Il nontiscordardime, il cui nome scientifico è Myosotis, è spontaneo in gran parte d'Europa, Italia compresa, dove cresce nei boschi freschi e lungo i corsi d'acqua. La leggenda vuole che il fiore sia legato a una promessa d'amore, e questo ha contribuito alla sua diffusione nei giardini occidentali. Qui però va sfatato un equivoco che circola in senso opposto: il nontiscordardime non è affatto una pianta da siccità. Viene dal sottobosco umido e vuole un terreno fresco e costantemente umido, purché drenato. Quello che non tollera è l'acqua ferma attorno alle radici, che è un'altra cosa dall'innaffiatura regolare.
Esistono diverse varietà di nontiscordardime, tra cui la Myosotis sylvatica, la più comune nei giardini, e la Myosotis alpestris, che cresce spontanea in montagna. La prima raggiunge i 30-40 centimetri di altezza e produce fiori piccoli, dal diametro di pochi millimetri, riuniti in spighe azzurre, a volte rosa o bianche. Fiorisce da marzo a giugno, con picchi di fioritura in primavera. È una pianta biennale, il che significa che il primo anno sviluppa solo le foglie, mentre il secondo anno produce i fiori. Nutrizionalmente non ha proprietà rilevanti, ma esteticamente è uno dei fiori più delicati del giardino italiano, perfetto per bordure e aiuole ombreggiate.
Il nontiscordardime si danneggia sia per il ristagno sia, molto più spesso, per il secco: le radici sono superficiali e la pianta appassisce in fretta se il terriccio si asciuga del tutto, mentre marcisce se l'acqua ristagna in un substrato compatto. Il secondo errore comune è posizionarlo al sole diretto nelle regioni meridionali: mentre al Nord può tollerare il pieno sole, nel Centro-Sud preferisce l'ombra pomeridiana per non soffrire il caldo eccessivo. Un terzo fattore critico è il drenaggio: se il suolo è compatto e trattiene l'umidità, il fiore deperisce nel giro di poche settimane. La temperatura ideale è tra i 10 e i 20°C, quindi soffre sia il freddo intenso che il caldo torrido senza protezione.
Come coltivarla in casa e in giardino
- Esposizione: a Nord e Centro Italia preferisci il sole diretto o la mezz'ombra; al Sud scegli l'ombra pomeridiana per proteggere dal caldo di luglio e agosto.
- Innaffiatura: innaffia solo quando il terreno risulta asciutto al tatto. In primavera servono innaffiature regolari, due o tre volte alla settimana, più spesso se il vento asciuga in fretta il vaso. In estate la pianta ha già fiorito e disseminato, e la parte aerea secca naturalmente.
- Terriccio: usa un substrato leggero e ben drenato, mescolando terra da giardino con sabbia grossolana o perlite in rapporto 3 a 1.
- Potatura: pizzica i fiori appassiti per stimolare la produzione di nuovi boccioli e prolungare la fioritura fino a giugno.
- Rinvaso: per le piante in vaso, rinvasa a fine inverno, preferibilmente in contenitori di terracotta che favoriscono l'evaporazione dell'umidità.
Se il nontiscordardime inizia a ingiallire o a perdere vigore, la prima cosa da fare è infilare un dito nel terriccio per capire da che parte sta l'errore. Se è fradicio, lascialo asciugare qualche giorno e controlla il drenaggio; se invece è secco e compatto, il problema è opposto e serve bagnare più spesso. Se è già marcio, puoi salvare i semi e fare una nuova semina a fine estate per avere piante robuste l'anno seguente.