Nella foto si vede bene cosa succede. La foglia a ventaglio della palma è ancora verde al centro, ma tutto il bordo esterno è bruno, arricciato, spezzato in alcuni punti. Il secco segue il profilo dentellato del margine, segmento per segmento, e si ferma con un confine netto contro il verde.
È un dettaglio importante: la foglia sullo sfondo è sana. Quindi non è la palma intera a soffrire, è un problema che colpisce un punto preciso. La spiegazione sta in come l'acqua viaggia dentro la pianta.
La punta è l'ultima della fila
Ogni foglia riceve acqua attraverso una rete di vasi che parte dalle radici, sale nel fusto e si dirama fino ai tessuti più esterni. La punta è il capolinea di quel percorso, il punto più lontano dal rifornimento.
Quando l'acqua disponibile non basta a coprire tutta la domanda, la pianta la distribuisce dove serve di più: prima ai tessuti vicini alle radici e al fusto. Le estremità restano scoperte, e sono le prime a disidratarsi. Ecco perché il danno comincia sempre dalla punta e non dal centro, e perché nelle palme a ventaglio disegna quella dentellatura bruna lungo tutto il bordo, dato che ogni segmento ha la sua punta.
La causa numero uno è l'aria, non l'acqua nel vaso
Qui sta l'errore più diffuso. Vedendo le punte secche si annaffia di più, ma nella maggior parte dei casi il terriccio non c'entra: si può avere un vaso zuppo e le punte marroni lo stesso.
Le palme da appartamento vengono da ambienti dove l'umidità dell'aria supera l'ottanta per cento. In una casa italiana, soprattutto con riscaldamento o condizionatore acceso, quel valore scende sotto il quaranta. La foglia perde acqua per traspirazione più in fretta di quanto le radici riescano a spingerne verso l'alto, e le punte pagano per prime. Il range comodo per queste piante sta tra il quarantacinque e il sessanta per cento.
Il segnale che accusa l'acqua del rubinetto
C'è un dettaglio che distingue una seconda causa e vale la pena cercarlo sulla foglia. Se il bordo marrone è accompagnato da un sottile alone giallastro prima del verde, il colpevole non è l'aria ma l'acqua che stai usando.
Nell'acqua di rete ci sono cloro, fluoro e calcare. Le radici li assorbono e li spingono verso l'alto insieme all'acqua, ma la pianta non riesce a smaltirli e quei sali si accumulano proprio all'estremità del lembo, dove il percorso finisce. Con il tempo la concentrazione diventa tossica per i tessuti e li brucia. Le palme sono tra le specie più sensibili a questo fenomeno.
Le altre tre cause possibili
Il concime in eccesso produce lo stesso effetto dei sali dell'acqua, per la stessa ragione: sono sali anche quelli, si accumulano nel substrato e bruciano le estremità. Chi ha concimato molto durante l'estate dovrebbe considerare questa ipotesi.
Il vento riguarda le palme tenute fuori, sul balcone o in giardino: le correnti accelerano l'evaporazione dalla superficie fogliare e le punte diventano croccanti in pochi giorni. Il sole diretto delle ore centrali fa altrettanto, soprattutto se il vaso è scuro. E infine c'è l'invecchiamento naturale, che nelle palme riguarda però le foglie basse intere, non le punte di quelle ancora verdi.
Cosa fare e cosa non fare
La prima cosa da sapere è che le punte marroni non tornano verdi. Il tessuto è morto e resta così. Si possono tagliare con forbici pulite seguendo il profilo naturale della foglia, ma lasciando un millimetro di bordo secco: tagliare nel vivo apre una ferita che si seccherà a sua volta.
Poi si interviene sulla causa. Per l'aria secca si sposta la palma lontano da termosifoni e bocchette, si raggruppano più piante insieme, si mette il vaso su un vassoio con argilla espansa e acqua senza che il fondo tocchi. Per l'acqua si passa a piovana o demineralizzata, oppure si lascia riposare quella del rubinetto ventiquattro ore in un contenitore aperto. Nebulizzare serve poco: l'effetto dura minuti.
La verifica da fare oggi è una sola e richiede dieci secondi. Dito nel terriccio: se è umido e le punte sono comunque secche, il problema è nell'aria o nell'acqua, non nella quantità. In quel caso annaffiare di più peggiora le cose invece di risolverle.
