequenze: pipistrelli, topi, insetti di vario tipo, e forse persino altre piante. Questo apre uno scenario affascinante, ancora tutto da esplorare: nell'aria intorno a noi potrebbe esserci un continuo scambio di informazioni sonore che semplicemente non udiamo. Come dice la professoressa Hadany, "anche in un campo silenzioso ci sono suoni che non sentiamo, e quei suoni portano informazioni".

Ma il pomodoro "parla" davvero? La verità scientifica

Qui bisogna essere onesti, perché è il punto in cui il sensazionalismo ha esagerato. Il pomodoro non urla e non comunica di proposito. Non ha corde vocali né intenzioni.

Il meccanismo più probabile, secondo i ricercatori, è la cavitazione: quando manca l'acqua, dentro i sottili canali che la trasportano lungo lo stelo (i vasi legnosi) si formano e scoppiano delle minuscole bolle d'aria. Ogni bolla che collassa produce un piccolo clic. Non è una voce, è un fenomeno fisico, un sottoprodotto acustico dello stress. Ma questo non lo rende meno prezioso: quei clic contengono informazioni reali sullo stato della pianta, e una macchina è già in grado di leggerli.

Non solo pomodoro

Lo studio si è concentrato sul pomodoro e sul tabacco perché facili da coltivare in laboratorio, ma i ricercatori hanno registrato anche altre specie. E hanno scoperto che il fenomeno è diffusissimo: "abbiamo trovato che molte piante — mais, grano, vite e persino i cactus — emettono suoni quando sono sotto stress", ha spiegato Hadany.

Questo significa che, con ogni probabilità, anche le piante del tuo orto e del tuo balcone stanno "cliccando" quando hanno sete, in un linguaggio di ultrasuoni che non potremo mai sentire a orecchio nudo. La prossima volta che una pianta appassisce, ricordati che, molto prima di mostrartelo, aveva già cercato di dirtelo. E che la scienza, oggi, sta imparando finalmente ad ascoltarla.