Quei puntini arancioni allineati lungo il fusto sono afidi. Non stanno passando di lì: hanno infilato il rostro nei tessuti e stanno bevendo la linfa che la pianta manda ai germogli nuovi. Sono disposti proprio dove i vasi conduttori corrono più vicini alla superficie.
La decisione che serve prendere non riguarda se intervenire, ma come. Perché al centro della foto, in mezzo alla colonia, c'è un corpo verde traslucido leggermente peloso. Non è un afide più grosso: è una larva predatrice, e sta mangiando gli altri. Un insetticida spruzzato adesso la uccide insieme a loro.
Perché la colonia raddoppia in pochi giorni
Gli afidi hanno un sistema riproduttivo che pochi insetti possiedono. Le femmine non hanno bisogno del maschio: partoriscono direttamente altre femmine, già vive e già formate, fino a sei al giorno ciascuna.
C'è di più, e spiega la velocità. Le piccole nascono già gravide, con dentro la generazione successiva. Si chiamano generazioni telescopiche, e con temperature intorno ai venticinque gradi una neonata diventa adulta in sette o otto giorni. Ecco perché una colonia come quella della foto in una settimana è il doppio.
Il verde al centro sta lavorando per te
Quella larva è quasi certamente di sirfide, un insetto che da adulto assomiglia a una piccola vespa ma che non punge nessuno. La femmina depone le uova proprio dentro le colonie di afidi, così che i figli nascano circondati dal cibo.
Una sola larva ne divora centinaia durante il suo sviluppo. Lo stesso vale per le larve di coccinella e di crisopa, che sono predatori ancora più voraci degli adulti. Se sulla pianta compaiono anche piccoli gusci gonfi color bronzo, quelli sono afidi mummificati: significa che sono al lavoro pure le vespe parassitoidi.
Perché spruzzare è quasi sempre l'errore
Un insetticida ad ampio spettro non distingue. Uccide gli afidi e uccide chi li mangia, e il conto arriva subito dopo.
Gli afidi si riproducono in sette giorni, i loro predatori impiegano settimane a tornare. Quindi la colonia si ricostruisce su una pianta che non ha più difese, spesso più numerosa di prima. E chi ha spruzzato una volta si trova a doverlo fare di continuo. Le alate che si vedono nella foto, quelle con gli abbozzi di ali, nascono proprio quando la colonia è troppo affollata: sono pronte a volare su altre piante.
Cosa fare invece, oggi stesso
Sui rametti più carichi il metodo più rapido è anche il più banale: si passano le dita lungo il fusto e si schiacciano. Sembra rozzo ma toglie in un minuto la parte più densa della colonia senza toccare nessun altro.
Il secondo intervento è un getto d'acqua deciso, che stacca gli afidi senza ucciderli e senza danneggiare la larva, che resta attaccata. Se serve qualcosa di più si usa sapone molle potassico, la sera, bagnando solo le zone infestate. Agisce per contatto e non lascia residui, ma va evitato dove si vede il predatore.
Attenzione alle formiche
Se intorno alla colonia girano formiche, c'è un secondo problema. Gli afidi producono melata, una sostanza zuccherina di cui le formiche sono ghiotte, e in cambio le formiche li difendono attivamente dai predatori.
È una simbiosi vera, paragonabile a un allevamento: le formiche trasportano gli afidi sui germogli teneri e allontanano coccinelle e sirfidi. Finché il via vai continua, i predatori naturali non riescono a lavorare. Un anello di colla o di grasso attorno al fusto interrompe il traffico e restituisce la pianta ai suoi difensori.
La sequenza giusta è questa: prima si guarda se ci sono predatori, poi si toglie a mano il grosso della colonia, infine si controllano le formiche. L'insetticida resta l'ultima opzione, non la prima. In una scena come quella della foto la pianta ha già un alleato: la cosa peggiore che si possa fare è ucciderlo per sbaglio.
