Se osserviamo una Maranta durante il giorno e torniamo a guardarla la sera, potremmo avere l'impressione che qualcuno abbia cambiato la posizione delle sue foglie.
Nelle ore diurne tendono a essere più distese, quasi parallele al terreno. Quando arriva la notte, invece, le foglie si sollevano e possono assumere una posizione molto più verticale, ricordando mani raccolte in preghiera.
È proprio questo comportamento ad avere regalato alla Maranta leuconeura il nome inglese di prayer plant, cioè pianta della preghiera.
La cosa più sorprendente è che il fenomeno si ripete. Con il ritorno del giorno le foglie assumono nuovamente una posizione più aperta, per poi sollevarsi ancora durante la notte.
Non significa che la Maranta abbia sete ogni sera e neppure che stia appassendo. Stiamo osservando un movimento vegetale ritmico. Conoscerlo è importante anche per coltivarla, perché ci permette di distinguere un comportamento normale da una foglia che rimane arricciata o si deteriora per condizioni ambientali sfavorevoli.
Perché succede: il movimento notturno della Maranta
Maranta leuconeura appartiene alla famiglia delle Marantaceae. È una perenne sempreverde, rizomatosa e cespitosa, coltivata soprattutto per il suo fogliame ornamentale. North Carolina State University Extension ne indica l'origine in Brasile e descrive esplicitamente il cambiamento che possiamo osservare durante le ventiquattro ore: di giorno le foglie vengono mantenute più parallele al terreno, mentre di notte si portano verso la caratteristica posizione verticale "di preghiera".
Questo tipo di movimento viene chiamato nictinastia. È un movimento reversibile associato all'alternanza fra giorno e notte: la foglia cambia posizione senza che questo significhi appassimento o perdita della sua funzionalità.
Una spiegazione fisiologica del fenomeno viene fornita da Plants in Action, testo realizzato nell'ambito dell'Australian Society of Plant Scientists. La Maranta viene utilizzata proprio come esempio di pianta che presenta movimenti nictinastici. Il cambiamento di posizione è collegato alle variazioni di turgore nel pulvino, una struttura carnosa situata alla base della lamina fogliare che permette il movimento.
Non dobbiamo però trasformare questa spiegazione in un'affermazione secondo la quale la pianta "dorme". L'espressione inglese sleep movement viene utilizzata per descrivere questi movimenti, ma non equivale al sonno degli animali.
Ed è proprio questa la prima cosa da ricordare quando osserviamo la Maranta la sera: se le foglie si sollevano regolarmente durante la notte e tornano verso una posizione più aperta durante il giorno, non dobbiamo cercare immediatamente un problema da correggere. La pianta sta manifestando uno dei suoi comportamenti più caratteristici.
Come sfruttare il movimento delle foglie quando scegliamo dove metterla
La Maranta è una di quelle piante che vale la pena sistemare dove possiamo realmente osservarla. Se viene relegata sopra un mobile molto alto o in un angolo nel quale passiamo raramente, perdiamo buona parte della caratteristica che la rende speciale.
Un tavolino, una mensola non troppo alta o un mobile vicino alla zona nella quale trascorriamo la sera permettono invece di accorgerci del cambiamento. Non serve aspettare immobili davanti alla pianta: basta confrontarne l'aspetto in momenti differenti della giornata.
La posizione, però, non deve essere scelta soltanto per ragioni estetiche. La Royal Horticultural Society indica per Maranta leuconeura una luce luminosa filtrata o indiretta. North Carolina State University Extension avverte inoltre che un'eccessiva esposizione al sole diretto può scolorire il fogliame.
Questo significa che "metterla alla luce" non equivale a esporla per ore ai raggi solari più forti. È preferibile una zona ben illuminata nella quale la luce arrivi indirettamente o venga filtrata.
Anche l'umidità ambientale è importante. La RHS raccomanda di mantenerla elevata e suggerisce, tra le possibilità, di nebulizzare oppure sistemare il vaso su un vassoio con ghiaia umida.
Il substrato deve essere gestito con altrettanta attenzione. La RHS indica condizioni umide ma ben drenate: mantenere disponibile l'acqua non significa lasciare continuamente le radici in un substrato saturo.
La posizione scelta per ammirare il movimento serale deve quindi rispondere anche alle necessità reali della pianta: buona luce indiretta, protezione dal sole forte e un ambiente nel quale l'aria non sia eccessivamente secca.
Come cambia la gestione tra estate e inverno
La Maranta è una pianta tropicale e nelle nostre case non segue lo stesso calendario di una specie da giardino che in autunno perde completamente la parte aerea.
La RHS assegna a Maranta leuconeura la classificazione di rusticità H1B. Questa categoria indica piante che possono essere coltivate all'aperto durante l'estate e associa alla classificazione un intervallo minimo di riferimento compreso tra 10 e 15 °C.
Se durante la bella stagione decidiamo di sistemare la Maranta all'esterno in una posizione protetta e senza sole forte, dobbiamo quindi riportarla in un ambiente riparato quando l'abbassamento delle temperature rende le condizioni esterne incompatibili con una pianta di questa categoria.
Durante la fase di crescita la RHS indica annaffiature moderate e una concimazione mensile; durante l'inverno le annaffiature possono invece essere ridotte.
Questa indicazione non deve trasformarsi in un calendario rigido. Un vaso piccolo in una stanza calda può perdere acqua diversamente da un contenitore più grande collocato in un ambiente più fresco. Prima di annaffiare bisogna quindi considerare le condizioni reali del substrato e dell'ambiente.
Il movimento delle foglie, intanto, può continuare a essere osservato in casa: la "preghiera" della Maranta non è uno spettacolo limitato a una particolare settimana dell'anno.
Quando le foglie si sollevano normalmente e quando invece c'è un problema
Qui si trova uno degli aspetti più utili da conoscere. Una foglia che cambia posizione durante il ciclo giorno-notte non deve essere confusa con una foglia che rimane accartocciata, presenta margini secchi o mostra un deterioramento evidente.
Il movimento normale è dinamico: North Carolina State University Extension descrive le foglie come più parallele al terreno durante il giorno e più verticali durante la notte. Se osserviamo questa alternanza, stiamo vedendo il comportamento caratteristico della specie.
Diverso è il caso di foglie che presentano danni persistenti. NC State segnala che la Maranta non tollera bene il sole diretto, la bassa umidità ambientale, le basse temperature e le correnti fredde.
Un errore sarebbe reagire automaticamente aumentando l'acqua ogni volta che vediamo le foglie sollevarsi. Il semplice movimento serale non dimostra affatto che il substrato sia asciutto.
Prima di annaffiare bisogna controllare realmente le condizioni del terreno. La RHS indica un substrato umido ma ben drenato e raccomanda di ridurre le annaffiature durante l'inverno. Aggiungere continuamente acqua non è quindi la risposta universale a qualsiasi cambiamento osservato sulle foglie.
Lo stesso vale per il concime. NC State segnala che una fertilizzazione eccessiva può provocare bruciature sulle foglie. Quando compaiono margini danneggiati non dobbiamo quindi partire automaticamente dall'idea che la pianta abbia bisogno di più fertilizzante.
Il movimento notturno ci insegna, in definitiva, una regola utile anche per molte altre piante: prima di correggere un comportamento dobbiamo capire se quel comportamento è davvero un problema.
Cosa fare in autunno e in inverno e quali foglie non bisogna tagliare
La fine dell'estate non significa che dobbiamo potare drasticamente la Maranta per prepararla all'inverno. È una perenne sempreverde e la RHS specifica che non richiede una potatura regolare.
Non dobbiamo quindi eliminare foglie sane semplicemente perché con l'arrivo della stagione fredda la gestione della pianta cambia. Se una foglia continua a essere integra e vitale, non esiste alcun motivo per rimuoverla.
Possiamo invece eliminare eventuali foglie ormai completamente secche o fortemente deteriorate, evitando interventi inutilmente drastici.
La vera modifica stagionale riguarda soprattutto l'ambiente. La classificazione H1B della RHS indica che la Maranta può essere coltivata all'aperto durante l'estate, ma deve essere riportata in un ambiente protetto quando le temperature scendono verso livelli incompatibili con questa categoria.
Una volta in casa bisogna inoltre ricordare che NC State segnala la sensibilità della specie alle correnti fredde e alla bassa umidità. La scelta della posizione invernale deve tenere conto anche di questi fattori.
La RHS raccomanda inoltre di ridurre le annaffiature durante l'inverno. Ridurre non significa però stabilire un lungo periodo durante il quale il substrato debba essere completamente ignorato: le condizioni del vaso vanno sempre osservate.
E soprattutto non bisogna tagliare le foglie perché la sera "si chiudono". Quelle foglie apparentemente ripiegate possono essere perfettamente sane e, con il nuovo giorno, tornare ancora una volta verso la loro posizione diurna.
Come moltiplicare la Maranta
Maranta leuconeura è una pianta rizomatosa e cespitosa. Un esemplare ben sviluppato può quindi offrire il materiale necessario per ottenere nuove piante.
La Royal Horticultural Society indica tre possibilità di propagazione: divisione, talee basali e seme.
La divisione permette di separare porzioni del cespo dotate delle proprie radici e della propria vegetazione, ottenendo esemplari indipendenti. North Carolina State University Extension indica anch'essa la divisione rizomatosa come metodo di propagazione della specie.
La RHS segnala inoltre la possibilità di utilizzare talee basali. Non è quindi necessario affidarsi a un unico metodo: la scelta può dipendere dal materiale vegetale disponibile e dallo sviluppo dell'esemplare che vogliamo moltiplicare.
Una volta ottenute nuove piante, ciascuna potrà manifestare il comportamento che rende questa specie tanto particolare. Non stiamo propagando soltanto un fogliame decorativo: stiamo moltiplicando una pianta capace di modificare ogni giorno la posizione delle proprie foglie.
Non confonderla con tutte le piante chiamate Calathea
Il nome comune "pianta della preghiera" può creare confusione perché non viene utilizzato esclusivamente per Maranta leuconeura.
North Carolina State University Extension segnala, per esempio, anche Goeppertia insignis tra le piante conosciute con il nome comune di "prayer plant". Questa specie è stata in passato classificata anche come Calathea insignis e Calathea lancifolia.
Maranta e Goeppertia appartengono alla stessa famiglia, le Marantaceae, e possono condividere caratteristiche che favoriscono la confusione commerciale, a cominciare dal fogliame ornamentale e dai movimenti delle foglie.
Questo però non significa che "Maranta" e "Calathea" siano due nomi intercambiabili per la stessa pianta. Quando acquistiamo un esemplare o cerchiamo indicazioni di coltivazione conviene controllare il nome botanico, perché sotto l'espressione comune "prayer plant" possono essere indicate piante differenti.
Nel nostro caso la protagonista è Maranta leuconeura: una perenne tropicale, sempreverde e rizomatosa che durante il giorno mostra apertamente il disegno delle proprie foglie e, con l'arrivo della notte, ne modifica la posizione.
È questo il dettaglio da osservare prima di intervenire con acqua, concime o forbici. A volte una pianta che sembra comunicarci un problema non sta chiedendo nulla: sta semplicemente seguendo il proprio ritmo quotidiano.
Fonti
Royal Horticultural Society (RHS) — Maranta leuconeura | prayer plant. Utilizzata per identificazione botanica, comportamento notturno delle foglie, luce, umidità, irrigazione, concimazione, classificazione H1B, potatura e metodi di propagazione.
North Carolina State University Extension — Maranta leuconeura | Prayer Plant. Utilizzata per origine, posizione diurna e notturna delle foglie, luce, umidità, sensibilità alle correnti fredde e all'eccessiva fertilizzazione, propagazione per divisione e confronto con altre piante chiamate "prayer plant".
Australian Society of Plant Scientists — Plants in Action — sezione dedicata ai movimenti fogliari nictinastici. Utilizzata per la spiegazione fisiologica del movimento nelle Maranta e del ruolo delle variazioni di turgore nel pulvino alla base della foglia.
