Il nontiscordardime, il cui nome scientifico è Myosotis, arriva dall'Europa centrale e dai Balcani, anche se oggi cresce spontaneo in molte regioni italiane. La leggenda vuole che il fiore sia legato a una promessa d'amore, e questo ha contribuito alla sua diffusione nei giardini occidentali. Molti giardinieri principianti credono che sia sufficiente annaffiare ogni giorno per mantenerlo fiorito, ma in realtà il nontiscordardime è una pianta che richiede molta meno acqua di quanto comunemente si pensi. È proprio questa tolleranza alla siccità che lo rende così diffuso nei giardini italiani, pur essendo spesso coltivato male.

Esistono diverse varietà di nontiscordardime, tra cui la Myosotis sylvatica, la più comune in Italia, e la Myosotis alpestris, che cresce spontanea in montagna. La prima raggiunge i 30-40 centimetri di altezza e produce fiori piccoli, dal diametro di pochi millimetri, riuniti in spighe azzurre, a volte rosa o bianche. Fiorisce da marzo a giugno, con picchi di fioritura in primavera. È una pianta biennale, il che significa che il primo anno sviluppa solo le foglie, mentre il secondo anno produce i fiori. Nutrizionalmente non ha proprietà rilevanti, ma esteticamente è uno dei fiori più delicati del giardino italiano, perfetto per bordure e aiuole ombreggiate.

Il nontiscordardime si danneggia soprattutto per eccesso d'acqua, non per mancanza. Le radici sono superficiali e marciscono rapidamente se il terriccio rimane bagnato troppo a lungo. Il secondo errore comune è posizionarlo al sole diretto nelle regioni meridionali: mentre al Nord può tollerare il pieno sole, nel Centro-Sud preferisce l'ombra pomeridiana per non soffrire il caldo eccessivo. Un terzo fattore critico è il drenaggio: se il suolo è compatto e trattiene l'umidità, il fiore deperisce nel giro di poche settimane. La temperatura ideale è tra i 10 e i 20 gradi, quindi soffre sia il freddo intenso che il caldo torrido senza protezione.

Come coltivarla in casa e in giardino

Se il nontiscordardime inizia a ingiallire o a perdere vigore, la soluzione più semplice è ridurre drasticamente l'acqua e spostare la pianta in un punto più luminoso. Nel 90 per cento dei casi, basta lasciar asciugare il substrato per tre o quattro giorni perché la pianta si riprenda. Se è già marcio, puoi salvare i semi e fare una nuova semina a fine estate per avere piante robuste l'anno seguente.