La sera l'aiuola era in ordine: le insalatine appena trapiantate, le piantine di cavolo con quattro foglie, le viole per l'autunno. La mattina dopo mancano metà delle foglie, alcune piantine sono ridotte al gambo e sulle pietre del bordo brilla una scia. Le lumache nell'aiuola fanno il loro danno in una notte sola, e settembre, con le prime piogge dopo il secco dell'estate, è il momento in cui escono tutte insieme.
Chi guarda l'aiuola di giorno non le vede. Con il sole stanno sotto le pietre, nelle crepe della terra, sotto i vasi e le foglie basse. Con il buio e con l'umidità si muovono, e in poche ore una piantina tenera sparisce. Questo articolo dice come si riconosce il loro danno da quello di altri animali, quanto è grave davvero, perché succede adesso e che cosa si fa, in ordine, partendo da quello che non costa niente.
Il bordo eroso e la scia che resta al mattino
Il danno da lumaca ha tre firme, e per riconoscerlo basta guardare la foglia e il terreno intorno.
La prima è il taglio. La lumaca raschia con una lingua ruvida, non morde: i bordi della foglia sono consumati in modo irregolare, con margini sfrangiati, e i buchi in mezzo alla lamina hanno contorni ondulati. Il bruco invece lascia bordi netti e puliti, come tagliati con le forbici, e spesso lascia i suoi escrementi, palline scure, sulla foglia sotto. Le cavallette portano via pezzi grandi con bordi netti e di giorno si vedono saltare. Un buco piccolo e rotondo, con il bordo intatto, è quasi sempre un coleottero.
La seconda firma è la scia. Guarda al mattino presto, prima che il sole asciughi: sulle foglie, sul terreno, sui bordi dei vasi e sulle pietre resta una striscia lucida, argentata, che si vede meglio con la luce di taglio. Nessun altro animale dell'orto la lascia. Se non c'è, il colpevole è un altro.
La terza è dove comincia il danno. La lumaca sale dal terreno e attacca prima le foglie basse e i bordi, e le piantine piccole vengono mangiate a partire dal gambo, che resta come uno stecchino. Il bruco mangia dove nasce, spesso al centro della pianta o sulla pagina inferiore, e lascia le foglie basse intatte.
Un controllo che conferma tutto: esci con la torcia due ore dopo il tramonto, dopo una pioggia o dopo aver annaffiato. Se sono loro, le trovi sulle foglie. Distinguile: la chiocciola ha il guscio, la limaccia no e fa più danni perché si infila ovunque; per il giardino sono lo stesso problema con la stessa soluzione.
Che cosa perdi davvero in una notte
Il danno dipende da quanto è grande la pianta, non da quante lumache ci sono.
Su una piantina appena trapiantata o appena nata, con due o quattro foglie, una notte può bastare: se resta solo il gambo la pianta non riparte, e va sostituita. Questo è il caso in cui si agisce stasera, non domani. Riguarda le insalate, i cavoli giovani, i fagiolini appena spuntati, le viole e le primule appena messe, le piantine di fiori annuali.
Su una pianta adulta con molte foglie, la stessa notte produce buchi e bordi consumati, ma la pianta continua a crescere e a produrre. Le foglie bucate restano bucate, il resto va avanti. È sgradevole, non è grave, e si può guardare un giorno o due prima di intervenire. Le bietole, le zucche, i cavoli grandi, le ortensie e le hoste rientrano qui.
Su molte piante il danno non arriva proprio. Le lumache evitano le foglie dure, pelose o profumate: rosmarino, lavanda, salvia, geranio, la maggior parte delle graminacee, le foglie coriacee degli arbusti sempreverdi. Se il tuo bordo è fatto di queste, il problema non ti riguarda.
C'è poi il caso delle fragole e dei pomodori a terra: la lumaca non mangia la pianta, mangia il frutto maturo che tocca il suolo. Il danno è sul raccolto, non sulla pianta, e si risolve alzando i frutti da terra.
La regola per decidere quanto correre: guarda la pianta più tenera dell'aiuola. Se è a due o quattro foglie, agisci oggi. Se tutto è già alto una spanna, hai tempo.
Le prime piogge dopo l'estate le fanno uscire tutte
Le lumache hanno bisogno di umidità per muoversi, perché il corpo si secca in fretta. Durante l'estate secca stanno ferme, chiuse nel guscio o infilate in profondità, e non si vedono per settimane. Le prime piogge di settembre le risvegliano tutte insieme, e le trovano affamate. Al Nord e in collina questo succede a inizio settembre; al Sud e sulla costa spesso a fine settembre o in ottobre, con le prime perturbazioni vere.
La coincidenza che fa il danno è un'altra: proprio in queste settimane si trapianta l'orto autunnale e si mettono i fiori per l'inverno. Le lumache escono nel momento in cui l'aiuola è piena delle piantine più tenere dell'anno.
Tre abitudini di cura le aiutano. La prima è annaffiare la sera: il terreno resta bagnato tutta la notte, che è esattamente quello che serve a loro. La seconda è la pacciamatura spessa di foglie o paglia lasciata bagnata, che di giorno diventa il loro riparo a due centimetri dal cibo. La terza è il bordo di pietre, i vasi appoggiati a terra, le assi di legno: ogni cosa che fa ombra e trattiene umidità è un rifugio da cui la lumaca parte al buio.
Il terreno conta: le lumache stanno meglio nella terra argillosa, che resta umida e fresca, e meno in quella sabbiosa, che asciuga in fretta. Un'aiuola concimata con molto compost fresco le attira, perché lì trovano cibo anche senza le piante.
Dalla torcia alla barriera: che cosa fare e in che ordine
Il primo intervento non costa niente e rende più di tutti: la raccolta serale. Esci con la torcia due ore dopo il buio, o al mattino presto dopo una pioggia, e raccoglile con un guanto in un secchio. Le prime sere ne trovi molte, poi sempre meno. Fatta per una settimana di fila, riduce la popolazione dell'aiuola in modo che si vede sulle piantine già dalla seconda notte.
Il secondo, sempre gratuito: togli i rifugi. Sposta i vasi e le assi appoggiate a terra, alza la pacciamatura attorno alle piantine giovani, annaffia al mattino invece che alla sera. Con il terreno asciutto di notte si muovono meno e meno lontano.
Il terzo, con cose di casa: la trappola. Un vasetto interrato fino al bordo con un dito di birra attira le lumache nel raggio di un metro o due, e al mattino lo svuoti. Una tavoletta di legno o una mezza scorza di pompelmo rovesciata a terra diventa il rifugio dove si raccolgono di giorno, e le raccogli tutte insieme. Funziona come integrazione della raccolta, non al posto.
Il quarto, da comprare: la barriera. Il nastro di rame attorno al bordo del vaso o dell'aiuola rialzata le ferma, perché non lo attraversano; sull'aiuola a terra funziona solo se è chiusa tutt'intorno e non c'è una foglia che fa da ponte. Le campane di rete o le bottiglie di plastica tagliate sulle singole piantine le proteggono nei primi giorni, che sono quelli decisivi. La cenere e i gusci d'uovo tritati attorno alle piante fermano le lumache solo finché restano asciutti: alla prima pioggia non fanno più niente.
Per ultimo, il trattamento: un'esca a base di fosfato ferrico, che si sparge in piccole quantità fra le piante e non è pericolosa per animali domestici e uccelli. Si usa quando il trapianto è appena fatto, la raccolta serale non basta e le notti sono piovose. Non si usano le esche a base di metaldeide, tossiche per cani, gatti e ricci, e non si usa il sale, che uccide la lumaca ma rovina il terreno.
Le foglie nuove intere sono il segnale che è finita
Il primo segnale che ha funzionato è la scia: se al mattino sulle pietre non c'è più, o ce n'è una sola dove prima erano dieci, la popolazione è scesa. Si vede dopo tre o quattro sere di raccolta.
Il secondo è la crescita nuova. Le foglie mangiate non si riparano: un buco resta un buco, un bordo sfrangiato resta così. Il miglioramento si giudica sulle foglie che escono dopo, che devono essere intere. Su un'insalata o un cavolo giovane, una settimana di foglie nuove pulite dice che il problema è sotto controllo.
Il terzo è la trappola vuota: quando il vasetto di birra resta senza lumache per due o tre mattine, si può smettere di svuotarlo.
Due cose non tornano e vanno accettate. Le piantine ridotte al gambo non ripartono e si sostituiscono, meglio con piantine più grandi, che resistono di più. E le lumache non finiscono mai del tutto: ogni pioggia ne porta qualcuna dai giardini vicini. Non serve ricominciare da capo, basta una passata con la torcia dopo ogni trapianto nuovo e dopo le prime piogge di ogni stagione.
