Domani sera, 29 luglio, la luna sarà piena: è la Luna del Cervo, l'ultima prima di agosto. Con il plenilunio si chiude la fase crescente, quella che il calendario contadino dedicava da sempre alla parte aerea delle piante, tutto ciò che cresce verso l'alto: foglie, fiori, frutti.

La tradizione lega a questi giorni una serie precisa di gesti, e altrettanti divieti. Diciamolo con onestà: la scienza non conferma che la luna influenzi la crescita delle piante. Ma dietro quasi ogni regola lunare c'è un motivo pratico reale, spesso legato alla stagione più che al cielo. Ecco la guida completa: sette cose da fare stasera e domani, e quattro da rimandare.

Le 7 cose da fare

1. Raccogliere le erbe aromatiche

È l'operazione principale della vigilia. Basilico, menta, salvia, timo, origano: la tradizione voleva la raccolta in crescente verso la piena, quando si riteneva che gli oli essenziali fossero al massimo nelle foglie. Il momento coincide con il picco reale di aroma, appena prima della fioritura. Chi essicca o congela per l'inverno taglia adesso.

2. Cogliere i frutti da mangiare subito

Fichi, pesche, prugne, i primi grappoli d'uva: i frutti da consumo immediato si raccoglievano in crescente perché considerati più turgidi e profumati. Al contrario, quelli destinati alla conserva si tenevano per la luna calante.

3. Prendere le ultime talee

Gerani, pothos, tradescantia, portulaca: la fase crescente favorisce la radicazione della parte aerea, e questi sono gli ultimissimi giorni utili prima che la luna giri. Un rametto di 8-10 centimetri messo a radicare adesso diventa la pianta dell'anno prossimo.

4. Togliere fiori appassiti e infiorescenze

Cimare i fiori del basilico prima che vada a seme, togliere le corolle secche dei gerani, eliminare i fiori sfioriti di surfinie e petunie: sono i gesti che stimolano nuova produzione e mantengono le piante rigogliose fino a settembre.

5. Curare i pomodori

Togliere le femminelle, cimare la cima sopra l'ultimo grappolo, eliminare le foglie basse: alla vigilia della piena la tradizione concentra sui pomodori tutti gli interventi che spingono la pianta a mettere forza nei frutti già allegati invece che nella crescita.

6. Irrigare bene, all'alba e alla base

La linfa che sale rende le piante più assetate, e siamo in piena canicola. Si irriga generoso, ma sempre al mattino presto e alla base, mai sulle foglie: l'acqua sulla chioma di sera è la porta d'ingresso delle malattie fungine.

7. Concimare le piante da foglia

La fase crescente sostiene lo sviluppo fogliare: è il momento indicato per nutrire le verdi ornamentali di casa e balcone, dai pothos alle felci, e le aromatiche che continuano a produrre.

Le 4 cose da evitare

1. Non rinvasare e non travasare

Sono lavori sulle radici, che la tradizione riserva alla luna calante. Con la canicola in corso, poi, spostare una pianta di vaso significa sommare due stress e rischiare di perderla. Si rimanda alla seconda metà di agosto o, meglio, a settembre.

2. Non fare potature drastiche

In fase crescente, con la linfa in movimento verso l'alto, i tagli importanti provocano secondo la tradizione un sanguinamento eccessivo. Le potature vere si fanno in calante o a fine stagione.

3. Non seminare gli ortaggi da radice

Carote, ravanelli, rape: la tradizione li vuole in luna calante. E c'è un motivo concreto ancora più forte, il caldo: seminati ora, le carote non germinano sopra i 28 gradi e i ravanelli vanno a seme diventando legnosi e piccanti. Meglio aspettare fine agosto.

4. Non raccogliere gli ortaggi da conservare

Aglio, cipolle da serbo, patate: si raccolgono in luna calante perché, secondo la tradizione, si conservano più a lungo. Alla vigilia della piena si raccoglie solo ciò che si consuma in giornata.

Come riconoscere la fase a occhio

Non serve il calendario: basta guardare il cielo. Il detto popolare recita "gobba a ponente, luna crescente", e in questi giorni la luna ha la gobba rivolta a ovest. Disegna una D quasi chiusa, che domani sera diventerà il cerchio pieno del plenilunio. La luna piena, in fondo, era soprattutto questo per i contadini: un promemoria scritto in cielo, per non dimenticare i lavori giusti al momento giusto.