La monstera è la pianta comprata negli ultimi anni più di ogni altra, e nelle case con un gatto la scena si ripete quasi uguale: l'animale ignora le foglie grandi e va dritto verso quella nuova, ancora arrotolata su sé stessa. È la parte più tenera e anche la più concentrata. L'effetto è quello tipico di questa famiglia: bruciore immediato che interrompe il morso, fastidio per un tempo breve e nessuna conseguenza a distanza. La pianta si tiene, ma nei primi anni conviene proteggerla.
La pianta e la fama che ha
Della monstera si dice che sia tossica per i gatti, e anche in questo caso il fondamento c'è: contiene ossalato di calcio in forma di cristalli aghiformi e compare fra le specie segnalate nell'elenco delle piante nocive per gli animali domestici dell'ASPCA.
Attorno alla pianta circola però anche una voce diversa, che riguarda i frutti. La monstera deliciosa produce nel suo ambiente naturale un frutto commestibile a maturazione completa, mentre acerbo è fortemente irritante proprio per la presenza degli stessi cristalli.
Nelle case italiane la questione è teorica, perché la pianta coltivata in appartamento fruttifica di rado. Ma spiega perché su questa specie si trovino informazioni contraddittorie: sono vere entrambe, e riguardano parti diverse in momenti diversi.
La sostanza
I cristalli sono rafidi di ossalato di calcio, aghi microscopici raccolti in fascetti dentro cellule specializzate. Quando il dente rompe la cellula, il fascio viene espulso e gli aghi penetrano nella mucosa della bocca.
Il dolore è quindi meccanico e immediato. Non c'è un intervallo in cui la sostanza viene assorbita e agisce a distanza: c'è una puntura, e c'è nello stesso istante in cui avviene il morso. È una differenza che conta, perché è il motivo per cui l'animale si ferma da solo.
La distribuzione dentro la pianta non è uniforme, ed è il punto che rende la monstera un caso particolare. Le concentrazioni maggiori si trovano nei tessuti giovani e nelle parti in crescita, cioè nelle foglie nuove ancora arrotolate, nei germogli e nelle radici aeree tenere.
La foglia adulta è diversa. Con il tempo diventa grande, spessa e coriacea, con una superficie dura da mordere e un sapore che non offre nulla. Un gatto che tenta di masticarla trova più resistenza e meno soddisfazione, e in genere non insiste.
Questa distribuzione ha una logica precisa. La pianta concentra la difesa dove è più vulnerabile, cioè nel tessuto nuovo che non ha ancora sviluppato la propria consistenza. È lo stesso motivo per cui i germogli di molte piante sono più amari o più irritanti delle foglie mature.
Cosa succede se ne ingoia un bambino o un gatto
Nel gatto la scena è immediata e riconoscibile. Il morso, un movimento brusco della testa, l'allontanamento dalla pianta, poi salivazione abbondante e zampate sul muso. Alcuni animali hanno conati o vomitano una volta.
La durata è breve. Nella maggior parte dei casi la salivazione diminuisce sensibilmente nel giro di poco tempo e l'animale riprende le sue abitudini in giornata. Può saltare un pasto per il bruciore, non per un problema interno.
Il caso in cui la reazione è più marcata è proprio quello della foglia giovane, perché è tenera e quindi il gatto la mastica davvero, liberando più cristalli rispetto a un morso dato a una foglia dura. Vale lo stesso per le radici aeree fresche, che alcuni gatti mordono perché pendono.
Nei gattini il quadro appare più drammatico da vedere e resta comunque locale. Nel bambino piccolo il morso è raro perché il dolore ferma tutto subito, e restano labbra e lingua arrossate, a volte lievemente gonfie, con pianto finché il bruciore non si attenua.
I segnali che spostano la valutazione sono sempre gli stessi: gonfiore che cresce invece di calare, salivazione che non si arresta, difficoltà a deglutire o respiro rumoroso. Con la monstera sono rari, ma sono la soglia oltre la quale non si aspetta.
Cosa fare subito e chi chiamare
Si tolgono dalla bocca i frammenti di foglia rimasti, con le dita, senza forzare. Poi si sciacqua: acqua fresca per il bambino, un panno umido su gengive e lingua per il gatto che si lascia toccare. L'acqua allontana i cristalli residui e attenua il bruciore.
Non si provoca il vomito e non si somministra nulla di propria iniziativa. La pianta si sposta in un'altra stanza prima che il gatto ci torni, cosa che a volte succede nonostante il dolore appena provato.
Poi si osserva la prima ora. Un gatto che smette di salivare, beve e si rimette tranquillo non richiede altro. Si chiama il veterinario se la salivazione prosegue oltre la prima mezz'ora, se l'animale rifiuta acqua, se il muso appare gonfio o se cambia il modo di respirare.
Per un bambino ci si rivolge al pediatra o al centro antiveleni. In entrambi i casi conviene tenere pronti un pezzo della pianta e l'ora in cui è successo, che sono le prime informazioni richieste.
Come riconoscerla dalle piante simili innocue
La monstera viene confusa con diversi filodendri rampicanti, che appartengono alla stessa famiglia e contengono la stessa sostanza, quindi la distinzione non cambia il comportamento. Più utile è riconoscerla rispetto alle piante a foglia larga che non pongono lo stesso problema.
Il carattere decisivo sono i buchi. Nella monstera adulta la lamina fogliare presenta fori ovali distribuiti lungo la nervatura centrale, oltre alle incisioni profonde che partono dal margine. Nessuna pianta da appartamento innocua di taglia simile ha questa caratteristica.
Il secondo carattere è la foglia giovane, che è intera, a forma di cuore e priva di fori: è il motivo per cui una monstera piccola non somiglia a una monstera grande, e per cui viene venduta a volte come pianta diversa.
Il terzo sono le radici aeree, grosse, brune e cordiformi, che scendono dal fusto e cercano un appoggio. Sono robuste e ben visibili, molto più spesse di quelle sottili del pothos.
Dove collocarla perché il problema non si ponga
La monstera cambia nel tempo, e la gestione va adattata alla sua età. Nei primi anni ha poche foglie, tutte relativamente tenere e tutte alla portata di un gatto, ed è la fase in cui conviene proteggerla. Da adulta ha foglie grandi e dure che stanno in alto, e il problema si riduce da solo.
Nella fase giovane la posizione utile è una superficie rialzata e isolata, oppure una stanza che si tiene chiusa quando non c'è nessuno. Se la pianta sta a terra, la foglia nuova arrotolata si trova esattamente all'altezza del muso.
Il tutore di muschio merita un discorso a parte. È lo strumento che permette alla monstera di crescere in verticale e di sviluppare foglie grandi, ma per un gatto è anche un palo verticale ruvido su cui affilare le unghie e su cui arrampicarsi. Un tiragraffi vero, messo in un punto altrettanto comodo, sposta l'abitudine dove non fa danno.
Le radici aeree che pendono vanno indirizzate verso il tutore o verso il terriccio invece di lasciarle libere, perché una radice che dondola è un invito. Le foglie cadute e i pezzi di picciolo vanno raccolti dopo ogni potatura.
Alternative sicure
- Calathea orbifolia. Foglie molto ampie e tondeggianti con nervature marcate, per chi cerca l'effetto scenografico della foglia grande.
- Nefrolepis. Volume di verde importante in un vaso da terra, adatta agli stessi angoli con luce indiretta.
- Chamaedorea elegans. Palma da appartamento che riempie lo stesso spazio in altezza e resta priva di rischi.
Gli errori più comuni
- Trattare allo stesso modo una monstera giovane e una adulta: le foglie nuove arrotolate sono le più tenere e le più concentrate, e vanno protette nei primi anni.
- Mettere il tutore di muschio a portata del gatto senza offrire un tiragraffi alternativo, trasformando la pianta nella superficie da arrampicata più comoda della stanza.
- Lasciare le radici aeree penzolanti, che dondolano e invitano al morso: si indirizzano verso il tutore o verso il terriccio.