Nessuna pianta terrestre brilla al buio da sola: la bioluminescenza, cioè la luce prodotta da una reazione chimica dentro un organismo, nel mondo vegetale non esiste, e le cose che luccicano nei boschi di notte sono funghi. Le uniche che lo fanno sono quelle a cui i ricercatori hanno inserito i geni dei funghi luminosi, e dal 2024 una di queste, una petunia, si compra negli Stati Uniti. Chi cerca piante che brillano al buio trova anche i semi fosforescenti venduti in rete, che sono una truffa, e i fiori che brillano sotto la luce ultravioletta, che è un'altra cosa. Qui si vede che cosa esiste davvero, con gli studi e le date, che cosa è in vendita e dove, e che cosa no.

Piante che brillano al buio: quelle fatte in laboratorio

La prima pianta luminosa è del 1986: David Ow e colleghi dell'Università della California pubblicarono su Science una piantina di tabacco con il gene della luciferasi della lucciola, che brillava solo se innaffiata con la luciferina, il substrato della reazione, e in modo troppo debole per vederla a occhio. Il salto è arrivato nel 2020, quando Tatiana Mitiouchkina, Ilia Yampolsky e colleghi, in Russia e in Gran Bretagna, hanno pubblicato su Nature Biotechnology piante di tabacco con l'intero percorso della bioluminescenza dei funghi, quattro geni che trasformano l'acido caffeico, una molecola che ogni pianta produce, in luce verde: la pianta brilla da sola, per tutta la vita, senza aggiungere niente, e la luce si vede al buio a occhio nudo, con le parti giovani e i fiori più luminosi delle foglie vecchie. Da quel lavoro è nata una petunia bianca con gli stessi geni, che il Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti ha approvato nel settembre 2023 e che una società americana vende dal 2024, per una trentina di dollari a pianta: al buio i fiori danno un verde tenue, visibile dopo qualche minuto di adattamento degli occhi, paragonabile alla luce della luna. Le piante che brillano al buio esistono quindi da quattro anni fuori dal laboratorio, in un solo paese. In Europa la petunia non è autorizzata, perché è un organismo geneticamente modificato e la normativa europea sugli OGM non ne ha approvato la vendita, e comprarla in rete e farla arrivare in Italia è vietato. Per un giardino italiano restano quindi una cosa che si legge.

Piante che brillano al buio: quelle che non esistono

In rete si vendono semi di rose, di orchidee e di alberi fosforescenti, con foto di fiori azzurri che brillano nella notte: sono immagini modificate, e i semi che arrivano, se arrivano, danno piante normali o non germinano. Nessuna pianta brilla al buio per selezione o per incrocio, perché il meccanismo della luce non esiste nel genoma di nessuna pianta, e non si può selezionare quello che non c'è. Anche le piante luminescenti vendute come idee regalo, con il vaso che brilla, hanno la luce nel vaso e non nella pianta. Un'altra cosa che si confonde è la fluorescenza sotto la luce ultravioletta: molti fiori, e la clorofilla stessa, illuminati con una lampada a raggi UV in una stanza buia emettono un bagliore rosso o azzurro, ed è un effetto reale, usato dagli insetti per vedere i fiori, ma dura finché la lampada è accesa e non è luce prodotta dalla pianta. Piante che brillano al buio senza lampada e senza geni di fungo non ce ne sono, e chi le vende sa di non averle. Le vere luci del bosco sono i funghi: circa cento specie, fra cui in Italia l'Armillaria, il chiodino, il cui micelio nel legno marcio dà una luce verde fioca visibile nelle notti senza luna, e la Panellus stipticus. Quando si parla di piante che brillano al buio nei racconti dei boschi, si parla quasi sempre di questi.

Perché le piante non hanno mai imparato a brillare

Se non esistono piante che brillano al buio in natura, la ragione è nella spesa. La luce viva è diffusa nel mare, dove la maggior parte degli animali delle profondità la produce, e sulla terra sta nei funghi, nelle lucciole e in pochi altri insetti. Nei funghi, secondo lo studio del 2018 di Zinaida Kaskova e colleghi su Science Advances che ne ha descritto la chimica, la luce serve probabilmente ad attirare gli insetti che disperdono le spore. Le piante hanno risolto lo stesso problema con i colori di giorno e con i profumi di notte, e i fiori notturni, bianchi e profumati, si fanno trovare dalle falene senza spendere energia in luce, che per una cellula costa molto. Le piante che brillano al buio non sono comparse per la stessa ragione per cui non sono comparse le piante che camminano: nessun vantaggio abbastanza grande da pagare il costo.

Quello che si può avere davvero

Un giardino che si vede di notte si fa con le piante chiare, non con quelle luminose. I fiori bianchi, come la gardenia, il gelsomino, la nicotiana, la datura e la bella di notte, sono quelli che le falene e gli occhi umani vedono con la luna, e molti si aprono e profumano proprio la sera. Le foglie argentate della santolina, del cineraria e dell'artemisia raccolgono la poca luce che c'è. Una lampada UV in giardino, per una sera, fa brillare i petali bianchi e gialli di un azzurro che sorprende. Le piante che brillano al buio, per chi non vive negli Stati Uniti, sono questo: piante chiare, una notte di luna e, al più, una lampada.

La risposta in una riga

Esiste una sola pianta che brilla da sé, una petunia con i geni dei funghi, approvata nel 2023 e in vendita solo negli Stati Uniti; tutto il resto sono funghi, fluorescenza sotto lampada o truffe. Un caso simile di aspettativa smentita dai numeri lo abbiamo raccontato in le piante carnivore e le zanzare. Piante che brillano al buio è una ricerca a cui, in Italia, si risponde con i fiori bianchi.