La zamia proviene dalle regioni tropicali e subtropicali dell'America centrale e meridionale, dove cresce naturalmente al riparo della vegetazione più alta. In Europa è arrivata come pianta d'appartamento solo nel corso del Novecento, diventando popolare tra gli amanti del verde domestico. Una credenza diffusa sostiene che tutte le piante d'interno debbano essere innaffiate frequentemente e che quelle che tollerano la siccità siano difficili da coltivare. La zamia contraddice entrambi i pregiudizi: è una pianta robusta, incredibilmente tollerante e proprio la scarsità d'acqua la tiene in buona salute.
Esistono varie specie di zamia, ma quella più comune nelle case è la Zamia furfuracea, spesso venduta come "palma cartone", che è cosa diversa dalla Zamia pumila, con cui viene abitualmente confusa. Cresce lentamente e forma cespugli compatti con fronde pennate di un verde intenso, lunghe da 30 a 60 centimetri a maturità. Non fiorisce mai, e non per colpa dell'appartamento: le zamie sono cicadee, un gruppo di piante antichissimo che non produce fiori ma coni simili a piccole pigne, e solo su esemplari adulti. La specie è apprezzata soprattutto per l'aspetto decorativo delle fronde, che hanno quella struttura simile a una palma in miniatura: ogni foglia è composta da tante piccole foglioline disposte a pettine lungo un rachide centrale. La crescita è molto lenta, quindi la pianta mantiene dimensioni contenute per anni, perfetta per ripiani, librerie o tavoli senza occupare spazio eccessivo.
La zamia si danneggia principalmente quando riceve troppa acqua. Le radici sono carnose e immagazzinano riserve idriche, per cui tollerano benissimo la siccità del suolo. L'eccesso di umidità invece provoca il marciume radicale, una malattia che spesso è irreversibile. Sulla luce, invece, il luogo comune va ridimensionato: in natura la Zamia furfuracea cresce sulle dune costiere del Messico, in pieno sole. Tollera bene la mezz'ombra domestica, ma in un angolo davvero buio smette di emettere nuove foglie. Quello che invece la indebolisce è l'aria troppo secca d'inverno, che favorisce infestazioni di ragnetti rossi. Un altro errore comune è usare terriccio pesante e compatto, che trattiene acqua eccessivamente. La zamia necessita di un substrato molto drenante, simile a quello per le succulente.
Come coltivarla in casa
- Esposizione: posiziona la zamia in luce indiretta, lontana dal sole diretto. Va bene anche in angoli con poca luce, dove altre piante soffrirebbero, ma cresce più rigogliosa con qualche ora di luce filtrata al giorno.
- Innaffiatura: lascia asciugare completamente il terriccio tra un'innaffiatura e l'altra, anche per due o tre settimane. Controlla il suolo con un dito prima di versare acqua. In inverno riduci ulteriormente le innaffiature.
- Terriccio: usa una miscela molto drenante, composta da terriccio universale, perlite e sabbia in parti uguali, oppure un substrato per piante grasse. Il vaso deve avere almeno un foro di drenaggio.
- Umidità dell'aria: nebulizza le fronde una volta al mese circa per prevenire il ragnetto rosso, specialmente d'inverno quando il riscaldamento asciuga l'aria domestica. Non è strettamente necessario, ma aiuta la pianta a stare meglio.
- Rinvaso: cambia vaso solo quando le radici escono dal foro di drenaggio, ogni due o tre anni circa. La zamia preferisce stare un po' stretta piuttosto che avere molto spazio disponibile.
Se la tua zamia ingiallisce o mostra segni di sofferenza, l'errore più probabile è legato all'acqua: riduci drasticamente le innaffiature, assicurati che il vaso dreni bene e considera un rinvaso con terriccio fresco se sospetti marciume radicale. Una zamia deperita impiega settimane a riprendersi, ma se le radici non sono completamente perse, la pianta torna a stare bene una volta che ritrova le condizioni giuste.
Una nota sulla tossicità. È l'avvertenza più seria fra quelle che riguardano le piante d'appartamento: le zamie sono cicadee e contengono cicasina, una sostanza epatotossica. Foglie e soprattutto semi sono gravemente tossici per cani e gatti, e le ingestioni sono spesso fatali; anche per le persone tutte le parti della pianta sono velenose. Va tenuta fuori dalla portata di animali e bambini piccoli, e si maneggia con i guanti. Da non confondere con la zamioculcas, che nei vivai italiani si vende anch'essa come "zamia" ma è un'aracea, molto meno pericolosa. In caso di ingestione accidentale non si aspetta la comparsa dei sintomi e non si provoca il vomito: si chiama subito un centro antiveleni, portando con sé il nome della pianta o una foto, e per gli animali si avvisa il veterinario.