La cimice asiatica non c'era, in Europa, fino a pochi anni fa. Si chiama Halyomorpha halys, viene dalla Cina, dal Giappone e dalla Corea, e la prima in Europa è stata trovata a Zurigo nel 2007. In Italia è stata segnalata per la prima volta a Modena nel 2012, come ha documentato l'Università di Modena e Reggio Emilia. Nel 2019 il danno ai frutteti del Nord è stato stimato dal centro servizi ortofrutticoli CSO in circa 740 milioni di euro. Mele e pere punteggiate: è il segno che ha fatto conoscere questo insetto a chi ha anche un solo albero in giardino. Su questo girano tre luoghi comuni. Il primo dice che le macchie sulle mele sono grandine o una malattia. Il secondo dice che la cimice si combatte con l'aglio e con le trappole fatte in casa. Il terzo dice che entra in casa a ottobre per fare i danni dentro. Tutti e tre hanno una ragione, e l'articolo li guarda uno per uno.
Mele e pere punteggiate: che cosa vuol dire davvero
La cimice non morde: infila nel frutto un ago sottile e succhia. Nel punto in cui entra lascia una goccia di saliva, e la polpa attorno smette di crescere. Il frutto cresce intorno, e il punto diventa un avvallamento, una fossetta con al centro un puntino scuro. Sotto la buccia la polpa è dura, spugnosa, a volte marrone. Mele e pere punteggiate hanno decine di queste fossette, distribuite a caso, e il frutto è deformato. È diverso dalla grandine, che lascia ammaccature dal lato esposto, tutte insieme dopo un temporale, e dalla ticchiolatura, che è un fungo e fa macchie nere e ruvide in superficie, non fossette.
Chi lo capisce male sbaglia in tre modi. Tratta con un prodotto contro i funghi, e la cimice continua. Aspetta la grandine che non c'è stata. Oppure vede il frutto deformato e pensa a una carenza, e concima, mentre il danno è già fatto. Mele e pere punteggiate a settembre sono il risultato di punture di luglio e agosto, e a settembre si può solo riconoscere il segno e prepararsi per l'anno dopo. Il segno più sicuro è tagliare il frutto: sotto ogni fossetta c'è una zona di polpa dura e scura che arriva a un centimetro, e nessun'altra causa fa questo.
Le applicazioni che riconoscono l'insetto
I programmi per il telefono che riconoscono gli insetti dalla foto individuano bene la cimice asiatica adulta: è grande, marrone marmorizzata, con le antenne a bande chiare e scure e il bordo dell'addome a strisce. La confondono spesso con la cimice grigia nostrana, che è più piccola, più chiara e fa danni molto minori, e con le forme giovani, che sono rosse e nere e sembrano un altro insetto. Le applicazioni che riconoscono le malattie dalla foto del frutto sbagliano di più: davanti a una mela con le fossette rispondono grandine, ticchiolatura o carenza di calcio, perché il segno della cimice è dentro e la foto vede solo fuori.
Mele e pere punteggiate non si diagnosticano con una foto. Si diagnosticano con un coltello, tagliando il frutto sotto la fossetta. Le applicazioni servono per una cosa utile: alcune Regioni, come l'Emilia-Romagna e il Piemonte, hanno reti di monitoraggio con trappole e bollettini, e le loro pagine dicono quando le cimici si spostano dai campi ai frutteti. Quello serve, la foto della mela no. Mele e pere punteggiate si prevengono con la rete e con il tempo giusto, e ci arriviamo.
Quello che si prova nei giardini e quello che dice la ricerca
Contro la cimice si sono provate tutte le tradizioni delle cimici nostrane. In Emilia si è messo il decotto di aglio sulle piante, che allontana per qualche ora e poi non più: la cimice torna, e la ricerca dell'Università di Bologna lo ha verificato. Si sono provate le trappole con la luce, che d'autunno raccolgono gli adulti in cerca di riparo: funzionano per contarle, non per ridurle. In Trentino e in Friuli i frutticoltori hanno ripreso una vecchia idea, la rete sopra gli alberi, che si usava contro la grandine e gli uccelli: contro la cimice funziona, se chiusa ai lati, ed è oggi il metodo più usato nei frutteti del Nord. La raccolta a mano al mattino presto, quando le cimici sono lente per il freddo, è una tradizione che regge sui pochi alberi di un giardino.
La ricerca ha portato la vespa samurai, Trissolcus japonicus, un insetto grande un millimetro che depone le uova dentro quelle della cimice. Il Ministero dell'ambiente ne ha autorizzato i lanci nel 2020, e il CREA e le Regioni del Nord ne hanno liberati in migliaia di punti fra il 2020 e il 2023. I primi conteggi pubblicati dal Servizio fitosanitario dell'Emilia-Romagna mostrano che la vespa si è insediata e che le uova parassitizzate crescono di anno in anno, senza che la cimice sia sparita. Mele e pere punteggiate restano quindi un problema, ma in calo dove la vespa lavora. Tradizione e ricerca qui si danno ragione sulla rete e sulla raccolta a mano, e si danno torto sull'aglio. Mele e pere punteggiate non si evitano con un odore.
Mele e pere punteggiate: che cosa fare, un passo alla volta
Mele e pere punteggiate a settembre chiedono di riconoscere e preparare. La difesa vera comincia a maggio dell'anno dopo.
- Taglia un frutto punteggiato sotto la fossetta. Polpa dura e scura fino a un centimetro: è cimice. Buccia nera e ruvida senza polpa dura: è un fungo, e il problema è un altro.
- Raccogli e togli dal giardino i frutti danneggiati caduti, che attirano altre cimici.
- La mattina presto, con il freddo di fine settembre, scuoti i rami sopra un telo e raccogli le cimici cadute in un secchio con acqua e sapone.
- Da ottobre chiudi le fessure di casa, zanzariere e infissi, perché gli adulti cercano riparo per l'inverno e in primavera escono da lì.
- A maggio, dopo la fioritura, copri l'albero con una rete a maglia fine, chiusa ai lati fino a terra, e lasciala fino alla raccolta.
- Per tutta l'estate guarda la pagina inferiore delle foglie: le uova sono gruppi di ventotto palline chiare, e si schiacciano con le dita.
- Guarda i bollettini del servizio fitosanitario della tua Regione, che dicono quando le cimici si muovono verso i frutteti.
Mele e pere punteggiate si riducono dal primo anno con la rete, e quasi a zero dal secondo se la rete è chiusa bene. Senza rete, la raccolta a mano e le uova schiacciate tolgono una parte del danno, non tutto.
Lo stesso segno vale anche su altri frutti
La cimice asiatica punge tutto quello che è morbido e dolce. Sui pomodori lascia macchie chiare e spugnose sotto la buccia, sui peperoni fossette e polpa scolorita, sulle nocciole il seme vuoto o amaro, sui kiwi la polpa dura attorno al punto. Il metodo di riconoscimento è lo stesso: si taglia sotto il segno e si guarda la polpa. La rete vale per i piccoli alberi e per le piante di pomodoro in vaso, con una zanzariera chiusa attorno al vaso. La raccolta al mattino vale su tutto. E il gesto di ottobre, chiudere le fessure di casa, vale per tutti i vicini di un frutteto, perché le cimici che svernano nel tuo sottotetto in primavera tornano sul tuo albero. Mele e pere punteggiate sono il segno più visibile, ma il coltello sotto la fossetta serve su ogni frutto.
La cimice asiatica è arrivata in Italia nel 2012 e in sette anni ha fatto un danno da centinaia di milioni. I tre luoghi comuni finiscono così: le fossette non sono grandine né funghi, e il coltello lo dimostra. L'aglio e le trappole di casa allontanano per un'ora. Le cimici entrano in casa per svernare, non per mangiare, e vanno tenute fuori a ottobre per ridurle a maggio. Le applicazioni riconoscono l'adulto e sbagliano sul frutto. La rete e la raccolta a mano dei frutticoltori reggono, l'aglio no, e la vespa samurai liberata dal 2020 sta cambiando i conti. I passi sono sette: tagliare, togliere i frutti caduti, scuotere al mattino, chiudere le fessure, la rete a maggio, le uova sotto le foglie, i bollettini. Mele e pere punteggiate si leggono con un coltello e si evitano con una rete. Sul perché insetti come questo siano arrivati e si siano diffusi abbiamo raccontato perché le città italiane sono diventate il rifugio dei parassiti esotici.
