Perché le foglie diventano gialle è la domanda che arriva prima di tutte, e quasi sempre riceve una risposta sbagliata: troppa acqua, poca acqua, concime. Il giallo non è una malattia, è un segnale, e come tutti i segnali va letto guardando dove comincia. La clorofilla è il pigmento che tiene il verde, e quando la pianta smette di produrla o comincia a smontarla il giallo che c'era sotto viene fuori. Capire perché le foglie diventano gialle significa capire per quale motivo la pianta ha deciso di smettere.
Perché le foglie diventano gialle quando c'è troppa acqua
È la causa più comune in vaso, ed è anche la più fraintesa. Perché le foglie diventano gialle con l'acqua in eccesso non ha a che fare con la sete al contrario: ha a che fare con l'aria. Le radici respirano, e in un terriccio sempre bagnato gli spazi fra le particelle restano pieni d'acqua. Le radici soffocano, marciscono, e smettono di assorbire. La pianta si trova con le radici nell'acqua e le foglie in carenza.
Il disegno è riconoscibile. Il giallo parte dalle foglie basse, quelle più vecchie, ed è uniforme: tutta la lamina insieme, nervature comprese. La foglia resta morbida al tatto, quasi molle, e si stacca facilmente. Se il terriccio sotto i primi due centimetri è ancora umido tre giorni dopo l'ultima annaffiatura, la risposta a perché le foglie diventano gialle è questa. Il rimedio non è concimare: è smettere di annaffiare e, se il vaso non ha fori liberi, aprirli.
Perché le foglie diventano gialle ma le nervature restano verdi
Qui il disegno cambia del tutto e va guardato controluce. La lamina ingiallisce ma le nervature restano verdi, disegnando una rete sul fondo chiaro. Si chiama clorosi ed è una carenza di ferro, o meglio: il ferro nel terreno c'è quasi sempre, ma la pianta non riesce a prenderlo.
La causa è quasi sempre il pH. Sopra un certo valore il ferro si lega nel terreno in forme che le radici non assorbono, e l'acqua dura del rubinetto lo alza a ogni annaffiatura. Ecco perché le foglie diventano gialle in questo modo soprattutto su ortensie, limoni, gardenie, azalee: sono piante che vogliono terreno acido e che in acqua calcarea non riescono a nutrirsi. La differenza rispetto al caso precedente è netta e non richiede strumenti: il giallo comincia dalle foglie nuove, quelle in cima, non da quelle vecchie. Ed è la prima cosa da guardare quando ci si chiede perché le foglie diventano gialle in una pianta annaffiata regolarmente.
Quando la pianta si sposta l'azoto da sola
C'è una terza situazione, e la pianta la gestisce da sé. L'azoto è mobile: quando ne manca, la pianta lo prende dalle foglie vecchie e lo manda a quelle nuove. Le vecchie ingialliscono e cadono, le nuove restano verdi ma piccole, e la crescita rallenta.
Il segnale che distingue questo caso è la dimensione delle foglie nuove: se sono più piccole di quelle dell'anno prima, la pianta sta razionando. Succede nei vasi non rinvasati da anni, dove il terriccio ha esaurito quello che aveva. È anche il caso in cui perché le foglie diventano gialle ha davvero come risposta il concime, che negli altri casi peggiora le cose.
Il giallo di stagione, che non è un problema
Da settembre in avanti molte piante ingialliscono senza che ci sia niente da correggere. Le sempreverdi rinnovano le foglie più vecchie una volta all'anno, e lo fanno perdendo le più basse e le più interne, quelle che ricevono meno luce. Il ficus benjamin lo fa a ogni cambio di posizione, l'olivo in vaso a fine estate.
Si riconosce da due cose: riguarda poche foglie, sempre le più vecchie, e la pianta nel frattempo continua a fare germogli nuovi. Nelle piante che perdono le foglie il meccanismo è ancora più regolare, e succede dentro la foglia stessa: perché le foglie diventano gialle in autunno dipende dallo smontaggio della clorofilla, che la pianta recupera prima di lasciare andare la foglia. In questi casi non si fa niente: si tolgono le foglie secche e si aspetta.
Come si legge una foglia gialla
Perché le foglie diventano gialle si capisce in tre domande, nell'ordine. La prima: da dove è partito il giallo, dalle foglie basse o da quelle in cima. Dal basso indica acqua o azoto, dall'alto indica ferro. La seconda: le nervature sono rimaste verdi. Se sì, è clorosi e il resto non c'entra. La terza: la foglia è molle o secca. Molle vuol dire radici che soffrono per l'acqua, secca vuol dire il contrario.
Il rimedio viene dopo, e quasi sempre consiste nel togliere qualcosa invece di aggiungerla. La pianta che ingiallisce per troppa acqua non ha bisogno di concime, e quella che ingiallisce per il pH non ha bisogno di ferro spruzzato sulle foglie ma di acqua meno dura. Guardare il disegno del giallo prima di intervenire fa risparmiare la pianta.
