Il 25 luglio il calendario contadino segna San Giacomo, una delle date cardine dell'estate: l'uva comincia a tingersi, le nocciole sono mature, si intrecciano le trecce d'aglio raccolto a inizio mese. Sono tutte pratiche di campo, e a prima vista non hanno nulla a che vedere con le piante che teniamo in casa.

C'è però un elemento che le collega, ed è la luna. Quest'anno il 25 luglio cade in fase crescente, con il plenilunio previsto per il 29. Nel calendario lunare contadino la crescente era il momento della parte aerea: foglie, fusti, germogli, tutto ciò che si sviluppa verso l'alto. La calante, al contrario, era la fase delle radici, dei travasi, delle potature.

Va detto con chiarezza: la ricerca agronomica non ha mai trovato prove che la luna influenzi la crescita delle piante. Ma dietro ognuna di queste regole c'è quasi sempre un motivo pratico reale, che i contadini avevano individuato per osservazione. Ed è quel motivo che le rende ancora valide oggi, anche in un appartamento di città.

1. È il momento delle talee

La prima regola della crescente è anche la più utile. Fine luglio e inizio agosto sono la finestra tradizionale per prelevare le talee, e per molte piante è davvero il periodo migliore dell'anno.

Il caso più classico è il geranio, o meglio il pelargonio: si taglia un rametto di 8-10 centimetri sotto un nodo, si eliminano le foglie basse e i boccioli, si lascia asciugare il taglio per un paio d'ore e si mette in un terriccio sabbioso appena umido. In 15-20 giorni radica, e a settembre è una pianta nuova che passerà l'inverno in casa. È la tradizione delle nonne, letteralmente: intere collezioni di gerani italiani si sono tramandate così.

Funziona allo stesso modo con pothos, tradescantia, begonia, plectranthus e ficus. Per pothos e tradescantia basta un bicchiere d'acqua su un davanzale luminoso, cambiata ogni due giorni.

Il motivo pratico dietro la regola lunare: in questo periodo la pianta è in piena attività vegetativa e i tessuti sono ricchi di sostanze di riserva, quindi la talea ha la massima probabilità di radicare prima che le giornate si accorcino.

2. Più acqua, ma sempre alla base e all'alba

La crescente era considerata la fase in cui la linfa sale, e le irrigazioni si facevano più generose. Siamo anche in piena canicola, il periodo che va dal 23 luglio al 24 agosto, quindi la coincidenza è opportuna.

In appartamento il fabbisogno cambia molto: una pianta vicino a una finestra a sud può richiedere acqua ogni 2 giorni, la stessa specie in un angolo ombreggiato ogni 6-7. La regola resta verificare con il dito nei primi 3 centimetri di terriccio, e bagnare solo quando sono asciutti.

Due accorgimenti valgono in ogni caso: irrigare al mattino presto, non la sera, perché il terriccio umido tutta la notte favorisce moscerini e marciumi radicali; e svuotare sempre il sottovaso dopo 20 minuti. L'acqua stagnante uccide più piante d'appartamento della siccità.

3. Nessun rinvaso fino ad agosto

Questa è la regola in negativo, ed è forse la più importante. La luna crescente è la fase sbagliata per tutto ciò che riguarda le radici, e la canicola lo è ancora di più.

Rinvasare adesso significa sommare due stress: la rottura dell'apparato radicale e una temperatura ambientale che spesso supera i 30 gradi anche in casa. La pianta, che sta già lavorando al massimo per traspirare, non ha margine per ricostruire le radici perse.

La tradizione indicava la luna calante come momento del travaso. Tradotto in pratica: si aspetta almeno la seconda metà di agosto, e per la maggior parte delle piante d'appartamento la finestra migliore resta settembre, oppure la primavera.

4. Pulire le foglie dalla polvere

È il gesto che nessuno collega alla luna e che invece appartiene alla stessa logica: se la crescente è la fase della parte aerea, la parte aerea va messa in condizione di lavorare.

Su una pianta d'appartamento la polvere si deposita in modo continuo, e uno strato anche sottile riduce la luce che raggiunge il tessuto fogliare. Le stime parlano di una perdita di efficienza fotosintetica che può arrivare al 20-30% sulle foglie molto impolverate. Su ficus, monstera, strelitzia, calatea e sansevieria, tutte piante a foglia larga, l'effetto è particolarmente evidente.

Bastano un panno morbido e acqua tiepida, una foglia alla volta, sostenendola con l'altra mano. Da evitare i lucidanti spray in commercio: chiudono gli stomi e nel lungo periodo fanno più danno che bene.

5. L'acqua di Sant'Anna, il 26 luglio

Il giorno dopo San Giacomo cade Sant'Anna, e il proverbio è tra i più noti del calendario agricolo: l'acqua di Sant'Anna è una manna. Le piogge di fine luglio erano considerate provvidenziali, e si raccoglievano.

Per le piante di casa questa tradizione è più che valida, ed è forse l'unica di tutta la lista con un fondamento indiscutibile. L'acqua del rubinetto in molte zone d'Italia ha una durezza elevata, e il calcare che si accumula nel terriccio alza progressivamente il pH bloccando l'assorbimento del ferro. Il risultato è la clorosi: foglie che ingialliscono tra le nervature, che restano verdi.

L'acqua piovana è priva di calcare e leggermente acida. Le piante che ne traggono più beneficio sono le tropicali da interno — calatea, maranta, felci, anthurium, orchidee — cioè proprio quelle che soffrono di più in casa. Un secchio sul balcone al primo temporale di fine luglio risolve il problema per settimane.

Se non piove, l'alternativa domestica è lasciare l'acqua del rubinetto in una caraffa aperta per 24 ore: non elimina il calcare, ma fa evaporare il cloro. Il calcare si riduce solo con acqua demineralizzata, da miscelare al 50% con quella di rubinetto.