Guarda una primula da pochi centimetri di distanza. I petali chiari sembrano convergere verso una zona gialla e arancione e, proprio nel mezzo, compare un piccolo foro scuro. In una fotografia molto ravvicinata può sembrare quasi che manchi qualcosa o che il centro del fiore non si sia sviluppato correttamente.

Non è un difetto. Quell'apertura conduce all'interno del tubo formato dalla corolla e proprio lì la primula nasconde una delle sue caratteristiche botaniche più sorprendenti. Guardando dentro fiori apparentemente uguali, infatti, potresti non vedere sempre le stesse strutture alla stessa altezza.

Molte primule presentano due differenti forme floreali. In una lo stigma si trova più in alto e le antere più in basso; nell'altra avviene il contrario. È un sistema chiamato eterostilia e contribuisce a favorire l'impollinazione tra piante differenti.

COSA SCOPRIRAI

Guarda il piccolo foro al centro

Per osservare questo particolare non bisogna smontare il fiore né allargarlo con le dita. Basta scegliere una primula completamente aperta e guardarla frontalmente.

Dal bordo dei petali lo sguardo viene quasi naturalmente accompagnato verso il centro. Qui il colore cambia e compare una zona più intensa, spesso gialla, che circonda una piccola apertura.

È proprio quella che nella fotografia appare come un minuscolo foro scuro.

Non è provocato da un insetto che ha mangiato il fiore e non è una parte caduta. La corolla della primula ha infatti una struttura tubolare: i petali sono uniti nella parte inferiore e formano un tubo che si apre verso l'esterno.

Dentro il fiore c'è un tubo

Quello che normalmente chiamiamo fiore della primula non è quindi piatto come potrebbe sembrare guardandolo dall'alto.

La parte visibile dei petali si allarga all'esterno, mentre verso il centro continua in una struttura più stretta. Il piccolo foro è l'imboccatura di questo tubo floreale.

All'interno si trovano le strutture riproduttive del fiore, tra cui antere e stigma.

Ed è proprio la loro posizione a rendere particolarmente interessante la primula. Se guardiamo dentro due fiori appartenenti a piante differenti, infatti, possiamo incontrare una sorpresa.

Due primule possono avere il centro diverso

La Primula vulgaris, come numerose altre specie del genere Primula, presenta un fenomeno chiamato eterostilia.

Significa che nella stessa specie possono esistere individui con fiori organizzati in due modi differenti. Non cambia semplicemente il colore o la grandezza dei petali: cambia la posizione relativa degli organi riproduttivi all'interno del tubo della corolla.

Le due forme vengono tradizionalmente chiamate pin e thrum.

La loro esistenza è nota da molto tempo ed è diventata un classico esempio nello studio della riproduzione delle piante. Anche Charles Darwin studiò approfonditamente queste differenti forme nelle primule.

Il fiore pin e il fiore thrum

Nel fiore chiamato pin lo stilo è lungo. Lo stigma si trova quindi in posizione elevata, vicino all'apertura del tubo della corolla, mentre le antere rimangono più in basso.

Nel fiore thrum succede praticamente il contrario: lo stilo è più corto, lo stigma rimane più in profondità e le antere si trovano più vicino all'imboccatura del fiore.

Le due configurazioni sono quindi quasi complementari:

Per questo due primule che da lontano sembrano assolutamente identiche possono rivelare un centro differente quando vengono osservate da vicino.

Perché stigma e antere cambiano posizione

Questa disposizione non è soltanto una curiosità geometrica.

La posizione reciproca di stigma e antere è collegata all'impollinazione incrociata. Quando un insetto visita i fiori, il polline delle due forme può depositarsi in punti differenti del suo corpo.

Visitando successivamente un fiore dell'altra forma, la corrispondenza tra le diverse altezze può rendere più efficace il trasferimento del polline verso lo stigma.

Il sistema contribuisce quindi a favorire gli incroci tra individui differenti anziché la semplice autofecondazione. Nelle primule eterostile alla differenza di posizione degli organi si associa inoltre un sistema di incompatibilità che ostacola la fecondazione tra fiori dello stesso morfo.

È sorprendente pensare che tutto questo meccanismo sia nascosto proprio dietro quel piccolo foro che, guardando velocemente il fiore, quasi non notiamo.

Prova a confrontare due primule

La parte più divertente è provare a osservare direttamente il fenomeno.

Se hai più primule, scegli fiori completamente aperti appartenenti a piante differenti e guardali frontalmente senza danneggiarli. Una lente d'ingrandimento può aiutare.

In un fiore potresti vedere più facilmente lo stigma vicino all'apertura; in un altro potrebbero essere invece le antere a risultare più evidenti. Non bisogna però aspettarsi necessariamente di trovare entrambi i tipi in pochi esemplari, né tutte le specie e cultivar di Primula presentano il sistema nello stesso modo.

La prossima volta che osservi una primula, quindi, non fermarti ai petali. Segui il colore verso il centro fino a quel minuscolo foro scuro.

Non è un difetto del fiore. Dietro quell'apertura si trova un tubo e dentro quel tubo stigma e antere possono occupare posizioni differenti. Una piccola architettura nascosta che aiuta la primula a fare qualcosa di fondamentale: trasferire il polline da un fiore all'altro e preparare la generazione successiva.