La pratolina è la margheritina che cresce ovunque, dai prati di montagna ai giardini pubblici, e fiorisce praticamente tutto l'anno. Quando il tempo peggiora fa una cosa che pochi notano: non si limita a chiudersi, reclina anche il capolino verso il basso.
È un doppio movimento che serve a un unico scopo, e che si annulla appena il sole torna. Le condizioni migliorano e la pratolina si rialza, si riapre, torna a guardare in su. Per questo cresce ovunque ed è forse il più accessibile degli indicatori naturali del tempo: basta abbassare gli occhi.
Chiude e abbassa il capo
Il movimento completo è in due tempi. Prima le ligule bianche si serrano verso il centro, coprendo il disco giallo. Poi l'intero capolino si piega sul peduncolo, orientandosi verso il terreno invece che verso il cielo.
La combinazione non è casuale. Un fiore chiuso protegge la parte interna dall'acqua, ma un fiore chiuso e rivolto verso il basso la protegge molto meglio, perché la pioggia scivola sulla superficie esterna senza trovare aperture.
Quei petali non sono petali
Qui c'è un dettaglio botanico che cambia il modo di guardarla. Quello che chiamiamo fiore della pratolina non è un fiore: è un capolino, cioè un'infiorescenza composta da moltissimi fiori piccolissimi.
I petali bianchi sono fiori ligulati, e ognuno di essi è un fiore completo. Il disco giallo al centro è fatto di fiori tubulosi, anche quelli interi. Quando diciamo che la pratolina chiude i petali stiamo in realtà dicendo che decine di fiori si ripiegano insieme sopra altre decine di fiori. È una struttura tipica delle Asteraceae, la stessa famiglia di margherite, tarassaco e girasoli.
Il nome racconta il comportamento
In inglese la pratolina si chiama daisy, e il nome viene dall'anglosassone daeges eage, che significa occhio del giorno. Le fu dato proprio perché si apre con la luce e si chiude quando la luce se ne va.
Le popolazioni germaniche del nord la chiamavano occhio di Baldur, il dio del sole, perché vedevano nel suo capolino aperto l'annuncio della luce. Il nome scientifico invece è Bellis perennis: bella e perenne, per la fioritura che non conosce stagioni morte e va da gennaio a dicembre.
Perché lo fa davvero
La ragione è la stessa che vale per tutte le piante barometro: proteggere il polline. Una goccia d'acqua che arriva sul disco centrale può lavarlo via o comprometterlo, e senza polline utilizzabile gli insetti non hanno nulla da trasportare.
Il meccanismo che governa il movimento risponde a due segnali insieme, la luce che cala e l'umidità che sale. Ecco perché la pratolina si chiude sia al tramonto sia in pieno giorno quando il cielo si copre: sono due variazioni diverse che innescano la stessa reazione difensiva.
Come usarla per leggere il tempo
Il vantaggio di questa pianta è la disponibilità. Cresce nei parchi, sui bordi delle strade, nei prati, e sopporta il calpestio senza soffrirne, quindi la trovi anche dove passano in molti.
La lettura è semplice: se in una giornata luminosa i capolini sono chiusi e reclinati, l'umidità nell'aria è già salita. Attenzione però a un errore. Le pratoline in ombra o sotto un albero si comportano diversamente da quelle in pieno sole, perché ricevono meno luce e chiudono prima. Per un segnale attendibile vanno osservate quelle in posizione aperta.
La pratolina non annuncia nulla e non sa niente. Reagisce a due grandezze fisiche con un movimento automatico, ed è questo che la rende affidabile: non sbaglia perché non decide. Guarda in basso la prossima volta che il cielo si fa incerto, e vedrai se ha già chiuso.
