I fondi di caffè sono il concime gratuito più consigliato che esista. Contengono azoto, fosforo e potassio, attirano i lombrichi e tengono lontane lumache e formiche. Su molte piante funzionano davvero.

Su altre no, e il danno non è immediato: arriva dopo settimane, quando la pianta rallenta senza un motivo apparente. La causa è sempre la stessa e agisce su due fronti. I fondi sono acidi e abbassano il pH del terreno. E si compattano, formando una crosta che trattiene l'acqua e blocca l'aria alle radici.

1. La lavanda

È il caso più netto. La lavanda cresce naturalmente su terreni asciutti, poveri e leggermente alcalini, l'opposto esatto di quello che i fondi di caffè producono.

Due meccanismi la colpiscono insieme. L'acidità le impedisce di assorbire i nutrienti come dovrebbe, e l'umidità trattenuta dai fondi le fa marcire le radici, che sono la sua parte più delicata. Su una lavanda in vaso, dove il terreno è poco e drena meno, il problema si presenta più in fretta.

2. Il rosmarino

Stessa famiglia di problemi e stessa origine geografica. Il rosmarino è una pianta mediterranea abituata a terreni sassosi e asciutti, e pur essendo rustica è molto sensibile agli squilibri del substrato.

Con i fondi di caffè il terreno diventa più acido di quanto la pianta tolleri, e compare la clorosi fogliare: le foglie perdono colore e la crescita rallenta. Il rosmarino sta bene intorno a pH neutro, tra 6,5 e 7. Vale lo stesso per timo e salvia, sue vicine di casa.

3. Le rose

Qui il meccanismo è diverso ed è la vera sorpresa dell'elenco. Il problema delle rose non è l'acidità ma la caffeina, che resta nei fondi anche dopo l'uso.

La caffeina riduce la crescita e soprattutto la fioritura. È un effetto documentato e controintuitivo, perché le rose sono piante robuste che si concimano volentieri. Ma vogliono fertilizzanti specifici, non fondi di caffè. Chi ha rose che fanno molte foglie e pochi fiori dovrebbe controllare cosa finisce nel loro vaso.

4. Le orchidee

Le orchidee non muoiono per l'acidità ma per soffocamento. Le loro radici hanno bisogno di aria costante intorno, ed è per questo che si coltivano in corteccia e non in terriccio.

I fondi di caffè, una volta compattati, formano uno strato che blocca la circolazione. Le radici restano avvolte in un materiale umido e chiuso, ed è la condizione che porta al marciume. Anche le azalee, che pure amano i terreni acidi, sono vulnerabili al marciume radicale se ricevono troppi fondi.

5. Le piante grasse

Succulente e cactus chiedono substrati che scolino in fretta e restino tendenzialmente neutri. I fondi di caffè fanno esattamente il contrario: trattengono acqua e la cedono lentamente.

Per una pianta che immagazzina riserve nei propri tessuti e sopporta settimane di siccità, un terreno che resta umido è la condizione peggiore. Il marciume delle radici è quasi garantito con l'uso regolare. Fanno eccezione alcune succulente come sedum ed echeveria, che tollerano una piccola quantità una volta al mese.

La regola per capire senza ricordarsi elenchi è una sola: se la pianta cresce spontaneamente in zone mediterranee aride, niente caffè. Se viene da luoghi umidi e boscosi, i fondi sono il suo concime preferito. E in ogni caso vanno usati asciutti, mai appena tolti dalla moka, perché umidi fermentano in poche ore e formano muffa in superficie.